John Bonham è considerato uno dei più influenti batteristi nella storia del rock, e Kashmir è sempre stato il mio problema metrico.

Non essendo un musicista mi capita spessissimo di restare perplesso su alcune metriche di brani che non riesco a comprendere sino in fondo.

Non essendo un musicista però mi piace ascoltare tempi/bit storti e malsani.

Se sin dall’adolescenza non riuscivo a comprendere quello strano salto che Bonham faceva (ad es.) su Black Dog, mi era ancor più ostico capire la ritmica di Kashmir, eppure alla fine la ritmica “ci stava”, ma io non ne capivo la motivazione.

Molti brani dei Led Zeppelin hanno cose che per un profano come me, sono ancora oggi difficili da comprendere.

Certo, se si ascolta Rosanna dei Toto viene il mal di mare, o Insect degli Spiral Architect, peggio mi sento se provo ad ascoltare l’assurda impossibile versione di Take Five dei Panzerballett, o la improponibile Bleed dei Meshuggah.

Per tornare al mio problema, cioè Kashmir, ho trovato questo documento audio video che finalmente mi ha fatto (almeno in parte), comprendere la metrica del brano suonato da John Bonham.

Se anche voi avete lo stesso mio “problema” andate al minuto 5′ di questo video, li viene spiegata in maniera semplice ed efficace, la metrica che adotta John Bonham su Kashmir dei Led Zeppelin.

P.S. – viva la molla del pedale su Since I’ve Been Lovin’ You.

Prince Faster