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Irene Giuliani Trio – Paracadute – un folle mondo Polifonico
L’attività artistica di Irene Giuliani inizia con tutta probabilità nel 2007, quando fonda il quintetto femminile a cappella “L’Ora del Tè”; Altri suoi progetti sono Il Quinto Elemento e B69 Collective.
Pianista e cantante bolognese, si diplomata in pianoforte classico presso il Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, poi nel 2014 si diploma in canto jazz presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, con il suo trio ha appena pubblicato l’album d’esordio dal titolo “Paracadute“
Irene Giuliani Trio – Paracadute, la recensione
Ci sono dischi che, fin dal primo ascolto, ti fanno capire di avere tra le mani qualcosa di speciale. “Paracadute“, l’ultima fatica dell’Irene Giuliani Trio, rientra senza ombra di dubbio in questa categoria. Il disco è un vero e proprio percorso musicale ad ostacoli, un viaggio sonoro che sfugge alle convenzioni del Jazz vocale e si spinge con coraggio verso territori dell’avanguardia e della sperimentazione. È un lavoro maturo e ricco di spunti trasversali, un disco fatto per quelli che nel Jazz non cercano il classico album manieristico, ma un’opera azzardata e perché no, anche rischiosa, fatta si di virtuosismo, ma ricca di spunti emotivi, di innovazione e ricerca concettuale.
Il punto focale è, ovviamente, la voce di Irene Giuliani. La sua timbrica è cristallina e versatile, capace di passare con agilità da linee melodiche di una dolcezza quasi cameristica a momenti di improvvisazione vocale audace, dove la voce diventa puro strumento sonoro, slegandosi dalla funzione testuale. Non si parla squisitamente di “cantante”; è bensì una performer che usa la voce come uno strumento da rivoluzionare, sfruttando dinamiche, estensioni e tecniche che richiamano la lezione dei grandi esploratori della voce.
Il titolo stesso, “Paracadute”, suggerisce un atto di “fede”, un lasciarsi andare nel flusso musicale, pur mantenendo una tensione compositiva che è la vera spina dorsale dell’opera.
Il disco di Irene Giuliani Trio – Paracadute, si regge su un interplay del trio che è quasi telepatico. La sezione ritmica a è parte integrante della stesura dei brani che sono spesso “open voicings” e modali, creando un mondo a volte etereo, a volte inquietante, che si allontana dalle cadenze più scontate del repertorio standard. Si percepisce una ricerca meticolosa nelle soluzioni timbriche e nell’armonia.
Il ritmo è elastico e a tratti nichilista. Non aspettatevi un semplice 4/4 in swing; qui si naviga tra tempi dispari, poliritmie e momenti di libertà agogica, dove il tempo sembra quasi sospeso per poi riagganciarsi in modo sorprendente.
Questa è la dimostrazione che il Jazz sperimentale non è sinonimo di freddezza accademica, ma può veicolare una potenza emotiva davvero significativa.
Ascoltando attentamente “Paracadute”, si possono rintracciare influenze che spaziano dal Jazz più ortodosso fino ai margini della musica contemporanea.
La forte impronta sperimentale di Irene Giuliani la posiziona idealmente sulla scia di grandi innovatrici come ad esempio la fantastica cantante newyorkese Jeanne Lee o, per la capacità di usare la voce in modo percussivo e non verbale, anche certe espressioni di Bobby McFerrin o, guardando all’Italia, l’approccio non convenzionale di Maria Pia De Vito.
Nelle scelte armoniche del pianoforte e nell’approccio lirico e meditativo del piano, si avvertono echi del lirismo nordico e cameristico di etichette storiche come la ECM, specialmente di artisti come Tigran Hamasyan (per la fusione tra elementi etnici/ritmici e jazz) fino ad arrivare all’approccio compositivo della superba Carla Bley.
Ci sono passaggi che toccano il mondo della musica elettroacustica o della musica minimale (vedi Steve Reich o Philip Glass), soprattutto nell’uso di loop o nella ripetizione di brevi celle melodiche e ritmiche, inseriti però con una naturalezza sorprendente nel contesto Jazzistico.
Insomma, “Paracadute” è un album davvero notevole. È destinato a chi ama il Jazz che fa pensare e che non ha paura di spingersi oltre. Se cercate un disco “trasversale”, un assaggio di futuro nel panorama Jazz vocale italiano, questo è il disco che fa per voi.
Prince Faster
Irene Giuliani Trio – Paracadute, ascolta in alta qualità
Irene Giuliani Trio – Paracadute Track list:
- PARACADUTE
- ORGANARIA METALLICA
- CHE FAI DI BELLULO?
- KETTY OPOSSUM
- VALZER MOBILE E SEDIMENTARIO
- LA TORRETTA
- TOTINO NELLO SPAZIO
- LA TOTOPE
Irene Giuliani Trio – Paracadute: Line Up:
Irene Giuliani – PIANO AND VOCALS
Luca Bernard – DOUBLE BASS
Gioele Pagliaccia – DRUMS
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