Gaube pubblica Kulbars, la nuova musica italiana, recensione

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Gaube pubblica Kulbars

Gaube è un cantautore esordiente toscano e “Kulbars” è il suo primo lavoro, precedentemente ha pubblicato un E.P. con tre brani, il disco in questione apre un interessante scenario sulla nuova “popular music” italiana.

Gaube – Kulbars: recensione

“Kulbars”, così si chiama l’esordio di questo eccellente artista, è un incredibile crossover tra le idee musicali degli anni 70 e quelle di oggi; un tentativo quanto mai ardito e ben riuscito di fusione di stili, con un missaggio sulla voce quantomeno singolare che è doppiata e “tagliatissima”.

Nel disco ci sono sottili rimandi ad artisti che hanno fatto la storia della musica italiana, da Franco Battiato a Lucio Dalla di Anidride Solforosa ad esempio, certo, sono accenni, sono squarci fatti di attimi da cogliere, ammiccamenti, però ci sono; ma c’è di più, perché Gaube va a recuperare anche il mondo dei grandi maestri d’orchestra quali ad esempio Carlo Savina (Rapina Alle Officine Tevere) o Luis Bacalov de “La Polizia è Al Servizio del Cittadino?” (senza organo), anche qui sono accenni quasi sfiorati, intuizioni.

Formidabile ed emblematica è l’inquietante cantilena di “Sangue Pt.2” che raffigura un mondo spettrale “Carne tua è la soglia definisce i miei confini – Carne è della terra come degli alberi le radici” dove la realtà spesso viene nascosta anche attraverso la sovraesposizione di realtà drammatiche e angoscianti; ma Gaube racconta anche altri scenari sociali, li sfiora senza renderli plateali, la bravura di non essere banale è tutta qui, raccontare con un linguaggio evoluto ed una trama neanche troppo sottile ma oscura e profonda, problematiche sociali senza essere ovvio o scontato.

L’arte deve tornare a farsi politica e per farlo deve necessariamente legarsi alle grandi questioni del presente”

Brani come “Confini“, o ad esempio “Arriverà“, raccontano vita e drammi, raccontano di immigrazione, e la racconta non solo con le parole, ma il tutto viene sottolineato e veicolato dalla musica che in alcuni punti pesca dal progressive italico degli anni 70, magari esagero certo, ma questo brano mi ricorda anche solo come spirito poetico “Canto Nomade di Un Prigioniero Politico” del B.M.S. è troppo?

Forse no se teniamo presente l’oggi musicale, se teniamo presente una sottile linea “filosofica” che collega la musica di Gaube ad un capolavoro come quello del Banco; Gaube si danna l’anima per scrivere partiture originali e fuori dalle banalità stilistiche, pare strano ma è così, e le scrive in un album d’esordio, cosa ancora più sorprendente.

Molto interessante è anche la title track che apre l’album “Kulbars“, il brano è estraniante, drammatico, pessimistico e carico di angoscia, il tutto costruito senza uso della batteria ma con tappeti di tastiere che si confondono con dei reverberi volutamente molto marcati, ed è proprio qui che affiora l’eccellente intento stilistico di questo artista, creare senza banalizzare la musica e i testi, che sono una parte fondamentale del disco.

Con questo album l’artista toscano squarcia un velo da cui per troppo tempo la musica popolare italiana era ottenebrata, ed è proprio grazie ad artisti come lui o come ad esempio Sasso, che emerge una nuova onda italiana che pensa la musica fuori dagli schemi e dalla sintassi musicale convenzionale.

Prince Faster.

Ascolta il disco in HI-RES.

Gaube Kulbars

Gaube bio:

Lorenzo Cantini, in arte Gaube (in omaggio al cognome della nonna di origini tedesche), è un cantautore di 27 anni proveniente da un piccolo borgo dell’Alta Maremma con l’urgenza espressiva di dar voce a temi e riflessioni che l’arte – la musica odierna più nello specifico – faticano o non vogliono raccontare.

Il suo primo EP Confini – che riunisce i singoli Motore, Palafitte e la title-track – ha rivelato un sincero amore e una precisa conoscenza dell’orizzonte musicale degli anni ‘70, sia come sonorità che come modalità di registrazione: le canzoni di Confini infatti sono state registrate quasi interamente in presa diretta con la band, fra strumenti acustici e organi Hammond.

Il disco è uscito in CD, in formato liquido in HI-RES, è uscito anche in vinile che però non abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare.

Kulbars – Tracklist

1. Kulbars
2. Verme
3. Spettro
4. Sangue (parte I)
5. Sangue (parte II)
6. Confini
7. Muro
8. Arriverà
9. La crepa, il declino

Credits

Testi e musica di Lorenzo Cantini
Lorenzo Cantini – voce, chitarre, pianoforte, mellotron, omnichord
Davide Sorresina – batteria e percussioni
Lorenzo Chiarello – basso, sintetizzatore, elettronica
Emilio Valentino – chitarra elettrica
Francesco Cerasi – pianoforte, organo elettrico
Amedeo Monda – chitarra classica
Alessandro Citterio – Roland TB-303

Registrato da Stefano Bechini presso Mulino Records (VT) e Davide Sorresina presso Bonimba Studio (RM) Missato e masterizzato da Stefano Bechini presso Green Brain Studio (SI)
Prodotto da Lorenzo Cantini, Francesco Cerasi, Lorenzo Chiarello e Davide Sorresina
Concerti – Locusta Booking
Edizioni: Bonimba
Etichetta: Bonimba/Santeria (Santeria Records su licenza concessa da Bonimba)
Distribuzione: Audioglobe

https://www.instagram.com/gaube_/
https://www.facebook.com/gaubemusica

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