Le auto elettriche mi hanno sempre incuriosito, al punto che tempo fa decisi di fare una attenta quanto approfondita ricerca in merito proprio a questa “benedetta” auto elettrica.

Ho visto molti video di vlogger su youtube che raccontavano pregi e difetti dell’auto elettrica; in realtà però nella testa non mi è mai passata l’idea di fare un acquisto del genere.

Qualche mese fa ho portato la mia vettura in assistenza per tagliandi vari e, come da accordi, mi viene data la cosi detta “vettura di cortesia”.

Il problema è stato che la simpatica “vettura di cortesia” che mi viene consegnata, é una auto elettrica. Panico!

Completamente digiuno, nonostante i tanti video visti, chiedo lumi al tipo, che molto gentilmente, mi spiegato in maniera del tutto empirica il funzionamento di tale vettura.

Questo racconto si basa su fatti realmente accaduti, complice probabilmente la mia ignoranza in materia, o forse non del tutto mia.

Auto elettrica – Primo giorno.

Intanto c’è da dire che non ha le marce, ma quello è stato il problema minore, la cosa bella è che non emette nessun rumore quindi non sai mai se sia in moto o meno, comunque, forte della mia esperienza con le auto termiche (motore a scoppio), accendo la macchina e parto, e fin qui tutto bene, poi capita di togliere il piede dall’acceleratore e, roba da matti, la macchina frena da sola, e frena anche di brutto.

Il quadro delle auto elettriche è una sorta di centrale nucleare, mostra tutti i consumi, l’autonomia della batteria, e molte altre cose fino a quel momento a me sconosciute.

La spia “livello” che salta subito all’occhio è l’indicatore della batteria che sta li fissa, e che ad ogni chilometro lentamente diminuisce.

Alla partenza la batteria mi dice che con la carica massima che avevo, potevo percorre circa 300 km, tra me e me dico: “beh, con 300 km di autonomia ci arrivo a Firenze, quindi hai voglia a camminare in città, quando mai li farò sti 300 km!?” Mossa sbagliata.

Il primo giorno vado in giro per sbrigare molteplici commissioni, noto però che il mio sguardo era praticamente fisso sulla spia livello batteria che, chilometro dopo chilometro, lentamente scendeva; insomma alla fine della giornata avevo consumato un terzo della carica, Panico! “Va beh poco male, domani devo fare pochissimi chilometri, figuriamoci se consumo la restante carica”.

Auto elettrica – Secondo giorno.

La sera a casa mi premuro di scaricare e registrarmi su varie app che consentono la ricarica dell’auto elettrica alle stazioni di ricarica, per cui, forte di tale acquisizione il giorno seguente faccio più chilometri del previsto (tanto ho le app per la ricarica), a mezzogiorno l’indicatore della carica indicava che restava il 40%. Panico!

E adesso!? Calma, apriamo le app e voliamo alla stazione di ricarica più vicina.

Arrivato al punto indicatomi dal navigatore della app, trovo le stazioni tutte e due guaste, spente. Panico!

Ok calma, cerco subito un altra stazione di ricarica nella zona; l’app mi indica stazioni di ricarica in zona università, mi ci fiondo, ma ahimè gli spazi per posizionare la vettura per la ricarica erano occupati da macchine non elettriche, insomma avevano parcheggiato a cazzo negli spazi atti alla ricarica.

Questa pantomima è andata avanti per altre due stazioni di ricarica, una la trovo completamente distrutta, l’altra la trovo occupata da macchine che non dovevano essere li.

Panico atto secondo.

Oramai la batteria della mia auto elettrica era al 30%, che fare!? Ed ecco il lampo di genio: MIO CUGINO! Che fa il meccanico e che ha un sacco di prese industriali.

Arrivo, e con un sorriso a 42 denti, gli chiedo un po di corrente; il maledetto vedendo la mia auto elettrica, scoppia a ridere e dice: “a zì che te serve aaa corente!?!?! Insomma tra una battutaccia da caserma e 4000 bestemmioni da competizione, finalmente ricarico la macchina al 50% (credo) dopo 3 ore circa.

Torno a casa sempre con un occhio alla spia della batteria, 40%, perfetto, domani viaggio sul velluto.

Auto elettrica – Terzo giorno.

La riconsegna della vettura di cortesia.

Faccio alcuni giri, senza allontanarmi troppo dalla mia zona, e da quella di mio cugino.

Alle 15:00 finalmente riconsegno quell’incubo su quattro ruote.

Saluto, salgo sulla mia macchina con a bordo il suo vecchissimo ed inquinantissimo motore a scoppio (anno 1853), e indovinate!? Vado a fare il pieno di benzina!!!

Morale.

Probabilmente le auto elettriche presto soppianteranno quelle termiche, questo non lo so, credo però che in una città come Roma, dove purtroppo ci abitano i romani che sono notoriamente dei maleducati e degli sti cazzisti, queste simpatiche vetture faticheranno parecchio a farsi “strada”.

Prince Faster.

Link e info.

Auto elettrica. Ami