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50 album gennaio giugno 2026
Siamo arrivati a metà anno ed è il momento di tirare le somme. Abbiamo selezionato una lista di 50 album capaci di ridefinire un canone o di dialogare con la nostra memoria musicale. I primi sei mesi del 2026 hanno confermato una tendenza chiara: la frammentazione dei generi è ormai definitiva. Le barriere storiche tra l’urgenza di stile del math rock, post-rock, del post metal o del dream pop, sono mutate in “corssover”, così come le sfasature armoniche del new Jazz e le “oppressioni” del drone, si sono dissolte in una serie di pubblicazioni di altissimo profilo.
Nelle cinquanta posizioni che seguono, troverete in linea di massima, dischi fuori dalle classiche logiche mainstream, opere slegate dal mondo musicale plasticoso e gentrificato. La selezione di quest’anno evidenzia una profonda maturità tecnica, dove le band e i solisti ne trasformano gli elementi fondamentali. Per comprendere la direzione attuale, basti pensare all’evoluzione delle influenze che guidano i progetti più interessanti di questa prima metà dell’anno.
La metamorfosi del Rock Sperimentale e Post-Rock: Nelle produzioni più interessanti del 2026, le dinamiche tradizionali lasciano il posto a un lavoro di micro-campionamento e all’uso di accordature aperte che richiamano il minimalismo di Glenn Branca o le intuizioni rumoriste dei Sonic Youth, i poliritmi o il ritorno della micro tonalità, (che però non è mai andato via).
Nei 50 album gennaio giugno 2026 si evince una forte connotazione verso strutture polifoniche e l’uso del nastro analogico per manipolare il decay, creando identità di stili che spaziano tra territori a volte distopici.
Dream Pop e Alternative odierni: La saturazione delle chitarre rallenta, guardando direttamente alla psichedelia dei primi Pink Floyd e alle sonorità visionarie dei Cocteau Twins, ma con una pulizia digitale e una gestione delle basse frequenze derivata direttamente dalla moderna produzione neo soul.
Questo il video dei miei 15 album preferiti.
Fermo restando che a parer mio, il disco degli Zu è da classificare come uno dei migliori dischi internazionali usciti sino ad oggi, abbiamo per comodità, suddiviso le liste in due macro aree.
Partiamo dagli italiani.

Anche in questo primo semestre la musica italiana giganteggia con, ad esempio, gli Zu – Ferrum Sidereum. L’album rappresenta una sintesi devastante tra la furia del loro storico passato “jazzcore” e le esplorazioni cosmiche della trilogia precedente.
Klimt 1918 – Amor. A dieci anni dal monumentale doppio capitolo di Sentimentale Jugend, i romani Klimt 1918 ritornano con Àmor. Si tratta di un’opera nata nel silenzio e nel distanziamento degli ultimi anni.
Drift Lab – Sunlight. L’album si distacca dalle rigidità espressive della fusion commerciale per approdare a un formato strumentale fluido, dove l’elettronica d’avanguardia si innesta su geometrie rock e soluzioni armoniche di matrice New Jazz.
Gigi Masin – Movement. Gigi Masin scardina il binomio che vuole la musica d’ambiente confinata all’isolamento statico e all’accademia speculativa.
I dischi internazionali
Per ciò che riguarda la musica internazionale vanno assolutamente citati: Boards Of Canada (qui trovi la recensione). Il ritorno del duo scozzese si focalizza sulla manipolazione del nastro magnetico e sulla microtonalità. Il commovente e sincero lavoro di Paul McCartney.
Altro disco fondamentale tra i 50 album gennaio giugno 2026, è quello dei My New Band Believe (qui la recensione), la band di Cameron Picton, ex bassista e cantante dei Black Midi. Sorprendente album dei Kula Shaker – Wormslayer, i quali abbandonano il massiccio ricorso a misticismi raga e sonorità dell’India continentale, che da sempre ha costituito il marchio di fabbrica dei Kula Shaker, qui si ritira sullo sfondo, rimanendo confinato a livello sotterraneo. Al suo posto emerge una radice legata al rock psichedelico più duro dei primi anni Settanta. Imperdibile il disco di Pat Metheny, Lakecia Benjamin, Brass Camel, i giovanissimi Kosmonauci, “l’hendrixiano” ragazzino Amani Burnham, il nuovo album, a distanza di un anno dal precedente, degli YHWH Nailgun, fino al disco dei Mono – Snowdrop. P.S. Fate molta attenzione ai MLEKO, secondo me saranno la sorpresa del 2027.
Insomma, di dischi interessanti in questo primo semestre del 2026 ce ne sono tantissimi. Tenendo presente che in questi sei mesi ho presentato circa 400 album, questi sono i miei 50 preferiti. Sono i migliori? Sono i più belli? Assolutamente no, questi 50 album gennaio giugno 2026, sono quelli che ho apprezzato maggiormente.
Prince Faster.
Sono usciti anche i dischi di:
In questa lista di 50 album gennaio giugno 2026, trovano spazio, con alterne fortune, anche i lavori di: Morrissey, Tori Amos, Long Riders, Puscifer, Black Crows, Arlo Parks, Gong, Soft Machine, Joe Jackson, Fink, Myrath, Long Distance Calling, Foo Fighters, Gorillaz, Peter Frampton, Yes, Hammock, James Blake, David Eugene Edwards, Hawkwind, Narnia, Merzbow, Muse, Butthole Surfers, Cécile McLorin Salvan, Tarja Turunen, Joan as a police woman, Ed O’Brien, Sunn O))), Robert Görl ex Daf ecc…
Album italiani 50 album gennaio giugno 2026
- Zu – Ferrum Sidereum
- Klimt 1918 – Amor
- Drift Lab – Sunlight
- Gigi Masin – Movement
- Taxology – A Deep Dive In The Colourful And Mysterious Garden Of Mr.Taxology
- Ponte Del Diavolo – De Venom Natura
- Vanessa Van Basten – Yes
- Marta Guidoboni – Undici E.P.
- Francesco Cavestri – Noè
- Fitza – Ho Avuto Una Disavventura
- Prima Stanza a Destra – La Ragazza Che Suonava Il Piano
- Giangrande – Everest
- Santamarea – Anime Storte
- The Spoiled – When It Rains
- Dimartino – L’improbabile Piena Dell’Oreto
- Lamante – Non Dico Addio
- Max Gazzè – L’ornamento delle cose secondarie
- Pinhdar – Comfort in the Silence
- I Gatti di Ulthar – I Gatti di Ulthar
- Subsonica – Terre Rare

