The Beatles Revolver remix 2022 stereo e mono recensione

0
369 views
The Beatles Revolver remix 2022

The Beatles Revolver remix 2022. Ascoltare Revolver è sempre un gran piacere perché The Beatles fanno sempre piacere, ma qui si parla di un altro disco, qui si parla del remix 2022 e di un capolavoro rinato.

Di questo disco si è parlato e se ne parlerà ancora per molti anni. Già, possibile mai che un disco uscito nel 1966 possa suscitare, a distanza di oltre 50 anni, tutta questa attenzione? Perché? Perché un disco così vecchio e datato, di una band che non esiste più da oltre 50 anni, ha ancora oggi tutta questa importanza?

La risposta è semplice, “Revolver” è un capolavoro. “Revolver” è uno dei dischi più importanti della storia della “popular music”, perché è uno spartiacque tra il vecchio mondo musicale e quello nuovo, dove la parola “moderno” diviene significativamente tradotta in “rivoluzionario”.

La spiegazione del perché sia stato così rivoluzionario non la troverete in queste righe, perché nel corso dei decenni sono stati versati fiumi di inchiostro per rispondere a tale quesito.

In queste righe racconterò la mia esperienza sonica, la mia percezione sulle straordinarie novità che emergono grazie a questo remix 2022 che ha del miracoloso.

The Beatles Revolver remix 2022

The Beatles Revolver remix 2022
il leggendario Studer J37

Breve storia

Norman Smith era stato fino ad allora l’ingegnere del suono dei dischi dei The Beatles.

The Beatles però decisero di fare qualcosa di diverso, vuoi perché si erano gettati a capofitto nelle esperienze lisergiche (non tutti), vuoi perché in quel momento capirono che le cose nel mondo stavano cambiano e c’era quindi bisogno di scrollarsi di dosso un vestito vecchio, ed indossarne uno nuovo e inedito.

George Martin, che era uno assai sveglio, chiamò al banco mixer un ragazzo, l’allora giovanissimo Geoff Emerick, che a soli 16 anni venne assunto alla Emi e prese parte (come spettatore) alla registrazione del primo 45 giri dei The Beatles “Love Me Do“.

Geoff Emerick era uno che aveva idee strane, era uno che conosceva a memoria “Be My Baby” delle Ronettes, brano che vedeva al banco mixer Phil Spector, mica l’ultimo, Geoff era uno che faceva esperimenti, era uno che vedeva gli strumenti come scatole da smontare, come apparecchi buoni per essere usati in maniera non convenzionale.

Geoff Emerick è stata una figura cardine nella realizzazione di The Beatles Revolver, questo disco fu grazie al suo intuito, alla sua voglia di sperimentare e alla sua passione per il “Wall of Sound” di Phil Spector, che Revolver suona ancora oggi così “rivoluzionario”.

Emerick microfonò John Lennon su un amplificatore e poi su un Leslie, si inventò i loop estesi su nastro, esasperò la tecnica “ADT”; per dar più corpo alla grancassa ci infilò un paio di maglioni, insomma per Geoff Emerick il mixer non era più uno strumento di mixaggio, Geoff Emerick fece diventare lo stesso mixer un vero e proprio strumento musicale.

Revolver” venne inciso su un registratore a 4 tracce (Studer J37) e il suono che ne venne fuori è ancora oggi incredibile.

Il 16 maggio dello stesso anno i Beach Boys pubblicavano “Pet Sound”, I Beatles andarono alla presentazione d’ascolto del disco, ne restarono affascinati e sconvolti.

Quel disco però venne registrato su un otto tracce lavorate da uno Scully 288 4 tracce.

L’anno seguente I The Beatles incidono “Stg. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”  con ben 2 Studer J37.

Nella versione americana di The Beatles Revolver mancano tre tracce: I’m Only Sleeping, And Your Bird Can Sing e Doctor Robert. Negli anni ’60, l’etichetta americana Capitol avrebbe cercato di ottenere più LP dal catalogo dei Fab Four, quindi questi tre brani sono stati raccolti in un album chiamato Yesterday And Today.

lo Scully 288 4 tracce

The Beatles Revolver remix 2022

HI-RES 24 bit 96khz.

Per chi non apprezza o non ama le nuove tecnologie, può tranquillamente continuare ad ascoltare il vinile originale o eventuali ristampe dalle incisioni e mixaggi talvolta discutibili.

Ci sono casi in cui la tecnologia è il male, ma ci sono casi in cui, vedi Revolver remix 2022, la tecnologia è la benvenuta.

Questa edizione è uscita in tutte le versioni possibili ed immaginabili, quadruplo vinile + un 7″, doppio CD, e una versione super deluxe con ben 5 CD, il tutto corredato da book di oltre 100 preziosissime pagine. E’ uscita anche, e per fortuna, in liquida HI-RES 24 bit/96 Khz, noi l’abbiamo testata e ascoltata in questa versione, quella che rende questo album, nuovo, rinato e dal suono veramente sorprendente.

