Migliori 50 dischi 2023 la classifica internazionale

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Migliori 50 dischi 2023

Migliori 50 dischi 2023; la fine di ogni anno ci impone una riflessione sui dischi che, da gennaio ad oggi, abbiamo ascoltato e abbiamo consigliato.

Ogni venerdì presento una media di 20 dischi nuovi, poi c’è il magazine e i social, facendo quindi due conti, credo di aver trasmesso circa 800/1000 album usciti in questo 2023, alcuni molto interessanti, altri meno, ma la musica si sa, è una questione di gusti.

C’è anche da dire che questa lista dei migliori 50 dischi 2023, o classifica che sia, è soprattutto un recap delle cose che mi hanno colpito più di altre, e come sempre scrivo in questi casi:

Le classifiche, “il solito” immancabile esercizio di stile per malati di mente della musica, radical chic, apostoli del verbo, perditempo, calcia barattoli, annoiati vagabondi della musica, insomma, sappiamo bene che alla fin fine nessuna sarà quella giusta, nessuna rifletterà i gusti di tutti.

Così come “E’ propedeutico riaffermare, come ogni anno facciamo, che questa non è una classifica di vendite, click o altro, è solo una lista di dischi che ci sono piaciuti, ovviamente ce ne saranno altri mille migliori di questi, noi però ci limitiamo a segnalarvi questi”.

C’è un interessate articolo di Wren Graves che spiega come nel corso degli anni, i gusti delle persone siano cambiati proprio grazie (o per colpa) della tecnologia; fino a qualche anno fa guardavamo gli stessi programmi, o ascoltavamo più o meno la stessa musica, perché i media erano pochi e quei pochi determinavano il pensiero monoculturale, accadeva negli USA e accadeva qui in Italia. Pochi erano quelli che approfondivano svincolati dalle scelte massmediali, oggi non è più così, o perlomeno così vogliono farci credere.

“For a few odd decades following World War II, Americans mostly read the same news, watched the same movies and TV shows, and listened to a similar range of music. This shared political and artistic identity, sometimes called monoculture, probably peaked in the US in 1983, when 106 million people tuned in to the last episode of M*A*S*H. Things had changed dramatically by 2019, when the finale of one of the most popular shows on TV, Game of Thrones, drew 19 million viewers. The Ringer declared Game of Thrones “The Very Last Piece of the TV Monoculture,” and that might have been too generous; even then, most people’s attention was split elsewhere. Now we spend more time in front of screens than ever before, and the algorithms all but ensure no two of us ever see the same things”.

Grazie alla tecnologia, oggi abbiamo a disposizione una quantità di musica che mai prima d’ora era possibile avere tutta insieme e nelle nostre mani, difatti oggi le piattaforme di streaming ci permettono di accedere ad un database praticamente infinito, ecco, il nocciolo è tutto qui, un database sterminato dove spesso ci si perde; però come ogni anno vi proponiamo una lista dei migliori 50 dischi 2023, secondo noi.

Ma avendo un database così mostruoso, le piattaforme hanno pensato bene di veicolare i nostri gusti, questo è possibile grazie agli algoritmi, per cui, pur avendo a disposizione un pozzo senza fondo di musica, la maggior parte delle persone si limita a seguire quello che gli viene consigliato dalla tecnologia, e la tecnologia degli algoritmi ha vita facile in un mondo di pigri, di letargici e di indolenti; oggi la maggior parte della musica è costruita e gira su tre/quattro accordi, e più sono simili è meglio è, perché la nostra mente fa presto ad ipnotizzarsi e a recepire quei quattro, semplici, determinati, impulsi di note.

Se prima parlavo di monocultura oramai sconfitta, capirete bene che tale piaga non solo persiste, ma è diventata una sorta di dittatura tecnologica, perché se da una parte è vero che abbiamo accesso a miliardi di brani, è altrettanto vero, grazie alla nostra insipienza, che gli algoritmi stanno gestendo ogni nostra scelta che subdolamente apparirà come nostra, ma in realtà è una scelta decisa dalle macchine, perché avendo accesso ad ogni nostro comportamento, gli algoritmi sono in gradi di determinarne le scelte indipendentemente dalla nostra volontà, e questo accade quasi sempre, e quasi per tutti.

Lo so, è difficile da credere, ma vediamo:

Prendiamo ad esempio i sud coreani BTS, il loro brano Dynamite ha totalizzato 1,7 miliardi di visualizzazioni su youtube, non solo, le loro canzoni hanno totalizzato diverse decine di miliardi di ascolti su Spoty, altro che Meneskin.

I Bangtan Boys, nel giro di poco tempo, sono entrati prepotentemente dell’immaginario collettivo degli adolescenti americani grazie agli algoritmi, e potrei citare decine di altri casi simili a loro, Maneskin compresi.

Fatta questa doverosa, quanto banale premessa, ecco che entra in gioco il “non algoritmo” e i nostri migliori 50 dischi 2023, ovvero, l’essere umano senziente che non si accontenta della pappa bella e fatta, ma va alla ricerca perché curioso, ed è proprio la curiosità l’arma fine di mondo che potrà sconfiggere l’algoritmo, perché la musica è curiosità.

