6 musicisti giapponesi degli anni 70 sconosciuti

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6 musicisti giapponesi degli anni 70

Ecco 6 musicisti giapponesi degli anni 70 davvero sconosciuti; artisti di cui probabilmente non avrete sentito mai parlare. Proseguendo in questi nostri viaggi assurdi nella musica meno battuta, ci troviamo sovente a confrontarci con nomi decisamente fuori portata; oggi parliamo di alcuni artisti giapponesi.

La musica folk rock giapponese dei primi anni ’70 è un fenomeno musicale affascinante e poco conosciuto, che ha segnato una svolta nella storia del rock nipponico. Si tratta di una corrente che ha saputo fondere le influenze del rock occidentale, in particolare di artisti come Bob Dylan, the Beatles e the Rolling Stones, con le sonorità e le tradizioni della cultura giapponese. Il risultato è stato un sound originale e innovativo, che ha esplorato temi sociali, politici e personali, cantando per la prima volta in lingua giapponese.

In questo periodo, i musicisti giapponesi hanno assorbito influenze dalla musica folk tradizionale giapponese, dal rock occidentale e dalla musica psichedelica. Questo ha portato alla nascita di un nuovo genere musicale unico, chiamato Japanese folk rock.

La scena musicale era in fermento con l’emergere di nuovi generi e stili, come il City Pop, il J-Rock e l’Enka. I musicisti giapponesi hanno iniziato a sperimentare con diversi suoni e influenze, creando una musica unica e originale.

Abbiamo più volte indagato il mondo musicale giapponese, in queste righe tracceremo un breve profilo di alcuni artisti davvero sconosciuti, e se sono sconosciuti un motivo dovrà pur esserci; sono più che altro artisti del sottobosco folk psichedelico degli anni 70.

foto da discogs. Questa immagine è al solo scopo divulgativo, a fini formativi, e non a fini commerciali.

6 musicisti giapponesi degli anni 70 sconosciuti

Partiamo dall’intrepido e urlante Kenji Endou.

Kenji Endou – Niyago (1970)

Questo chitarrista cantante ha pubblicato una serie di album a partire dal 1970, “Niyago” è infatti il suo album d’esordio.

Il disco racchiude una sere di ballad dall’incedere country folk, ma la parte decisamente singolare è il modo di cantare, urla come se non ci fosse un domani.

Il disco di per se non è male, tenendo presente il periodo e la tecnica che in qualche passaggio latita, diciamo che è un fricchettone tipico dell’epoca.

Rabi Nakayama – I’m like this (1972)

Era soprannominata la “Bob Dylan del Sol Levante”, ma con il nostro Dylan aveva davvero poco a che fare.

Incide questo primo album nel 1972, la sua produzione si ferma al 1987 quando pubblica “Balancin”, il suo ultimo disco con la CBS.

Rabi Nakayama muore il 4 luglio 2021.

Kan Mikami – You Can be a Star Too (1972)

Cantautore, attore, ha collaborato niente di meno che con John Zorn.

Il disco in questione risale al 1972 e dovrebbe chiamarsi “You Can be a Star Too” tradotto dal “ひらく夢などあるじゃなし 三上寛怨歌集”

Anche qui parliamo di un sound di derivazione folk rock piuttosto rudimentale ma sincero.

Kan Mikami vanta una produzione davvero sterminata, fatta di collaborazioni e dischi dalla contenutistica talvolta risibile.

Il suo ultimo disco risale al 2022, quindi una carriera pazzesca.

Tomokawa Kazuki –  (1978)

Altro cantautore folk anni 70 con delle sfumature progressive niente male.

Anche lui ha una produzione davvero “monstre”, e il suo ultimo album risale al 2016.

Complessivamente, tra tutti gli artisti che stiamo indagando, Tomokawa Kazuki è quello che vanta sicuramente una marcia in più.

Il titolo originale in giapponese è”俺の裡で鳴り止まない詩 – 中原中也作品集” che tradotto dovrebbe essere:

“A poem that never stops ringing inside me – Chuya Nakahara Works”.

Kanenobu Sachiko – Misora (1972)

Con tutta probabilità Kanenobu Sachiko è stata la prima cantautrice jazz folk giapponese dei primi anni 70.

Soprannominata la Joni Mitchell del Sol Levante, Kanenobu Sachiko fa la sua prima apparizione in pubblico nel 1968 durante un festival a Kyoto, pubblica il suo album d’esordio nel 1972; dopo di ciò dismette i panni della cantautrice perché incontra il critico il rock americano Paul Williams in visita in Giappone, si sposano, lei si trasferisce negli Stati Uniti, dall’unione nascono due pargoli, ma l’amore finisce e i due si separano.
Il 21 ottobre 1993, è tornato sulla scena musicale giapponese con l’uscita dell’album “SEIZE FIRE” per la prima volta in 20 anni sotto il nome di SACHIKO & CULTURE SHOCK.

La sua produzione si ferma al 1999.

Tokedashita Garasubako – Melted Glass Box (1970)

Chiudiamo questa breve rassegna dei 6 musicisti giapponesi degli anni 70 con una “band”.

Pubblicarono un solo album nel 1970, fu un album molto interessante; stilisticamente virato verso tematiche beat psichedeliche.

Il disco di per se non è niente male, ci sono assolo di chitarra molto interessanti improntati allo spontaneismo più anarchico, detto ciò è un lavoro si grezzo, ma dai tratti piuttosto interessanti.

Da ascoltare.

Line up:

Voci: Takashi Nishioka, Kosuke Kida
Chitarra – Kazuo Takeda
Piano– Ritsuo Uemura
Basso elettrico – Masashi Saeki
Batteria: Kosuke Kida
Orchestra del Sole

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