10 dischi rari costosi e sconosciuti di progressive rock

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10 dischi rari costosi

10 dischi rari costosi e sconosciuti; per questa lista ne abbiamo selezionati 10 che non sono i più costosi, ma che invece sono molto poco conosciuti.

Esistono dischi inarrivabili e assurdi quali ad esempio: la copia del disco di John Lennon “Double Fantasy” che Mark Chapman fece firmare a John Lennon stesso prima di ucciderlo, battuta alla macabra asta per oltre 900.000 dollari, o l’unica copia (opera d’arte) di Jean-Michel Jarre “Musique pour Supermarché“, o anche l’altra copia unica (opera d’arte) del Wu-Tang Clan “Once Upon a Time in Shaolin” che venne venduta per oltre due milioni di dollari.

Oltre a questi, e ad altri dischi rarissimi, esistono anche una infinità di dischi che nel mercato dell’usato viaggiano a cifre ragguardevoli, la cosa strana è che spesso sono album dal contenuto musicale insignificante e al limite della sciatteria stilistica, alcuni sono album stampati in pochissime copie, altri sono stati mandati al macero, quindi copie sottratte miracolosamente alla discarica.

Eccezion fatta per uno, forse due album italiani, ho cercato di fare una selezione di lavori poco battuti, e con storie più o meno curiose.

Buon ascolto, e buona lettura.

Prince Faster.

N.B. Alcuni dischi non sono reperibili su nessuna piattaforma streaming, ho accuratamente evitato Spotify per la scarsa qualità dell’audio, preferendo invece Qobuz e Youtube.

foto da discogs. Questa immagine è al solo scopo divulgativo, a fini formativi, e non a fini commerciali.

10 dischi rari costosi e introvabili

1) Hamlet – Linnanherra (Finlandia 1977)

Arrivati sul finire dell’onda progressive, gli Hamlet fecero solo questo disco dai contorni piuttosto sbiaditi; se da una parte c’era anche della buona tecnica strumentale, dall’altra la band mancava di uno stile personale, l’unica cosa che li caratterizzava era il cantato in finlandese.

Nulla di straordinario quindi, il disco venne stampato in poche copie e viaggia su cifre abbastanza abbordabili per un certo tipo di collezionismo.

Si trova attorno ai 600 €

2) Hardal – Nasıl? Ne Zaman? (Turchia 1980)

La pressatura originale, quando si trova gira attorno ai 1500 €.

Questa band turca pubblicò tre dischi, questo che uscì nel 1980, “Nereden Nereye !” uscito nel 1983 e “Yeniden Doğuş” 1989 che fu il loro canto del cigno.

Musicalmente è un disco molto formale e a volte scimmiotta i King Crimson, musicalmente basici, cantavano in turco.

3) Hunka Munka – Dedicato A Giovanna G. (Italia 1972)

Discorso diverso per Hunka Munka, al secolo Roberto Carlotto, tastierista dotato, fece diversi concerti dove aprì date di Colosseum e di altre band.

La sua carriera inizia con i Big 66, I Cuccioli, con Ivan Graziani nell’Anonima Sound per poi entrare nei i Dik Dik nel 1973.

Fece solo questo album che poi è stato ristampato; complessivamente è un buon lavoro che ricalca le dinamiche del progressive rock italiano dell’epoca.

Nel disco è presente anche Ivan Graziani / bass, guitar, chorus e Nunzio “Cucciolo” Favia / drums.

Il disco è quotato oltre 1000 €

4) I Leoni – La Foresta (Italia 1971)

Il disco è irreperibile su qualunque piattaforma, non si trova neanche andando a cercarlo nei siti più oscuri.

Dal blog John’s classic rock

Nati nella Tortona degli anni ’60, i Leoni sono un terzetto tastiere-basso-batteria composto da Carlo Riccardi, Giorgio Borgarelli, Pierluigi Bertolini e un quarto elemento-ombra, Enrico Riccardi, produttore e co-autore della mega-hit “Zingara” e futuro produttore della Bertè e di Patty Pravo.

Arrivati in sala d’incisione nel 1970 grazie alla prestigiosa etichetta Ricordi, pubblicano nel giro di due anni una manciata singoli commerciali (Ogni Notte/Le bottiglie – Baciare baciare/Il rinoceronte) e una cover del brano della Formula Tre, “La folle corsa”.

Nel mezzo di tutta questa attività, fa capolino anche il loro primo ed unico album “La Foresta” (1971, a cui prese parte anche il popolare cantante torinese Donatello), costituito da 10 brani sospesi tra un pop melodico molto intimista e qualche bizzarra sferzata di psichedelia pre-progressiva.

Dico “bizzarra” perché in effetti tutte le parti musicali che potrebbero a ragione ritenersi interessanti e innovative (“Jena Ridens”, “Lo stregone”, “Le scimmie”), sono in realtà impacchettate da un contesto generale fluido e melodico (es: “Il rinoceronte”, “L’Incendio”, “La Rugiada”) che nulla ha che vedere con la loro presenza: sintomo quindi che i Leoni, pur nella loro audacia, soffrivano di una contraddizione stilistica che oggi sappiamo, non venne mai risolta

Una copia di questo rarissimo album viaggia a cifre pazzesche, oltre 2000; il disco è stato ristampato nel 2003 dalla BMG per la nota e preziosa collana “Rock Progressive“, nel 2008 in Giappone, e nel 2009 di nuovo in Italia.