Tra i dischi super gettonati, cioè quelli di band estremamente note, non mi sono piaciuti:

il nuovo dei Metallica che trovo veramente orribile, Paramore, Foo Fighters, Queens of the Stone Age a parte un paio di brani, P.J. Harvey, Jethro Tull, orribile quello degli Yes, molto meglio quello dei Rolling Stones. che a parer mio è un buon disco di sano rock & roll senza troppi fronzoli, non mi è piaciuto il disco dei Pretenders, per non parlare della orribile e inquietante versione di Roger Waters di “The Dark Side Of The Moon“.

Molto buono quello dei Gov’t Mule, dignitoso il disco dei Duran Duran e dei Depeche Mode, idem per Steven Wilson che ha fatto un buon disco, deludono anche gli ottuagenari Uriah Heep così come i Damned.

Bene, mi pare tutto e come dico sempre, tutti i gusti son gusti e ognuno si suoni la musica che meglio crede.

Prince Faster.

I podcast dei migliori 50 dischi 2023

Dal n 50 al n 21

Dal n 20 al n 1

Tutte le classifiche di Prince Faster Magazine

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Migliori 50 dischi 2023

I migliori 5 dischi 2023

1 – John Zorn – Parrhesiastes (9/10)

Silenzio, suona John Zorn. Il miglior album del 2023, disco per tutti i palati.

L’album consta di soli tre, ma straordinari brani; il genere?! Semplice, John Zorn.

2 – The Mercury Tree – Self Similar (8/10)

Un album innovativo, The Mercury Tree con questo album rivoluzionano e ridefiniscono uno stile. Micro tonalità e Xenarmonia, uno squarcio nel buio della musica “rock”.

3 – Silver Moth – Black Bay (8/10)

Stuart Braithwaite dei Mogwai, incide un “album di mezzo” tra la psichedelia e post rock.

4 – Lakecia Benjamin – Phoenix (8/10)

La formidabile sassofonista newyorkese trasborda il suo background r’n’b nel jazz.

5 – Contemporary Noise Ensamble – An excellent spiritual serviceman (8/10)

Tra i primo cinque dei migliori 50 dischi 2023, ci sono questi polacchi. Tratteggi di Jazz, psichedelia, cinematic e space rock, tutto questo mondo musicale in un disco quasi perfetto.

Gli altri 15 album 2023

  1. Goat – Medicine *****
  2. Cattle Decapitation – Terrasite *****
  3. Red Leather – Reno ***°
  4. Yikii – Black Hole Ringdown ****
  5. Frostbitt – Machine Destroy ***°
  6. Bear Ghost – Jiminy ***°
  7. Marina Herlop – Nekkuja ***°
  8. Rymden + Kork ***°°
  9. M83 – Fantasy ***
  10. Swans – The Beggar ***
  11. Heejin Jang – Me and the Glassbirds ***°
  12. Rachael e Vilray – I love a Song ***
  13. Baby Rose – Through And Through ***°
  14. Corinne Bailey Rae – Black Rainbows ***°°
  15. Fausto Mercier – Misinput Tycoon ***°

https://youtu.be/e_N4G49FU4Y?si=f2D0V8LEuGbqOC6S

Gli altri 30 del 2023

  1. Peter Gabriel -I/O
  2. Alice Longyu Gao – Let’s Hope Heteros Fail, Learn and Retire
  3. Brendee Younger – Brand New Life
  4. Alfa Mist – Variable
  5. L’Rain: I Killed Your Dog
  6. Iggy Pop – Every Loser
  7. Jeffk – Tar
  8. To The Grave – Director’s Cut
  9. The Polyphonic Spree – Salvage Enterprise
  10. Nicole Dollanganger – Married in Monut Airy
  11. Joe Chambers – Dance Kobina
  12. Galya Bisengalieva – Polygon
  13. Snow Ghosts – The Fell
  14. Hania Rani – On Giacometti
  15. Nick Dunston – Skultura
  16. Mitski: The Land Is Inhospitable and So Are We
  17. Wednesday: Rat Saw God
  18. Anohni & the Johnsons – My Back Was a Bridge for You to Cross
  19. Ziúr – Eyeroll
  20. Yeule – Softscars
  21. Final Gasp – Mourning Moon
  22. Cecile McLorin Salvant – Melusine
  23. Zoisa Hotubowska – Singing Warmia E.P. (esordio)
  24. Esthesis Quartet – Time Zones
  25. Italia 90 – Living Huma Treasure
  26. Phoxjaw – notverynicecream
  27. Model/Actriz – Dogsbody
  28. The World Is Quest Here – Zon
  29. Chairman Maf – Butternut
  30. Aisles – Beyond Drama
Yeule da Singapore, nuovo Friendly Machine.
Natasha Yelin Chang, in arte Yeule è una eccellente artista di Singapore

Ristampe 2023

  • McCoy Tyner ‎ – Extensions
  • Betty Davis – Betty Davis
  • Rush – Moving Pictures (40th Anniversary)
  • Tom Waits – Rain Dogs
  • John Coltrane Eric Dolphy – Evenings At The Village Gate 1961
  • The Who – Who’s Next/Life House
  • Mike Oldfield – Tubular Bells (50th Anniversary Edition)
  • Metallica – Kill ‘Em All: Limited ‘Jump In The Fire Engine’ Red Vinyl LP

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Migliori 50 dischi 2023.