Album Internazionali 50 album gennaio giugno 2026
- My New Band Believe – My New Band Believe (recensione)
- Paul McCartney – The Boys of Dungeon Lane
- Trooper Salute – “友達がいました” (I Had A Friend) (recensione)
- Boards of Canada – Inferno (recensione)
- Lakecia Benjamin – We Dream
- Brass Camel – Brass Camel (recensione)
- Kosmonauci – Brudna-Bielizna (recensione)
- Amani Burnham – Roots And Wings
- Mono – Snowdrop
- Einar Solberg – Vox Occulta (recensione)
- YHWH Nailgun – Magazine
- Pat Metheny – Side-Eye III+ (recensione)
- Alex Zhang Hungtai – Orion Mother
- Neurosis – An Undying Love for a Burning World
- Yulia – Kindness She So Jealous
- Sara Parkman – Aster, Atlas (recensione)
- TardiGrade Inferno – Hush
- Brigitte Calls Me Baby – Irreversible (recensione)
- Holy Fuck – Event Beat (recensione)
- Kula Shaker – Wormslayer
- Mortiis – Ghosts of Europa
- Keep Shelly In Athens – V (recensione)
- Kelsey Lu – So Help Me God
- Voka Gentle – Domestic Bliss
- Jordan Williams – Playing By ear
- Converge — Love Is Not Enough
- Tujiko Noriko – Pon
- The Lemon Twigs – look for Your Mind!
- Summer of Hate – Blood and Honey
- Dirty Sound Magnet – Me And My Shadow
- Mandy, Indiana – Urgh
- Helicon x Al Lover – Arise
- Jill Scott – To Whom This May Concern
- Nubiyan Twist – Chasing Shadows (recensione)
- Kim Gordon – Play Me
- WILLOW – Petal Rock Black
- Archive – Glass Mind
- Baby Nova – Shhugar
- Labrinth – Cosmic Opera Act II
- Deadletter – Existence is Bliss (recensione)
- Mitsky – Nothing’s About to Happen to Me
- PVA – No More Like This
- The Soft Pink Truth – Can Such Delightful Times Go On Forever?
- Squarepusher – Kammerkonzert
- Alice Creti – Mindfields
- Selwyn Birchwood – Electric Swamp Funkin’ Blues
- Lucy Kruger & The Lost Boys – Pale Bloom
- Mon Rovîa – Bloodline
- Cryptic Shift – Overspace & Supertime
- Mamas Gun – Dig!

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