Pat Metheny Side-Eye III+ la recensione del nuovo album

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Pat Metheny Side-Eye III+

Pat Metheny Side-Eye III+ la recensione

di Marco Wr.

Oggi ci immergiamo nell’ascolto e nell’analisi dell’ultimo capitolo discografico di una vera leggenda vivente della chitarra, un artista che, a settant’anni suonati, continua a ridefinire i confini dello strumento con una vitalità compositiva sbalorditiva. Parliamo naturalmente di Pat Metheny e del suo nuovo lavoro, “Side-Eye III+“.

Rilasciato sulla sua neonata etichetta, Uniquity Music, questo album è la terza iterazione di un progetto laboratoriale continuo. Il concept “Side-Eye” nasce dalla volontà di Metheny di confrontarsi e far dialogare il suo immenso bagaglio storico con le energie fresche delle nuove generazioni di musicisti. In questa occasione, il trio è completato da Chris Fishman (tastiere) e Joe Dyson (batteria), special guest: Daryl Johns (basso), Brandee Younger (arpa), Luis Conte alle percussioni, e Mark Kibble voce, quest’ultimo, componente del gruppo gospel Take 6

Musicalmente, il disco di Pat Metheny Side-Eye III+ si configura come un’opera di grande classe. Metheny, pur mantenendo il suo inconfondibile “timbro” lirico e melodico, spinge il trio verso un’interazione che trascende i ruoli tradizionali. La struttura compositiva è un flusso continuo, dove l’improvvisazione si fonde organicamente con la conduzione delle voci prestabilita.

Un brano come “In On It” esemplifica questa osmosi. La chitarra di Pat dialoga con le tastiere di Fishman attraverso complesse trame contrappuntistiche. Fishman utilizza sintetizzatori per creare mondi armonici profondi e trame policrome che seguono la linea melodica principale. Dyson, dal canto suo, gestisce strutture metriche dispari e poliritmie con una fluidità e le arricchisce di micro-improvvisazioni percussive.

La complessità metrica è un altro pilastro dell’album di Pat Metheny Side-Eye III+. Pezzi come “Risk and Reward” sono costruiti su ostinati ritmici che sfidano l’ascoltatore, utilizzando modulazioni e sovrapposizioni ritmiche.

Da un punto di vista storico-artistico, “Side-Eye III+” è una sorta di enciclopedia metheniana riletta con occhi contemporanei. Vi si rintracciano echi della pastoralità ECM degli inizi (il periodo di Bright Size Life), specialmente nella pulizia dei voicings e nell’uso di pedali armonici. Allo stesso tempo, la ruvidezza di alcuni passaggi con il guitar synth evoca le sperimentazioni più aggressive del Pat Metheny Group degli anni ’80 o persino le collaborazioni d’avanguardia con Ornette Coleman (Song X).

Il brano “Our Old Street” sembra quasi un omaggio alla cantabilità brasiliana che ha sempre affascinato Metheny (da Edu Lobo a Milton Nascimento), ma privata di facili esotismi. Qui, l’armonia politonale crea una linea melodica quasi folk, creando una topografia sonora inedita. È questa dialettica continua tra la tradizione del jazz hard bop (si sentono lezioni di Jim Hall e Wes Montgomery nella pulizia del fraseggio acustico) e la tensione verso l’experimental fusion a rendere l’album un’opera ricca di spunti.

Pat Metheny Side-Eye III+

Il ruolo di Pat Metheny nell’evoluzione della chitarra jazz è onnipresente. Egli ha reinventato il suono dello strumento, introducendo nuove tecnologie (come la chitarra Pikasso a 42 corde o l’Orchestrion) come estensioni della sua immaginazione orchestrale.

Chi ha influenzato Pat Metheny? I pilastri sono Wes Montgomery per il lirismo e l’uso dell’ottava, Jim Hall per la sofisticazione armonica e il senso del dialogo, e Ornette Coleman per la libertà strutturale e l’harmolodics. A questi si aggiungono le influenze extra-jazzistiche, dai Beatles per la sensibilità melodica pop all’amore per la musica classica contemporanea (Steve Reich).

Chi ha influenzato Metheny a sua volta? È difficile trovare un chitarrista jazz post-1980 che non debba qualcosa a Pat Metheny. Egli ha influenzato generazioni di musicisti, non solo chitarristi, ridefinendo il concetto di “ECM sound”. La sua impronta è visibile nel fraseggio di artisti come Kurt Rosenwinkel, Julian Lage o Gilad Hekselman, che hanno assimilato la sua capacità di far cantare lo strumento anche all’interno di strutture armoniche labirintiche. La sua influenza si estende anche a scene fusion e experimental contemporanee che prediligono atmosfere espanse e narrative musicali lunghe e articolate.

“Side-Eye III+” è un album che non concede nulla alla superficialità. È un lavoro quasi visionario, una galassia sonora che trascina e affascina. È un’opera autoriflessiva, dove un maestro rilegge se stesso attraverso lo specchio delle nuove generazioni, creando una musica che è, allo stesso tempo, intaccata dalla sua storia ma proiettata verso un futuro inedito.

Ascolta Pat Metheny Side-Eye III+ in alta qualità 24-Bit 96 Khz stereo. 

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Pat Metheny Side-Eye III+ – Tracklist

  1. In On It
  2. Don’t Look Down
  3. Make A New World
  4. Urban And Western
  5. SE-O
  6. Our Old Street
  7. Risk And Reward
  8. So Far, So Good

Pat Metheny Side-Eye III+ la recensione del nuovo album