Figli di grandi artisti ce ne sono tantissimi, quì ci prendiamo la briga di presentarvene 3, che sono: Noah Yorke, Lennon Gallagher e Olivia Vedder.

Va detto che di “figli di” il mondo della musica ne è davvero pieno, da Sean Lennon, non a livello del padre, oppure Jeff Buckley, bravo forse quanto il padre, oppure Jason Bonham, anche lui degno erede del padre, o tutti i figli di Marley, o i figli di Frank Zappa, o Jakob Dylan, o James McCartney, e la lista è davvero lunga.

Diciamo che nella maggior parte dei casi i “figli di” non sono stati all’altezza dei padri, tranne alcune eccezioni, vedi Jeff Buckley o Jason Bonham.

Ma la musica non si ferma e i figli neanche, eccone tre che sono sulla rampa di lancio.

I 3 figli di.

Noah Yorke.

Partiamo da Noah Yorke, 20 anni, lo scorso anno con l’alias di Alec Owen, ha inciso un album “L.E.T.H.A.L.”; da qualche giorno ha pubblicato, questa volta con il suo vero nome, un singolo dal titolo “Trying Too Hard (Lullaby)”. Il brano non è affatto male, e a dirla tutta, con il fardello che porta, neanche sfigura troppo.

Troppo presto per esprimere un parere musicale, rimandato a settembre.

Lennon Gallagher.

Ed eccoci al secondo “figlio di”, Lennon Gallagher; e quì senza dubbio la musica si fa davvero più seria.

La band di cui fa parte si chiama Automotion.

Un bel crossover tra post rock, con contaminazioni alternative/experimental.

Emerge peraltro il retroterra musicale dei componenti band, che probabilmente devono essere scresciuti a birra e Slint, Shellac, Codeine Tortoise e tutta la sarabanda del “genere”.

Un E.P. davvero eccellente. Promosso a pieni voti.

Olivia Vedder.

Terza, ed ultima dei “3 figli di” è la simpatica Olivia Vedder di anni 17, qui alle prese con il suoi primi due brani.

Che dire, voce flautata e sognante, bit molto basso, ma nel complesso due ballad che le valgono la sufficienza.

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