Mei Semones pubblica Animaru, disco dell’anno, recensione

Chi ha detto che non ci sono più album che ti fanno sobbalzare dalla sedia, è un bugiardo.

L’album di Mei Semones, è ad oggi uno tra i migliori usciti quest’anno, e Animaru è un esordio straordinario, il disco ridefinisce i confini del genere ed è la “culminazione di una vita spesa a unire i puntini: tra generi, attitudini e tra le sfaccettature della sua stessa identità”.

Fin dalle prime note, si percepisce una “fusione caratteristica di indie rock, bossa nova, jazz e chamber pop”.

Mei Semones Animaru l’album

Animaru è un album dove l’indie rock si fonde con elementi jazzistici, evidenti nelle armonie e con un certo spirito di improvvisazione, ritmi e atmosfere tipiche della bossa nova, sofisticati gli arrangiamenti che rimandano al chamber pop e a quel post rock tanto caro agli Stereolab; passaggi articolati e irregolari tipici del math rock. “Dumb Feeling” è un perfetto esempio di questa fusione, un brano che mescola un’anima indie con ritmi di bossa e una sorprendente sezione di scat.

Tora Moyo” è una dichiarazione d’amore alla sua chitarra, un brano che oscilla tra inglese e giapponese, evocando un’atmosfera cinematic di un film degli anni ’60, arricchita da un intermezzo chitarristico dal sapore unico. “Zarigani“, dedicata alla sorella gemella, è un pezzo vivace e spumeggiante, con strofe che, anche qui, richiamano la bossa e l’indie rock, impreziosito dall’uso di archi. “Donguri” offre un momento di intimità, un duetto jazz essenziale tra chitarra acustica e contrabbasso, cantato prevalentemente in giapponese e che immagina la vita come quella di una creatura del bosco.

Infine, “I Can Do What I Want“, un brano tecnicamente ambizioso, con armonie di chitarra e tempi dispari, che unisce quel mondo indie a elementi tipici del math rock. La perizia tecnica di Semones alla chitarra è evidente in tutto l’album, con un’abilità nel fingerpicking intricata e una capacità di rendere passaggi complessi apparentemente senza sforzo. Un elemento che aggiunge ulteriore raffinatezza al suo suono, così come l’uso di arrangiamenti per archi, spesso curati da Noah Leong, suo prezioso collaboratore.

Sebbene la musica di Animaru possa evocare sensazioni di romanticismo e delicatezza, il cuore dell’album risiede in una celebrazione dell’amore nelle sue forme meno convenzionali. L’amore per la sorella gemella traspare in “Zarigani“.

Il suo amore per la città di New York, la sua attuale base, emerge in “Dumb Feeling” , un brano che celebra anche la gioia di vivere. Un aspetto notevole dei suoi testi è l’assenza di cinismo. Lo stile di Semones è diretto e senza fronzoli, evitando metafore eccessive e preferendo un’espressione chiara e concisa, sia in inglese che in giapponese. La sua abilità nel passare con disinvoltura da una lingua all’altra, spesso all’interno della stessa frase, per comunicare nel modo più naturale possibile, è un tratto distintivo del suo modo di scrivere.

Un mondo di musica contaminata

Le sue canzoni spesso traggono ispirazione dalle persone a lei più vicine, rendendo la sua scrittura profondamente intima. L’album riflette una crescita personale e artistica che si percepisce in tutto il disco, una convinzione che la musica sia guaritrice, salvatrice e comunicatrice.

L’universo musicale di Mei Semones è popolato da una costellazione di influenze diverse. Il suo background jazzistico è evidente, e figure leggendarie come John Coltrane, Wes Montgomery, Thelonious Monk, Bud Powell, Charlie Parker, Jim Hall e Bill Evans sono i suoi artisti ispiratori. Accanto a questi maestri del jazz, il suo amore per il rock si manifesta nell’apprezzamento per band iconiche come Nirvana e Smashing Pumpkins e Stereolab. La sua passione per la bossa nova è alimentata dall’ascolto dei pionieri del genere, João Gilberto e Antônio Carlos Jobim. Tra le influenze contemporanee spicca John Roseboro, un artista di Brooklyn noto per il suo stile “post-bossa”.

Mei Semones non nasconde il suo interesse per band math rock come i giapponesi tricot e le Regallily, così come l’influenza delle sonorità emo e math ascoltate frequentando la scena musicale di Boston.

Sebbene la musica di Mei Semones non si inserisca perfettamente in un singolo genere, presenta affinità con diversi territori sonori dell’indie e qualche legame con il dream-pop.

