10 dischi anni 2000 da riascoltare e ricordare

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10 dischi anni 2000

10 dischi anni 2000 da riascoltare ma con le orecchie di oggi, 2024, sarà una mia sensazione, ma alcuni di questi dischi li trovo ancora attuali.

Una lista di dischi, alcuni esageratamente noti come il capolavoro definitivo dei Tool o quello di Johnny Cash, QOTSA, o Kid A dei Radiohead. Ci sono però anche dischi non troppo battuti, e questo potrebbe essere un motivo per approfondire tali gemme nascoste.

Buon ascolto e buona lettura,

Prince Faster.

10 dischi anni 2000 da riascoltare

Ministry – Houses of the Molé (2004)

Questo è il primo dei 10 dischi anni 2000, si chiama “Houses of the Molé” e fa parte della trilogia “NO George W. Bush” e rappresenta un’opera complessa e sfaccettata che sfida le convenzioni del genere. Pubblicato nel 2004, l’album si discosta in parte dalla furia distruttiva dei lavori precedenti, esplorando sonorità più cupe e introspettive.

La title track è un’ouverture apocalittica che introduce l’ascoltatore in un mondo di paranoia e disillusione. “Waiting” è un brano mid-tempo cupo e atmosferico, mentre “Worthless” è un attacco frontale contro la superficialità della società moderna. “Wrong” è una furia thrash metal con un testo incentrato sulla rabbia e la frustrazione.

Houses of the Molé si distingue per l’utilizzo di campionamenti vocali di George W. Bush, all’epoca Presidente degli Stati Uniti. Questi inserti, utilizzati in modo satirico e critico, conferiscono all’album una forte connotazione politica. L’album è inoltre caratterizzato da una vena sperimentale, con l’utilizzo di generi musicali diversi come il country (“Warp City”) e il death metal (“WTV”).

Jackson and His Computer Band – Smash (2005)

Una delle caratteristiche più interessanti di “Smash” è la capacità del gruppo di mescolare diversi generi musicali in modo coerente. Si passa da atmosfere elettroniche sperimentali a ritmi dance accattivanti senza mai perdere coesione o originalità. Questa varietà musicale rende l’ascolto dell’album coinvolgente ed emozionante.

I testi delle canzoni sono altrettanto intriganti. Jackson and His Computer Band affrontano tematiche contemporanee come la tecnologia e la società digitale in modo intelligente e provocatorio.

Uno degli elementi distintivi dell’album è la varietà stilistica presente nelle tracce. Dai ritmi incalzanti, le tonalità aggressive, ai momenti più sognanti e malinconici come in “Rock On”, i Jackson and His Computer Band dimostrano una versatilità incredibile nel passare da uno stile all’altro senza perdere mai coerenza o intensità.

The Avalanches – Since I Left You (2000)

Since I Left You ha avuto un’influenza profonda sulla musica elettronica. L’album ha contribuito a diffondere l’uso del campionamento come tecnica compositiva, e ha influenzato numerosi artisti, tra cui Daft Punk, Hot Chip, Justice e altri.

Since I Left You è un album straordinario, che ha rivoluzionato il modo di fare musica elettronica. L’album è un capolavoro di arrangiamento e produzione, e presenta una serie di brani che sono diventati dei classici della musica.

I The Avalanches hanno dimostrato un’abilità straordinaria nel combinare brani di generi diversi, creando un’alchimia unica e originale. Il risultato è un album che è allo stesso tempo nostalgico e futuristico, che evoca un’atmosfera onirica e psichedelica.

Delerium – Poem (2000)

Dalla mente del canadese  Bill Leeb (ex Skinny Puppy) nasce il progetto Delerium.

Poem è un album che ha definito il genere ambient e si inserisce di diritto nella nostra lista dei 10 dischi anni 2000. L’album è un capolavoro di arrangiamento e produzione, e presenta una serie di brani che sono diventati dei classici della musica.

I Delerium hanno creato un’atmosfera onirica e suggestiva, che è allo stesso tempo malinconica e romantica. Il risultato è un album che è allo stesso tempo rilassante e coinvolgente, che riesce a trasportare l’ascoltatore in un altro mondo.

I brani dell’album sono tutti ben arrangiati e prodotti. Le melodie sono evocative e ipnotiche, e i testi sono poetici e suggestivi. Il risultato è un album che è allo stesso tempo bello e profondo, che riesce a toccare le corde dell’anima.

Johnny Cash – American IV: The Man Comes Around (2002)

Il quarto album della serie “American Recordings” di Johnny Cash, intitolato “American IV: The Man Comes Around”, è senza dubbio uno dei lavori più rilevanti della sua carriera.

Il disco, prodotto da Rick Rubin e uscito nel 2002, vede Cash reinterpretare brani di autori come Sting, Nine Inch Nails, Depeche Mode e vari artisti country, mentre le sue due personali composizioni “The Man Comes Around” e “Tear Stained Letter” dimostrano la sua abilità come cantautore.

