The Jazz Russell il nuovo album Rhythm Is Our Business

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The Jazz Russell
The Jazz Russell il nuovo album Rhythm Is Our Business

The Jazz Russell sono un eccellente quartetto jazz, hanno appena pubblicato “Rhythm Is Our Business“; il disco è veramente piacevole all’ascolto, complice forse la mia passione per l’organo Hammond?! Si certo, ma il merito è di tutta la The Jazz Russell, musicalmente molto dotati, non a caso si cimentano con standard senza tempo quali, Confessin’ (That I Love You), oppure “The Preacher” sotto forma di bossa, fino ad arrivare ad un noto quanto dimenticato brano del 1944 “In cerca di te (perduto amor)” canzone che divenne famosa grazie alla splendida voce di Natalino Otto, il brano venne scritto nel 1944 da Gian Carlo Testoni e Eros Sciorilli.

Ma nel disco troviamo anche brani inediti quali “Water” o Adriano, brani scritti dallo stesso Filippo Delogu, arrangiatore finissimo e notevole chitarrista.

Un disco da ascoltare, e per palati sopraffini.

Prince Faster.

The Jazz Russell – Rhythm Is Our Business.

Il disco su Qobuz, qui suona infinitamente meglio che su Spoty.

Il jazz della tradizione che si fonde con un sound moderno e originale. Questa l’essenza di Rhythm Is Our Business, secondo disco del progetto The Jazz Russell che esce il 27 maggio 2022 per l’etichetta Filibusta Records. La formazione, nata da un’idea del chitarrista Filippo A. Delogu , è composta da Andrea Nuzzo all’organo Hammond, Alfredo Romeo alla batteria e Light Palone al contrabbasso, e affronta il repertorio del jazz classico suonato con un approccio moderno e originale.

I musicisti hanno tutti militato in sezioni ritmiche appartenenti a rinomate band legate alla scena Italiana del jazz tradizionale e ora hanno dato vita ad una formazione di sola ritmica. In questo modo i Jazz Russell cercano, “come uno Spartaco che si ribella… ai solisti” (cit.), una voce musicale originale con l’apporto di tutti gli strumenti e senza un frontman unico: nessun musicista al centro e tutti centrali contemporaneamente, con l’interplay che sostituisce sempre l’estro del singolo.

Il repertorio è composto da musiche originali, standards jazz famosi, brani meno frequentati e tempi insoliti, passando con disinvoltura da Horace Silver alla canzone Italiana degli anni ’30, dai brani tradizionali di New Orleans ai temi dal sapore sudamericano. Un repertorio volutamente eterogeneo, senza soluzione di continuità, privo di velleità filologiche o desiderio di coerenza, e che cerca uno spazio di libertà nella tradizione.

The Jazz Russell

Il disco.

Il disco si apre con Adriano, brano originale scritto da Filippo Delogu, un sentito omaggio ad un comune amico musicista scomparso prematuramente. Segue Confessin’ uno standard trattato con il metodo Jazz Russell: tema eseguito a canone da chitarra e organo, una ritmica più contemporanea e un finale aperto.

The Preacher effettua una incursione nel Jazz degli anni ’60 con un arrangiamento che mescola due brani di quel decennio. In cerca di te, classico dello swing Italiano, viene infarcito di citazioni estemporanee del jazz moderno, dalla ritmica alla Ahmad Jamal alla citazione di Red Cross di Charlie Parker. Water, altro brano originale di Filippo Delogu, è un brano contaminato con ritmiche africane e suggestioni Prog Rock.

Segue una ballad, una interpretazione originale del classico E se Domani. Vignette, brano poco frequentato di Coleman Hawkins, è emblematico del metodo Jazz Russell: tempo e sonorità contemporanee e citazione a due voci di un assolo del ‘jazz di mezzo’ come elemento strutturale dell’arrangiamento. Segue Remember, arrangiamento ‘up tempo’ di uno standard di Irving Berlin del 1925.

Il disco prosegue in quartetto con Light Palone al contrabbasso che espone un classico Ellingtoniano riletto in chiave boogaloo: I’m Beginning To See The Light. On a Misty Night, composizione di Tadd Dameron resa celebre da John Coltrane, è eseguitacon Andrea Nuzzo che ne interpreta il tema sul piano Rhodes. Light Palone dialoga con il resto della band in un intenso ma rilassato ‘uno contro uno’ in On The Sunny Side of The Street. Chiude il disco un originale, Bluesy Drums, il cui tema è esposto dalla batteria: la filosofia della ritmica in funzione solista portata all’estremo.

The Jazz Russell Line up:

Filippo Delogu (guitar); Andrea Nuzzo (Hammond Organ); Alfredo Romeo (drums)

Light Palone (doublebass) tracks 9, 10, 11, 12

 

Rhythm Is Our Business Tracklist:

  1. Adriano
  2. Confessin’
  3. The Preacher
  4. In cerca di te
  5. Water
  6. E se domani
  7. Vignette
  8. Remeber
  9. I’m Beginning to See the Light
  10. On a Misty Night
  11. On the Sunny Side of the Street
  12. Bluesy Drums

The Jazz Russell – bio.

The Jazz Russell: la ritmica si fa solista. Il repertorio del jazz classico suonato con un approccio originale da musicisti passati dalle sezioni ritmiche di rinomate band della scena Italiana del jazz tradizionale ad una formazione di sola ritmica. I Jazz Russell cercano – come uno Spartaco che si ribella… ai solisti! – una voce musicale originale con l’apporto di tutti gli strumenti e senza un frontman in particolare: nessun musicista al centro e tutti centrali contemporaneamente.

Con un repertorio scelto di brani originali, standards jazz famosi, brani meno frequentati e tempi insoliti,  i Jazz Russell passano con disinvoltura da Horace Silver alla canzone Italiana degli anni ’30, dai brani tradizionali di New Orleans ai temi dal sapore sudamericano. Un repertorio volutamente eterogeneo, senza soluzione di continuità, privo di velleità filologiche o desiderio di coerenza, cercando uno spazio di libertà nella tradizione. La formazione è ideata da Filippo A. Delogu (chitarra), con Andrea Nuzzo all’organo Hammond, Alfredo Romeo alla batteria e Light Palone al contrabbasso.

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