In Animaru ci sono echi anche shoegaze, caratterizzato da suoni eterei, chitarre distorte, uso massiccio di effetti, feedback e voci spesso sommerse. Infine, si possono notare somiglianze con lo slowcore, un sottogenere dell’indie rock noto per i suoi tempi lenti, la strumentazione minimalista e le interpretazioni vocali spesso malinconiche.

Nel panorama contemporaneo, artisti come Beach House, Cigarettes After Sex, Wild Nothing, DIIV, Still Corners, Japanese Breakfast, e Mazzy Star condividono una certa attenzione nel suo mondo visionario. Nello shoegaze, band come My Bloody Valentine, Slowdive, Ride, Lush, DIIV, Nothing, Whirr, Wednesday e They Are Gutting a Body of Water.

Mei Semones Animaru, il vinile

Mei Semones Animaru, il gioiello dell'anno, recensione

Per quanto riguarda lo slowcore, artisti come Duster, Low, Codeine, Red House Painters, Carissa’s Wierd, Horse Jumper of Love, Ethel Cain ne mantengono viva l’essenza. Tra gli artisti che hanno influenzato il dream-pop, e che presentano similitudini con le sonorità esplorate da Semones, spiccano Cocteau Twins insieme a band come The Sundays, This Mortal Coil, Lush, Slowdive e Hope Sandoval & The Warm Inventions.

Produzione

La produzione di Mei Semones Animaru è stata caratterizzata da una registrazione dal vivo con la band di cinque elementi presso gli Ashlawn Recording Company. Questo approccio ha contribuito a creare un lavoro più coeso e vitale rispetto alle sue precedenti registrazioni. All’interno dei singoli brani si percepisce un equilibrio tra momenti esplosivi e momenti riflessivi. L’album è ricco di dinamica che va da momenti acustici e crescendo orchestrali con la chitarra sempre in primo piano.

Animaru di Mei Semones si rivela un debutto audace e a tratti geniale. L’album dimostra una “maturità che va ben oltre quella di chi pubblica il suo primo album”. Semones si afferma come un'”emergente di talento“, con un album che è una “raccolta di canzoni costruite a immagine della sua creatrice radicalmente irrequieta e infinitamente curiosa”. Animaru non è che l’inizio di un percorso artistico che promette di essere ricco e significativo.

Ascolta il disco in HI-RES

Mei Semones Animaru

Mei Semones Animaru,

Mei Semones, un po di storia

La storia di Mei Semones inizia ad Ann Arbor, Michigan , dove la sua precoce attitudine alla musica avvenne tramite le lezioni di pianoforte intraprese per volere della nonna. Come molti giovani musicisti, il suo interesse si spostò presto verso la chitarra e il fascino del rock, citando Led Zeppelin e Pink Floyd come figure iniziali di riferimento. Tuttavia, un inaspettato percorso attraverso il programma jazz della sua scuola superiore si rivelò un punto di svolta.

Inizialmente intrapreso per la semplice opportunità di suonare la chitarra , questo contatto con il jazz accese in lei una passione che la portò a studiare chitarra jazz al prestigioso Berklee College of Music. Questa formazione nel jazz ha profondamente influenzato la sua comprensione dell’armonia e dell’improvvisazione.

Il trasferimento a Brooklyn nel 2024 ha segnato una tappa cruciale, permettendole di dedicarsi completamente alla sua carriera musicale. Un elemento distintivo della sua arte è la sua eredità giapponese e la naturale integrazione di testi in giapponese nelle sue canzoni. La sua svolta in questo senso avvenne con il singolo di debutto del 2020, ‘Hfoas’.

Prima di dedicarsi interamente alla musica, Semones lavorava in una scuola materna giapponese, un’esperienza che potrebbe aver contribuito a plasmare la sua sensibilità artistica e forse influenzato il titolo dell’album, Animaru, che in giapponese significa “animale”. Il suo percorso musicale è stato inoltre segnato dalla pubblicazione di diversi EP, tra cui “Tsukino” e “Sukikirai” (entrambi del 2022) e “Kabutomushi” (del 2024) , che hanno gradualmente contribuito alla maturazione per questo suo primo album.

Mei Semones Animaru Track List

  1. Dumb Feeling
  2. Dangomushi
  3. Tora Moyo
  4. I can do what I want 03:00
  5. Animaru
  6. Donguri
  7. Norwegian Shag
  8. Rat with Wings
  9. Zarigani
  10. Sasayaku Sakebu

Ti potrebbe interessare:

Messa è uscito The Spin, la recensione

Album di aprile 2025 la lista dei miei migliori 18

Dalila Kayros il nuovo album 2025

Nirvana e Soundgarden a distanza di 30 anni si raccontano

Killing in the Name versione jazz della Brass Against

Mei Semones Animaru