Il progetto remix 2022 è stato capitanato da Giles Martin (figlio di George) ed è diverso da tutte le altre versioni. Il disco è stato “lavorato” con tecnologia di de-mixing con il software proprietario inventato da Peter Jackson il de-mixing è riuscito a separare tutti gli strumenti presenti nel disco/nastro, così da permetterne un perfetto mixaggio, rendendo l’album qualcosa di inimmaginabile fino ad oggi.

C’è anche da dire che l’edizione del 2009 già aveva una qualità audio notevole, ma il lavoro che è stato fatto su questa del 2022 supera ogni aspettativa, lo si evince già nel primo brano “Taxman“, dove la batteria è molto più bilanciata e centrale, la scena sonora è decisamente più ampia, il “campanaccio” ad esempio è più consistente e presente, mentre il balance ha un respiro più esteso, dettagliato e meno “schiacciato” verso il basso.

Stesso discorso per “Eleanor Rigby”; qui gli archi sono ridefiniti, brillanti, “spaziali”, cose che mai fino ad ora erano emerse, tutto è più armonico ed equilibrato, o ad esempio il sitar di “Love You To” che viaggia oltre la stratosfera e si insinua come un fiume tranquillo in una valle immaginifica.

Ma la vera magia viene fuori su “Yellow Submarine“; qui il soundstage e la stessa conseguente immagine, corrono all’unisono con un fronte sonoro davvero unico, tutti i vari effetti ora sono chiari e percepibili, dal kazoo? alla vasca con l’acqua, i fischietti, i suoni dei bicchieri, le catene e i pezzi di ferro percossi, e tutte le altre follie che sono state registrate ora sono li, cristalline e vivide come acqua di fonte.

Ecco, basterebbe questa canzone per gridare al miracolo, però l’apoteosi definitiva arriva con il brano che chiude il disco, ovvero “Tomorrow Never Knows” (in origine “Mark I”), i loops dei nastri preparati da Paul McCartney, la voce di John Lennon “filtrata” nel Leslie (idea di Geoff Emerick) e le altre cose pazze di questo capolavoro assoluto, con questo remix sembrano rinate, rinvigorite rispetto alle precedenti versioni, e la dimostrazione diventa netta quando proviamo ad ascoltare le varie take mono presenti in questa edizione.

Sono però tantissimi i suoni, le sfumature, le voci e gli strumenti che, se mentre prima erano appena percepibili, oggi finalmente si possono ascoltare in tutta la loro interezza, ed è impossibile enuclearli tutti, un fatto è chiaro, QUESTO Revolver remix 2022 vi sorprenderà.

Descrivere in poche parole cotanta magia e bellezza è un esercizio di stile impossibile, è possibile però godersi questo disco e ritrovare il sorriso, come quando da bambino i tuoi genitori ti portavano alle giostre.

Conclusioni

Già lo so, i puristi storceranno il naso, e forse non hanno torto.

Quando venne inciso The Beatles Revolver, la tecnologia era quella dell’epoca ovviamente, e The Beatles, tecnicamente parlando, riuscirono a fare cose che nessuno sino ad allora aveva mai neanche osato pensato (Beach Boys a parte/in parte).

The Beatles Revolver nasce in una prima edizione mono, poi pubblicato in edizione stereo e, ideologicamente parlando, così dovrebbe essere ascoltato, però se si ama la musica non si può prescindere dal concetto di “evoluzione tecnologica” per riportare alla luce gemme straordinarie come questa.

Se i Beatles incisero con tanta veemenza e maniacale dedizione questo capolavoro con tutti quei pazzeschi suoni, effetti, visionarie follie acustiche, forse avrebbero voluto che si sentissero tutte, ecco, forse la verità è tutta li, c’è chi pensa che questo disco debba restare cristallizzato nel 1966, e chi, come me, di fronte a capolavori come questo, pensa che la tecnologia possa restituire un opera di questa portata ridefinendo il concetto stesso di tempo, in definitiva è un pò come pensare alla Primavera del Botticelli o l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, se nessuno le avesse mai restaurate, probabilmente oggi non potremmo ammirarle in tutta la loro grandezza.

Ho avuto la fortuna di ascoltare The Beatles Revolver in diverse versioni, da quella originale mono e stereo, a varie ristampe in vinile, alcune pessime, altre ottime, l’ho ascoltato da CD e da file Hi-RES, ma solo quando l’ho ascoltato da nastro mi sono commosso.

Ascoltare la musica da vinile e da file in alta qualità sono due modi di ascoltare musica completamente diversi, è solo una questione di gusti.

Prince Faster.

Ascoltalo qui in HI-RES 24/96

(Foto da archivio Discogs).

 

Ti potrebbe interessare