Il nuovo minimalismo digitale di Markus Floats nel suo terzo album

“Third Album” è l’esordio dell’artista multidisciplinare Markus Lake con lo pseudonimo di Markus Floats su Constellation records.

Molto attivo nella scena di Montreal l’autore si muove all’interno di un perimetro artistico che va dall’afro-futurismo al post punk ma le sue produzioni come Markus Floats sembrano dirette a recuperare un minimalismo circolare con timbriche asciutte essenziali che riprendono l’universo digitale un po’ “retrò” della vaporwave.

I suoni utilizzati sono semplici preset e richiamano gli organi utilizzati da Philip Glass e da Terry Riley negli anni ‘60 e ‘70.
Ma nell’essenzialità timbrica Markus cerca atmosfere e incastri ritmico melodici circolari tipici del minimalismo e momenti surreali basati su un uso astratto e atonale degli strumenti midi.

Del resto quelli al minimalismo sono riferimenti inevitabili nell’era del sequencing e del loop e già negli anni ‘70 con l’uso dei primi step sequencers nell’elettronica tedesca emergeva la tendenza ad usare movimenti ciclici ripetuti eseguiti da timbri di sintetizzatore.

L’approccio di Markus è ipnotico e scuro e alterna momenti strutturati ad altri improvvisati in una coerenza concettuale della costruzione sonora. È proprio all’approccio concettuale dell’arte contemporanea che l’autore intende fare riferimento.

“Forward” che apre il lavoro è un brano scuro incentrato un ostinato di organo e un’armonia alterata che immette tensione che cresce in un magma dissonante fatto di strati sonori, un brano in cui l’improvvisazione è stata indubbiamente il motore costruttivo.

Dopo un inizio cupo e sperimentale “And” immette l’ascoltatore immediatamente sulle tessiture minimaliste di organi, evidente aggancio al sound del Philip Glass di lavori come “North Star” o del Terry Riley di “In C”, emerge il gusto per gli accordi inquietanti ed alterati a squilibrare gli intrecci circolari sottostanti. “Forwared Again” esprime una solennità quasi liturgica fra accordi dissonanti e cupi suoni di organo digitale su “Always”, invece torna un minimalismo più ritmico, forse più adiacente alle atmosfere di Steve Reich.

“Moving” si sposta nuovamente in queste cupe atmosfere da requiem digitale, gli accordi sospesi e scuri di organo sono sorretti da qualche sample di archi ad aumentarne la dimensione orchestrale, sono questi i momenti migliori del disco, l’autore immette delle linee cicliche di sequencer immerse nei tappeti sulla coda. “Forward Always”, che chiude il disco, è un intreccio di linee minimali in continua mutazione su un ritmo metronomico che si chiude sui tappeti dell’organo, una sintesi perfetta del linguaggio adottato dall’autore.

Un disco introverso e scarno, si offre come rivisitazione digitale di alcuni umori del primo minimalismo con un approccio più spontaneo e diretto. Markus ha padronanza del linguaggio che ha adottato e lo piega alle sue intenzioni introspettive. Il disco è disponibile sia in digitale che in vinile a 180 gr.

Alex “Amptek” Marenga

Markus Floats – Third Album tracklist

  • Forward
  • And
  • Forward Again
  • Always
  • Moving
  • Forward Always


http://cstrecords.com/artist/markus-floats/
https://markusfloats.bandcamp.com
https://soundcloud.com/markusfloats