“The Consuming Flame: Open Exercises In Group Form” lavoro monumentale di Matmos
Sia per l’audacia del concept che per la qualità del risultato questo è fra i candidati ad essere fra i dischi dell’anno.

Un po di storia

Sicuramente un album di punto di riferimento nella produzione elettronica degli anni ’20 del XXI secolo. M.C. Schmidt e Drew Daniel sono ormai in attivo da lungo tempo con la sigla Matmos e le loro produzioni si sono sempre caratterizzate per rigore sperimentale, anche quando sono stati alle prese con le produzioni di Bjork hanno saputo imprimere al sound della cantante islandese un’identità e dei caratteri unici.

Il duo statunitense ha sempre avuto un approccio ascrivibile all’arte concettuale e alla musica concreta ed è attivo discograficamente dal 1997 data di pubblicazione del primo album omonimo.

Ma attribuire a Matmos la paternità di “The Consuming Flame: Open Exercises In Group Form” è sostanzialmente ingiusto, è un opera collettiva di 99 artisti con la regia di M.C. Schmidt e Drew Daniel.

La Genesi

Per comprendere la natura del progetto prendiamo anche spunto dalle note che accompagnano il disco triplo (in cd) che ne spiega la genesi:” A 99 musicisti diversi è stato chiesto di contribuire alla registrazione con una sola istruzione: potevano suonare tutto ciò che volevano, ma il tempo di qualsiasi materiale ritmico doveva essere impostato a 99 battiti al minuto. L’album che ne risulta è un assemblaggio di tre ore che viaggia attraverso un mutevole caleidoscopio di generi, umore e densità, il tutto sincronizzato a un ritmo sottostante costante.”

Alcuni dei partecipanti hanno già pregresse collaborazioni con il duo (come J. Lesser, Jon “Wobbly” Leidecker, Mark Lightcap, Josh Quillen di So Percussion, Vicki Bennett) e altri sono nuovi incontri avvenuti tramite richieste effettuate sui forum in rete.

Questa metodologia ha permesso la coesistenza dei generi più disparati dal mondo neoclassicismo da conservatorio (Kate Soper, Bonnie Lander, Ashot Sarkissjan, Jennifer Walshe) a quello dell’underground sperimentale (Blake Harrison di Pig Destroyer, Kevin Gan Yuen di Sutekh Hexen, Terence Hannum of Locrian), da autori di musica “noise” (Twig Harper, Moth Cock, Bromp Treb, Id M Theft Able), finanche a scrittori (Douglas Rushkoff, Colin Dickey) e ad artisti concettuali (Heather Kapplow).

Ovviamente sono presenti esponenti illustri della scena elettronica contemporanea (Jan St. Werner e Andi Toma dei Mouse on Mars, Daniel Lopatin, DeForrest Brown Jr., JG Thirlwell, Matthew Herbert, Rabit, Robin Stewart e Harry Wright dei Giant Swan) e musicisti indie rock o folk rock(Ira Kaplan, Georgia Hubley e James McNew degli Yo La Tengo, Marisa Anderson).

I Matmos hanno svolto l’attività di direttori e aggregatori dei materiali attraverso una prima fase di accostamento stimolando ulteriori contribuiti adatti a dare coerenza alle tre grandi suite omogenee di un’ora ciascuna nelle quali si articola il lavoro.
Le tre sequenze sono fruibili come un unicum, con la sensazione di un viaggio sonoro fra luoghi e paesaggi differenti ma nei cd è indicizzato anche il singolo brano.

Il disco

Siamo difronte a un nuovo capitolo di quanto fino ad oggi ha fatto il mondo dei DJ. Laddove il DJ si inoltrava nel montaggio e nella sovrapposizione di materiali contenuti nei supporti discografici ridefinendone, in vari casi, le intenzioni secondo una riarticolazione stabilita di volta in volta a seconda delle condizioni ambientali e sociali, Matmos sancisce una nuova metodologia più intrinseca alla ricerca creativa effettuata tramite il laptop e le risorse digitali.

“The Consuming Flame: Open Exercises In Group Form” è un vero esercizio aperto nel quale i Matmos da un lato raccolgono materiale terzo per miscelarlo a posteriori ma ne indicano a monte i requisiti e ne assumono la direzione nelle fasi della stesura pur lasciando estrema libertà stilistica ai collaboratori.

Questo approccio se da un lato rende maggiormente coerente e funzionale al progetto il materiale grezzo dall’altro, con l’approccio open verso la rete, permette la convergenza in uno spazio unico dei suoni più diversi.
Un po’ come è avvenuto negli esperimenti di film collettivo con la collaborazione di centinaia di utenti online l’ultimo dei quali “Viaggio in Italia” sul lockdown è diretto da Gabriele Salvatores.

Ma l’operazione di Matmos mette in luce un altro elemento, stavolta di tipo stilistico.
La differenza tra i generi musicali è completamente scardinata.
Il digitale fotografando l’esecuzione di partenza nella sua naturalità, sia che fosse originariamente con strumenti elettrici o acustici, rock piuttosto che noise, folk piuttosto che jazz, permette al regista di utilizzare questi elementi come materiale grezzo per formare una struttura coerente.

Il disco di Matmos non è definibile come di “musica elettronica”, nella vasta accezione che il termine permette, vi sono sequenze eseguite con strumenti “elettronici” come ve ne sono completamente acustiche, vi sono sezioni ascrivibili ai generi più disparati.
L’editing digitale ha permesso ai Matmos di montare con una coerenza formale inedita sotto il profilo stilistico sezioni che con la massima naturalezza attraversano generi musicali fino ad oggi inaccostabili.

Triplo CD

La versione in triplo cd contiene una mappa dei suoni e delle strutture ad orientare l’ascoltatore nella struttura di “The Consuming Flame: Open Exercises In Group Form”, un lavoro che apre varie strade, che forse è ora di percorrere.

Ascolta Matmos, The Consuming Flame

Matmos, The Consuming Flame: Open Exercises In Group Form

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