La rinascita del vinile, che però non è mai morto

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La rinascita del vinile

La rinascita del vinile, ma il vinile non è mai morto, anzi, è vivo e lotta insieme a noi.

La notizia fece il giro del mondo in pochissime ore, un vero e proprio dietrofront, una disfatta, la Caporetto della tecnologia.

La rinascita del vinile

La notizia risale al 2018, la multinazionale giapponese Sony torna a produrre vinili, ed è operativa la prima nuova fabbrica di vinili.

Il 33 giri è morto, ad ammazzarlo è stato il cd, il cd è morto, ad ammazzarlo sono stati i file liquidi, i file liquidi sono morti e ad ucciderli sono state le piattaforme di streaming musicali.

Il vinile però non è mai morto, i vinili non hanno mai smesso di essere stampati, di essere acquistati e ascoltati; ad interrompere la produzione del 33 giri sono state solamente le major, gli altri, tutti gli altri, non hanno mai smesso.

Le piccole label, come addirittura moltissime band, non hanno mai fatto a meno del magico supporto, no, non per colpa della nostalgia canaglia, tutt’altro, chi vive la musica, chi la suona, chi ci sputa sangue e lacrime, sa bene che l’unico introito oltre ai concerti, quei pochi, è la vendita di musica, quella a 33 giri.

La vendita di musica, per un periodo, ha lasciato spazio ai CD, di loro si parlava come “supporti perfetti per la musica”, salvo poi scoprire che era vero solo in parte, un modo come un altro per far profitto con una nuova ennesima tecnologia, e si sa, le nuove tecnologie fanno sempre presa sul pubblico.

I giradischi:

La loro produzione non ha mai avuto la benché minima flessione perché la rinascita del vinile non c’è mai stata perché non è mai morto, anzi, negli ultimi dieci anni c’è stata una lenta e inesorabile crescita di vendite; emblematica la mossa della Technics che qualche anno fa ha rimesso in produzione il leggendario sl 1200, evidentemente i “CEO” Technics sono gente sveglia, devono aver capito che il vinile non era morto, ma anzi, godeva di ottima salute, altro che la rinascita del vinile.

Evito accuratamente di infilarmi nel dibattito senza fine sull’eterna lotta tra i detrattori dei CD e quelli del vinile; si sente meglio, si sente peggio, la discussione in merito a queste due tecnologie ha prodotto fiumi di blog, siti, aneddoti e risse da bar.

Il vinile è tornato, a raccontarlo sono i numeri, maledetti numeri, quelli si che sono spietati:

“Nel 2021 soltanto nel Regno Unito sono stati venduti oltre 5 milioni di vinili, un risultato che non si vedeva dal 1991”

I Cd non si vendono quasi più (le major hanno smesso di produrli), e sono pochissimi oramai coloro che acquistano file audio sulle note piattaforme di download. Di chi è la colpa? Una buona parte dipende dalle piattaforme streaming che hanno soppiantato il download e i Cd, dall’altra i giovani, si proprio loro, i ragazzi, quelli che fino a ieri non sapevano minimamente come fosse fatto un 33 giri, quelli che il vinile non lo avevano mai ascoltato, quelli che, finalmente, vogliono avere in mano qualcosa da guardare, da toccare, una copertina da ammirare, da leggere, e poi c’è la voglia di accedere ad un nuovo modo di ascoltare la musica.

Esatto, sono stati proprio loro, quelli che sono nati nell’era digitale a ridare lustro al 33 giri, comprano dischi ai concerti, comprano dischi nei negozi, li comprano ovviamente anche on line, ma comprano anche i giradischi, e ne comprano tanti.

Solo filosofia

Con il giradischi la musica cambia, non salti più da un brano ad un altro, non mandi più avanti velocemente, no, il vinile lo piazzi, ci metti sopra la puntina, e nella maggior parte dei casi lo ascolti tutto.

Ecco, lo ascolti tutto, ascolti tutto ciò che un artista aveva da dire fino alla fine, canzone dopo canzone; saltare da un brano all’altro è usare la musica come un hamburger, annichilendo ciò che l’artista ha scritto, suonato, cantato.

La bulimia da hard disk pieni di migliaia di file rende schizofrenica la musica e l’ascolto; il vinile ti permette invece di assaporarne tutto il contenuto.

Filosofia, si lo so, l’importante è ascoltare la musica sempre e dovunque, con qualunque supporto o riproduttore, però poi quando per la prima volta metti su una poltrona chi non ha mai ascoltato un 33 giri, vedi che resta estasiato, all’inizio va in paranoia perché non può fare altro, di solito oltre ad ascoltare musica fa centomila alte faccende, invece, seduto li in poltrona, hai la possibilità di concentrare tutto se stesso sulla musica del suo artista preferito, una cosa che non aveva quasi mai fatto, vi pare poco?

Prince Faster.

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