Il CD è morto perchè non si sentiva molto bene.

3
865 views
Sid+Vicious+thumb
Queste poche righe nascono dopo aver letto un articolo in cui si parlava di una vera e propria rivoluzione musicale, artefice della cosa sarebbe il nuovo disco di Bjork dal titolo Biophilia,
una vera e propria rivoluzione tecnologica visto che il disco uscirà come applicazione di Apple.
Perchè rivoluzionaria, perchè è la prima volta che un disco esce su questo tipo di supporto. Che cosa è questo formato? da quel che ho capito (non possedendo nessun apparecchio in grado di supportare tale tecnologia) dovrebbe essere una sorta di cd multimediale navigabile, solo in formato liquido e solo usabile con tecnologia Apple, in pratica un mp3 formato gigante. Se così fosse sarebbe solo un golem per di più balogio, ergo non mi è mai piaciuta la politica monopolistica di Steve Jobs, ne tantomeno quella di altri ma un fatto però certo, sarebbe ora che i discografici tornassero ad occuparsi di musica e solo dopo sperimentare ed usare tecnologia.
Oggi la musica è divenuta un cenotafio, una scusa per veicolare una tecnologia quando invece
dovrebbe essere il contrario, ciò accadeva già dal 1980 quando nasceva il “miracoloso rivoluzionario” CD, e in effetti una rivoluzione ci fu, ma la Philips se avesse immaginato che quell’oggetto sarebbe stato la catastrofe per tutta l’industria discografica con tutta probabilità non lo avrebbe mai reso pubblico.
Certo con i se e con i ma non si va da nessuna parte ma è chiaro altresì che il cd è comodo, gli mp3 lo sono ancor di più !!! e sono una sorta di macelleria musicale, un frustrante annichilente fast food della musica dove il verbo
mangiare è parimenti al riempirsi la pancia di mondezza a pochi spiccioli, ma io preferisco sempre una sana naturale pizza cotta al forno a legna, 7 euro! ma capisco che sono gusti.
Purtroppo oggi la musica non è più musica nella stretta accezione del termine, il suo valore intrinseco è annichilito dalla gestualità dai comportamenti degli artisti, perchè oggi vale più una tetta di fuori o una foto che riprende la “pop star” di turno che vomita sulla testa di un geometra, che la contenutistica del lavoro musicale in se, l’arte di fare musica è subordinata al quanto sei stronzo o a quanto sei naif nei comportamenti.
Stesso discorso vale per le tecnologie, certo bisogna salvare il mercato i posti di lavoro e compagnia bella, ma non è così che l’industria discografica potrà ripartire, e questo è un truismo che è davanti agli occhi di tutti e non sarà certo un nuovo involucro, una ennesima tecnologia a generare creatività, e nemmeno la sola e semplice immagine costruita.
La scatola diventa prepotente rispetto al contenuto, l’apparenza è la simbologia della musica e i supporti più fantasiosi ed inutili sono il suo epitaffio.
Le multinazionali vendono scatole, confezioni senza badare troppo a ciò che c’è dentro e non se ne accorge più nemmeno chi compra quei sudari da quattro soldi.
Ogni volta che leggo di una nuova scoperta tecnologica legata alla musica mi pare di sentire Berlusconi che parlando di economia afferma che va tutto bene,  in realtà egli sta occultando la verità, così come si occulta la verità sparando panzane a titoli cubitali ogni qualvolta quel rincoglionito di Jobs piscia dal ginocchio, e per dimostrare quanto affermo ecco alcuni brevissimi cenni storici.
IL CD viene commercializzato nel 1980, costava dalle 25 alle 35 mila lire, il vinile ne costava in media 10-15, il cd costava così tanto perchè il suono digitale era di gran lunga superiore all’analogico, un miracolo, una meraviglia, indistruttibile inalterabile, oggi (ma lo sapevamo anche allora) sappiamo che tutto ciò è assolutamente falso, sappiamo che è una balla colossale, una delle più grandi truffe messe in atto nei confronti di milioni di persone.
Recentemente sono stato ad un “seminario”  sui formati audio tenuto da un luminare del campo, un olandese, ebbene il nostro ha fatto ascoltare lo stesso brano in tutti i formati esistenti: dagli mp3 (1988 scoperto dal gruppo di ricerche europeo Eureka presieduto da un itlaiano Leonardo Chiariglione),  poi di seguito tutti gli altri vari formati più o meno recenti wav, ape, ogg, flac ecc…per poi passare al supporto Cd (1980), quindi si è passati al supporto analogico, il vinile! che nasce nel 1948 sarebbe quindi un supporto vetusto, antico, impossibile da paragonare alle tecnologie più moderne dire voi, invece non è così, il vinile era il supporto che si sentiva meglio, di gran lunga il miglior supporto per la musica, ma sapete un altra cosa? dopo il vinile ha fatto ascoltare sempre lo stesso brano con la stessa identica configurazione audio, ma con un supporto ancora più vecchio ancora più antico, la bobina o nastro magnetico che dir si voglia.
Il nastro magnetico è una invenzione anche qui italiana di un tale che si chiamava Luca D’Ammora era il 1925, ebbene non ho mai ascoltato la musica cosi vicino alla realtà, ho ascoltato il suono perfetto!!! eppure era un supporto che nasceva più di 90 anni fa.
Già vi sento borbottare e già immagino tutti i commenti sul caso, “ti pare che una bobina te la puoi portare al mare con le cuffiette?” idem per il vinile, ma qui non stiamo parlandi di comodità, qui stiamo parlando di musica e di contenuti, e chi ama la musica cerca di ascoltarla nel miglior modo possibile e se ne fotte delle tante innovazioni tecnologiche che servono solo a spillare soldi a qualche ignaro malcapitato, una innovazione tecnologica è tale solo se migliora la vita degli esseri umani non se diventa un vizio. Quindi va benissimo un lettore mp3 per il mare, ma non venite a raccontarmi che ma musica in mp3 si sente bene,  perchè anche il cd si sentiva abbastanza bene peccato che sia morto, il vinile invece gode di ottima salute.
prince faster