Il suono del disco è essenziale e acustico, con l’accompagnamento di chitarre acustiche, percussioni ed archi, il tutto al servizio della voce profonda e calda di Johnny Cash. La scelta delle canzoni, curata con attenzione, mette in risalto la versatilità e la naturalezza dell’interprete.

La reinterpretazione di “Hurt” dei Nine Inch Nails, accompagnata da un video commovente, è diventata un classico, rappresentando uno dei momenti più alti dell’album.

Queens of the Stone Age – Songs for the Deaf (2002)

“Songs for the Deaf” è il terzo album in studio dei Queens of the Stone Age, pubblicato nel 2002 e spesso citato come il loro capolavoro.

Il disco presenta una formazione eccezionale, con Josh Homme alla voce e alla chitarra, Nick Oliveri al basso e Dave Grohl alla batteria, contribuendo anche come secondo cantante e Mark Lanegan voce e chitarra.

Il suono di “Songs for the Deaf” è pesante, diretto e potente, con una miscela di riffs di chitarra incisivi, basso pulsante e ritmi di batteria ipnotici.

Tuttavia, nonostante la forza del lavoro nella sua interezza, alcuni brani sembrano meno ispirati rispetto ad altri. “Another Love Song” e “Six Shooter” possono apparire come riempitivi, con meno personalità rispetto al resto dell’album.

Nine Inch Nails – With Teeth (2005)

“With Teeth” è il quarto album in studio dei Nine Inch Nails, pubblicato nel 2005. Questo lavoro segna un punto di svolta nella carriera di Trent Reznor e rappresenta un ritorno alle radici industrial metal della band.

Uno dei momenti più potenti dell’album è “Only”, un brano che mette in evidenza la creatività di Reznor nella produzione, con un intricato uso delle texture sonore e un ritmo incisivo. La voce di Reznor si fonde perfettamente con le pulsanti chitarre e il ritmo orecchiabile.

In “With Teeth” c’è anche spazio per sperimentazioni sonore, come nel caso di “Getting Smaller”, che incorpora elementi di musica elettronica e suoni scuri per creare una sensazione di angoscia e alienazione. Dave Grohl è presente come guest alle percussioni.

Radiohead – Kid A (2000)

Probabilmente il capolavoro della band di Thom Yorke.

Uno dei dischi più rivoluzionari della nostra lista di 10 dischi anni 2000 da riascoltare è senza dubbio “Kid A”.

Quarto album dei Radiohead. È un album che ha infranto tutti gli schemi e ha ridefinito il suono della band, spingendo i confini della musica rock e sperimentando con elementi di musica elettronica, jazz e ambient.

Fin dall’inizio, con “Everything in Its Right Place”, ci troviamo immersi in un paesaggio sonoro surreale e ipnotizzante. Thom Yorke canta con una voce come proveniente da un’altra dimensione, mentre le tastiere elettroniche e le texture sonore evocano una sensazione di disorientamento e di isolamento nei confronti del mondo reale.

Kid A” è un album senza precedenti nella discografia dei Radiohead e nel panorama della musica rock. È un’opera sorprendente e coraggiosa che rompe gli schemi convenzionali, esplorando nuovi territori sonori e sfidando le aspettative dei fan. Nonostante la sua natura sperimentale, “Kid A” resta un lavoro importante e influente che ha aperto la strada a nuove possibilità musicali e ha stabilito i Radiohead come una delle band più innovative del nostro tempo.

Tool – Lateralus (2001)

Nella nostra lista dei 10 dischi anni 2000 non poteva mancare “Lateralus”.

Lo so, lo avrete ascoltato mille volte, ma “Lateralus” è un capolavoro, un album che unisce abilmente una straordinaria tecnica musicale con testi profondi e riflessioni filosofiche. È un lavoro che pone i Tool al culmine della loro creatività e conferma il loro status come uno dei gruppi più innovativi e influenti della scena rock. “Lateralus” è un album imprescindibile per gli amanti del genere e per coloro che apprezzano la musica che sfida le convenzioni e attraversa i confini del possibile.

Copertina fantastica.

I riferimenti alla successione di Fibonacci nella nona traccia dell’album hanno fatto pensare che i Tool volessero nascondere la vera sequenza delle tracce, una sequenza che procederebbe non linearmente ma a spirale”.

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Burial – Untrue

Ultimo della nostra lista di 10 dischi anni 2000 è Untrue.

Secondo album in studio di Burial (William Emmanuel Bevan), è stato pubblicato nel 2007 e ha subito riscosso un grande successo, consolidando la posizione dell’artista come figura di culto nella scena musicale elettronica. L’album è considerato un capolavoro del genere dubstep, e la sua influenza si fa sentire ancora oggi.

Untrue è un album cupo e atmosferico, caratterizzato da bassi profondi e distorti, melodie malinconiche e campionamenti vocali eterei. La musica evoca un senso di solitudine e alienazione, ma allo stesso tempo è ricca di bellezza e poesia.

Untrue è un album senza tempo che continua ad affascinare e ispirare ascoltatori e musicisti. È un’opera d’arte unica e originale che rappresenta una pietra miliare nella storia della musica elettronica.

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