A raffreddare questo torrido agosto romano, direttamente dalla gelida Bielorussia arriva l’album d’esordio dei Bleeding Malice. Pubblicato in formato digitale ed in CD il 6 di agosto, Thy Kingdom Come è un lavoro autoprodotto, molto ben mixato da Simone Pietroforte – RØT, Distant, Sold Soul, Marina -.
I Bleeding Malice sono di Minsk e si presentano sin da subito con sonorità oscure e improntate verso un Deathcore robusto con forti contaminazioni Doom/Goth. La band spiega come le nove tracce di “Thy Kingdom Come” siano legate concettualmente ai pensieri di un uomo, che vive i propri peccati e le proprie debolezze. Il tema della fede e dell’esistenza caratterizzano le tematiche delle liriche, attraverso le quali il protagonista, matura la consapevolezza di aver oltrepassato quel limite da cui non potrà tornare indietro.
Il sipario di Thy Kingdom Come si apre con un breve intro parlato, su un interessante intreccio di chitarra e basso. Saranno proprio gli arpeggi a caratterizzare molti dei brani di questo lavoro – The Last Prayer, Nothing Left Worth Living For o Bleed -, capaci di caricare le atmosfere di oscurità e malinconia dal forte sapore Gotico. Nei momenti più incalzanti il basso e la batteria guadagnano prepotentemente la scena creando pattern solidi e molto ben arrangiati – Coming Home -. L’alternarsi di riffing più serrati, con ritmiche cadenzate e lente, sono la componente che caratterizza l’intero lavoro.
Le parti soliste spiccano per pulizia e attenzione nella ricerca dei suoni, in particolare i suoni utilizzati per le chitarre risultano corposi e molto ben assemblati. Le parti vocali sono senz’altro di ottima qualità, soprattutto se si pensa ad un album d’esordio. Risultano particolarmente efficaci gli inserti synth che riescono a sostenere un ottimo connubio tra parte armonica e ritmica. Ascoltando più volte questo lavoro, trovo che brani come, Thy Kingdom Come, Coming Home, Nothing Left Worth Living For sembrano riportare alla luce, in chiave decisamente più moderna, atmosfere care ai Paradise Lost e i Tiamat degli esordi…- ma forse sono io ad essere troppo nostalgico -.
Thy Kingdom Come suona come un lavoro maturo, ben strutturato e formalmente ineccepibile, in cui spicca soprattutto la ricerca sonora di soluzioni che risultano piacevoli all’ascolto, seppure non particolarmente innovative. I Bleeding Malice sono senz’altro una band che può crescere e che meritano di entrare nella ideale “lista” di formazioni da tenere sott’occhio.
Contents
Bleeding Malice – Thy Kingdom Come Tracklist:
1. The Last Prayer (02:16)
2. I Claim Death (03:07)
3. No Remorse, No Redemption (03:22)
4. Coming Home (04:08)
5. Thy Kingdom Come (04:21)
6. A Wolf Among Sheep (02:54)
7. Bleed (02:38)
8. Stillborn Hope (03:53)
9. Nothing Left Worth Living For (04:25)
Bleeding Malice – Line-Up:
Olga Kann – all music, arrangements, bass
Alexander Rabets – vocals, lyrics
Sergey Pinchuk – guitars (session)
Sergey Kuvizenkov – guitars
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