3 COMMENTI

  1. ciao Faster
    lo sai che con la storia dell’analogico e digitale mi hai fatto arrovellare il cervello stanotte, invece di farmi riposare placidamente? Allora: io sono convinto della superiorità del digitale sull’analogico, e ne parlo con un minimo di cognizione di causa perchè ho la sfortuna di essere sia un musicista, sia un ingegnere elettronico.

    Pensa che ti ripensa sono arrivato a ben due conclusioni!!!

    1) tutto quello che vuoi con la storia dei bit e dell’onda quadra e dell’integrità del segnale ricostruito e cavoli vari. E allora, caro il mio fasterino dovresti sapere che anche nei vinili ci sono i bittarelli e le onde quadre, perchè la musica che ascolti sul vinile proviene dai synth digitali, dagli effetti per chitarra, pure essi digitali, per non parlare di tutte quelle operazioni di mastering e post processing, ahime spesso anch’esse digitali.

    Quindi ok ascoltare l’analogico per avere la fedeltà al 100% (ammesso che esista un impianto perfettamente lineare), ma devi essere sicuro di ascoltare esclusivamente roba registrata in analogico.

    2) tutto quello che vuoi con le differenze di ascoltro tra un vinile e un CD. Tu dici che switchando dall’uno all’altro la differenza è lampante a vantaggio del vinile. Però tu stai confrontando patate con cipolle!!!! perchè gli impianti per ascoltare CD e Vinile non possono essere identici, per ovvie ragioni. Il migliore lettore CD e il migliore giradischi non possono essere commensurabili, perchè in mezzo ci sono un miliardo di regolazioni intermedie che possono fare pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, come niente. Se vuoi essere sicuro di fare la prova delle prove devi essere sicuro di avere un impianto “imparziale” ed ascoltare le due sorgenti. Un impianto imparziale potrebbe essere, ad esempio, una bobina sulla quale registri una sorgente analogica ed una digitale. E allora, forse, potresti fare un raffronto…

    comunque non ti scrivo nè per farti cambiare idea, nè per riparlare in radio dell’argomento di ieri (magari oggi è fuori luogo), ma solo perchè io sono bravo e tu monello.
    Ciao evviva la musica, evviva u pilo

    Andrea

  2. Ciao
    riesco a trovare il tempo di rispondere finalmente.
    allora, il fatto di essere musicista non vuol dire nulla, cosi come non vuol dire nulla il fatto di essere ingegnere elettronico.
    1 Certo che i suoni delle tastiere sono digitali, però essi devono essere sempre convertiti da numeri a suoni ergo i convertitoìri delle schede audio servono proprio a questo, ora se poi sono convertitori da 5 euro evidentemente “convertono” da 5 euro, ma sempre da bit ad analogico devono essere trasformati, quindi ….
    l’impianto perfetto non esiste e questo è un fatto, esistono però modi diversi di ascoltare musica.
    rispondo alla tua seconda affermazione.
    certo che confondo patate con cipolle, perchè ascoltare musica dal cd comporta innumerevoli passaggi e decodifiche rispetto a un disco 33 giri che invece non abbisogna di convertitori, ma a parità di impianto, perche è così che si può fare un paragone la differenza è netta, come più volte provato durante i pomeriggi alta fedeltà che ho organizzato in vari locali alla presenza di moltissime persone e tutte alla fine hannno capitolato di fronte all’evidenza, perchè di evidenza lampante stiamo parlando.
    ergo neanche io voglio convincerti sia chiaro, però magari al prossimo meeting “alta fedeltà” vieni ad ascoltare il giradischi!!!!!!!!!!!!!!
    salutissimi musicali
    faster

  3. Che dire è bello ciò che piace, io preferisco il vinile e le foto su diapositive o pellicola, ma uso mp3 e jpg, perchè sono ordini di grandezza più comodi!!!
    x guadagnare lo stesso
    ovvio ci sono tanti modi di ascoltare musica, a volte meglio la comodità della qualità a volte è l’esatto contrario!
    Ciò per dire che discutiamo dl sesso degli angeli, riguardo ai discografici e alle copie gratuite di musica via internet….bhe sembra la storia dei taxi in italia….voi abbassate i prezzi e vedrete che la gente salirà sui taxi….
    ma se abbassano i prezzi dopo invece di lavorare in 10 dovranno lavorare in 200 e per fare l’incasso di una corsa ne dovranno fare 3….quindi se salta il monopoliodevi lavorare il doppio

Comments are closed.