Ancora note progressive dal Giappone, gli Evraak giovane progetto nipponico, hanno appena pubblicato Evraak I; la band nasce nel 2018 quando Koji, Hayawo e Yoshida cominciano a comporre i primi brani in pieno stile progressive.

Ai tre si uniscono Marina e Mantaro e solo successivamente Miki, con cui mettono le basi per incidere il loro primo EP – chiamato semplicemente EP1 – che esce nel 2020 e contiene tre delle tracce che troviamo su Evraak I.

La recensione.

Le pesanti distorsioni di Refuse introducono il disco cadenzando dissonanze armoniche su cui sax e voce incastrano linee melodiche a volte eteree a volte più aspre. Stigma è un brano che ricalca le caratteristiche di una vera e propria suite, da un intro incalzante in pieno stile progressive, si passa ad aperture più rilassate e dal sapore orientaleggiante, dove trova spazio la bellissima voce di Marina.

Sarà compito del Sax “rompere” l’apparente stato di quiete, dirigendo le trame del discorso su intricate ritmiche dispare ed un susseguirsi di break dove, tra cembali e melodie di fiati la follia degli Evraak prosegue il suo paradossale percorso. Troverete numerosi richiami a sonorità Crimsoniane dei primi ’70 e tante “citazioni” ascrivibili a quel periodo storico, senz’altro nulla di così innovativo, ma sempre molto ben assemblato in trame compositive di ottimo livello.

Asylum Piece e Into The New World mostrano il lato più melodico del combo giapponese, orientando le composizioni verso un rock melodico decisamente più orecchiabile, ma forse perdendo un po’ quelle peculiarità che spiccano nei primi due brani. L’album si chiude con Sacriface, un altro brano di dodici minuti circa, carico di melodia rock e ritmiche progressive, in cui viene “sintetizzato” un po’ tutto lo spirito musicale del disco. Se cercate in rete si trova anche un video in cui gli Evraak coverizzano Red dei King Crimson, come testimonianza delle radici sonore dei ragazzotti nipponici.

Gli Evraak partoriscono un ottimo disco d’esordio che, a differenza di altre produzioni del settore, ha degli spunti di originalità che lo contraddistinguono. Le capacità creative dei musicisti, l’ottimo utilizzo dei fiati e la contrapposizione tra distorsione e timbro degli ottoni, crea un sound molto singolare, a volte inquietante, a volte drammatico, ma che senz’altro lascia il segno. Segnatevi questo lavoro targato 2021, e se potete, “fatevi un giro” nel mondo dei paradossi sonori degli Evraak.

Stefano Di Ielsi.

Evraak I – Tracklist:

1. Refuse 8:23
2. Stigma 12:47
3. Asylum Piece 7:03
4. Into The New World 11:44
5. Cure 8:06
6. Sacriface 12:08

Line-Up:
Marina Seo: Voice;
Miki Hasegawa: keyboards;
Takeshi Yoshida: drums;
Hayawo: guitar;
Koji Kawashima: bass
Tenor Mantaro (Sax)

Ascolta il disco.

Red – King Crimson’s cover

Link utili.

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Evraak official site.