Line up:

  • Backing Vocals – Wanda Radicchi
  • Bass, Guitar, Vocals – Giorgio Borgarelli
  • Drums – Pierluigi Bertolini
  • Keyboards, Vocals – Carlo Riccardi
  • Written-By, Producer – Enrico Riccardi

5) Tinkerbells Fairydust – Tinkerbells Fairydust (Inghilterra 1969)

Il quinto dei 10 dischi rari costosi, ma soprattutto introvabili, è questo.

Fecero solo questo album che però non venne mai pubblicato fisicamente, alcune copie “sfuggirono” al macero e, quando si trova, viene venduta a cifre pazzesche, oltre 8000 €.

Ne sono stati stampati anche dei CD, ma con tutta probabilità le stampe sono illegali.

Musicalmente parlando i Tinkerbells Fairydust navigavano nel mare magnum del pop psichedelico inglese dell’epoca, nel disco sono presenti alcuni brani molto interessanti

Al momento la copia fisica originale è introvabile.

6) Yezda Urfa – Boris (USA 1975)

Ottima formazione di progressive rock degli anni 70, pubblicarono un solo album e si sciolsero nel 1981.

Come nelle migliori storie dell’epoca, ma anche dei giorni nostri, “Boris” venne auto prodotto dalla band.

Una reunion  nel 1988 li portò a pubblicare il risibile “Sacred Baboon“.

Il disco venne ristampato dalla Syn-phonic, una etichetta americana specializzata in ristampe, nel loro catalogo figurano anche gli italiani Jacula.

Tra i 10 dischi rari costosi, quando si trova, il disco originale è venduto ad oltre 4000 €.

Il disco non è presente su nessuna piattaforma, fatta eccezione per youtube.

7) Sagittarian – Sagittarian (Giappone 1984)

Questo è probabilmente il disco più brutto dei 10 dischi rari costosi.

Dal sottobosco del progressive rock giapponese, ecco un disco che probabilmente hanno ascoltato in pochi. Un album di una noia mortale, stucchevole, prolisso, melenso e banale.

Se vi dovesse venire in mente di acquistare la copia originale, sappiate che dovrete sborsare 3000 $.

8) Ricordi D’Infanzia – Io Uomo (Italia 1973)

Interessante band italiana di progressive rock, musicalmente accettabili, ma testi ahimè terribili e surreali. Fecero un solo album.

Nel corso degli anni il disco venne più volte ristampato, ma se proprio desiderate la stampa originale dovrete sborsare oltre 1500 €

Da Italian Prog:

Io uomo contiene un ottimo rock progressivo, con mediocri testi sulla creazione del genere umano (tema ricorrente in molti concept-album dell’epoca). Tra i migliori degli otto brani, Morire e non morire e la iniziale Caos, uno dei pochi con le tastiere in evidenza.

Dopo l’insuccesso dell’album, passato inosservato a causa della mancata promozione della casa discografica, il gruppo cambiò formazione con l’ingresso di Gianni Bari (sax) e Ugo Biondi (tastiere) al posto di Cassina e Vergani, continuando a suonare fino al 1976

9) Pan y Regaliz – Pan y Regaliz  (Spagna 1971)

Penultimo dei 10 dischi rari costosi e introvabili, è di questa formazione catalana, fecero solo questo album che musicalmente è riconducibile a pilastri della musica quali: Pink Floyd Jethro Tull e via dicendo.

Tutto sommato “Pan y Regaliz” non è un brutto disco, emergono alcune interessanti partiture che danno lustro alla band, il cantato è talvolta irritante.

Il disco venne più volte ristampato su CD, ma se avete voglia di spendere, per avere l’originale dovrete sborsare oltre 2000 €.

10) Nicholas Greenwood – Cold Cuts (UK 1972)

Nicholas Greenwood fece parte di una formidabile band, “The Crazy World of Arthur Brown”, inoltre suonò con i Khan di Steve Hillage e Dave Stewart.

Un unico disco pubblicato e ricco di spunti interessanti, Cold Cuts è oggettivamente uno dei migliori dischi di questa lista dei 10 dischi rari costosi

Anche in questo caso il disco venne ristampato innumerevoli volte, ma se volete l’originale, non vi basteranno 6000 €

Outtake

Necronomicon – Tips zum Selbstmord (Germania 1972)

Ho aggiunto un undicesimo album che non è incluso nella lista dei 10 dischi rari costosi.

E’ uno dei dischi più interessanti del Kraut Rock tedesco meno battuto; è un concentrato di hard-rock heavy prog, con contaminazioni psichedeliche; la band fece solo questo disco per poi sciogliersi nel 1981.

Si sono riformati nel 2011, fecero altri tre dischi ma furono lavori poco significativi.

Ad oggi, sul noto database di vendita dischi usati, ne esiste una sola copia che viene venduta a circa 3000 €, ma volendo potete trattare.

Il disco è reperibile anche su Bandcamp.

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foto da discogs. Questa immagine è al solo scopo divulgativo, a fini formativi, e non a fini commerciali.