Non è il titolo di un thriller, e non è neanche una serie tv, però questo finalmente sarà (si spera) l’ultimo lockdown, o meglio “zona rossa”, perlomeno per l’Italia.

I Lockdown:

Ne abbiamo passati ben tre; il primo, quello più duro e spietato di tre mesi.

Le persone morivano come mosche e nessuno sapeva cosa fare. Noi al massimo potevamo farci una cantata, mettere qualche bandiera italiana con su scritto “insieme ce la faremo”, ricordate?!

Eravamo tutti uniti, tutti solidali perché nessuno sapeva cose fosse questo Covid 19, non conoscevamo cosa fosse un lockdown, non avevamo armi per difenderci, non sapevamo proprio come comportarci, ve lo ricordate!?!

Vi ricordate cosa dicevamo dei medici, delle infermiere!? “sono i nostri angeli”, tranne poi prenderli a pugni e calci solo pochi mesi prima, li applaudivamo perche tanto si davano da fare nel vano tentativo di arginare in qualche modo quel dramma, di salvare la vita di chi stava male; alla fine quelli che ci hanno rimesso di più sono state le persone anziane, quelle più fragili ovviamente, e quanta disperazione e sofferenza abbiamo visto, e che purtroppo molti hanno subito.

La primavera

Poi di colpo è arrivata la primavera, e con lei il caldo che ha mitigato i contagi e le morti, e noi come se un meccanismo di auto difesa si fosse esaurito, abbiamo dichiarato autonomamente il tana libera tutti e tutti al mare, in vacanza, insomma non ce la facevamo più, tre mesi chiusi in casa non sono poca cosa.

Per non parlare dell’app “Immuni”, ma ve la ricordate la delirante battaglia contro quella app!?!? Ne scrissi il 4 giugno 2021.

L’estate ha portato quella ventata di libertà che tutti aspettavamo, ha però anche portato l’abbandono totale di quel minimo di buon senso che ci aveva permesso di uscirne si malconci, ma almeno quasi tutti vivi.

Poi c’è stata la Sardegna, li si è scatenato il delirio da discoteca, la gente aveva voglia di divertissi come fosse uscita da una guerra, e tutto sommato chi può dargli torto?

Ora la Sardegna, senza l’invasione italiana è dichiarata zona bianca.

I club, i locali e tutti i luoghi di aggregazione hanno reso inutili tutti i sacrifici sino ad allora fatti.

Ad ottobre di nuovo le strette per limitare i morti, e a Natale il secondo lock down, il resto è storia recente.

Cosa abbiamo imparato da questa drammatica storia?

Un bel niente, o meglio, qualcosa l’abbiamo imparata, ovvero che l’italiano medio è mediocre, è egoista, paraculo e malandrino, è anche furbetto ma non intelligente (che sono due cose profondamente diverse); l’emblema di questo miserabile popolo è stata la mascherina sul braccio, quel feticcio da mostrare orgogliosi di essere paraculi e super eroi d’accatto.

La mascherina sul braccio è stato un pò come uno sfregio alle regole, perché diciamocelo, gli italiani amano le regole che però devono valere solo per gli altri, “perché io tanto faccio come cazzo mi pare”, che poi è la stessa storia dei soldi: “l’italiano ama i soldi ma odia i ricchi”, dinamiche da omuncoli sfigati, invidiosi e disturbati.

Insomma, abbiamo imparato che certi slogan sono come un peto in una assemblea condominiale, abbiamo imparato a conoscere i “no covid” e i “si covid”, due schieramenti che se le sono date di santa ragione su tutti i social possibili ed immaginabili; quanta fatica sprecata, quanta energia spesa per avere dei risultati pari a zero.

Covid si, covid no

Si perché cosa c’è di più stupido nel voler convincere uno dei due schieramenti a colpi di post e tweet? Quelle sono idee radicate, ortodosse, totali e definitive, idee che non puoi cambiare altrimenti il mondo ti crollerebbe addosso e tutto quello che hai scritto diventerebbe una fatica inutile, una disfatta peggio di una Caporetto, per cui occorre mantenere il punto, a tutti i costi, costi quel che costi.

E badate bene, qui non sto giudicando, sto solo illustrando quanto tempo e fatica abbiamo perso anche solo nel leggere teorie tra le più strampalate ed assurde, ho visto link che portavano ad articoli scritti da folgorati, da mitomani, gente che teorizzava le cose più assurde, la diatriba dei pro e i contro è stata una battaglia quanto di più stupido e inutile abbia mai visto.

Sui social c’era chi malediceva qualunque decisione che veniva presa e senza alcuna motivazione, lo faceva per il solo gusto di avere magari qualche like (pensate un po), gente sola e disperata che aveva bisogno di essere assecondata, un po come si fa con i bambini piccoli.

Abbiamo però anche imparato che ci sono tantissime persone che si fanno carico di aiutare chi sta peggio, che esistono persone sensibili che se ne fregano delle inutili battaglie contro i mulini a vento, e che invece si rimboccano le maniche e aiutano che ne ha bisogno, ecco, su questo l’italiano ha per certi versi, un suo valore aggiunto.

La fine di un incubo

A breve verrà la primavera, il virus con l’estate sarà meno aggressivo, i contagi caleranno come lo scorso anno, arriveranno i vaccini (speriamo), e se tutto andrà bene, se l’organizzazione sarà efficiente, molti italiani (quelli che vorranno farlo) si vaccineranno, e ad ottobre saremo all’apparenza meno odiosi di come lo eravamo un anno fa; potremo tornare a vedere i nostri amati concerti dal vivo, si potrà tornare a bere, a mangiare e a far festa con i nostri amici.

Potremo finalmente tornare a fare gli aperitivi, ma si quelli con una spruzzata di Aperol e trentacinque cubetti di ghiaccio, insomma finalmente potremo tornare a tenere in mano quello sfigatissimo bicchiere di plastica con del liquido colorato per ore e ore come fosse un formidabile trofeo di guerra.

Prince Faster.