Glasgow Coma Scale il post rock rinasce con Enter Oblivion

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Lo dico subito, questo per me è uno dei più bei dischi del 2016. Uscito pochi giorni fa (12 dicembre 2016) “Enter Oblivion” rappresenta a mio avviso una vera a propria rivincita del post rock, scrissi la stessa cosa quando uscì Far from Refuge dei God Is an Astronaut.

Enter Oblivion è davvero una cavalcata senza sella in una prateria sconfinata; il trio di Francoforte è al suo primo disco, e incredibile ma vero, il disco è spavaldo ed è una vera bomba, perchè hanno saputo scatenare quella sincera energia che raramente oramai si ascolta. I Glasgow Coma Scale sono grezzi nell’approccio con gli strumenti, ma riescono a trasmettere emozioni incredibili proprio attraverso la scrittura dei brani che, pur essendo semplice e senza sovrastrutture, ha quel dannato piglio esplosivo che si era inesorabilmente perso nell’ambito di questo genere musicale; badate bene quì non si parla solo di semplice post rock , quì si viaggia a folle velocità su una ferrovia abbandonata, quì c’è sostanza, il disco illumina come un faro in mezzo al mare.

Glasgow Coma Scale hanno ripreso in mano quello scettro, oramai caduto in disgrazia da tempo. Enter Oblivion rivendica quell’appartenenza musicale fatta di orgoglio e umiltà.

Il trio di Francoforte, formatosi nel 2011 tra Cracovia, Barcellona e Francoforte, ha scritto un disco esplosivo, gli arrangiamenti sono come quelli che si facevano una volta, senza pietà! e più lo ascolti e più ti cattura, perchè il disco è incosciente spontaneo, temerario, e ad oggi incarna quello spirito battagliero che nel corso degli anni si era impantanato nelle sabbie mobili della retorica musicale.

P.S. Sono stato contattato dai Glasgow Coma Scale che, ringraziandomi per la recensione, mi hanno inviato la traduzione dello stesso fatta da una loro amica italo-inglese (grazie Linda)

Li ringrazio infinitamente.

princefaster

Line up:

Piotr Kowalski: Guitars, Effects, Soundscapes, Programming
Marek Kowalski: Bass
Helmes Bode: Drums

Prince Faster

La traduzione in inglese:

I’ll tell you straight away, this is in my opinion one of the best discs of 2016. Having just been released, Enter Oblivion represents a true renaissance of post rock. I said the same thing when Far from Refuge by God Is an Astronaut came out. Enter Oblivion is like riding a horse without a saddle through a boundless meadow; the trio from Frankfurt has made its first disc and, astoundingly, the disc is bold and is a real bomb, because they manage to generate the sort of energy that we rarely hear nowadays. Glasgow Coma Scale have a crude approach to their instruments, but they are able to transmit incredible emotions through the way the songs are written. Though the songs are simple and without superstructures, the album has an explosive touch that this music genre had lost inexorably; please note this not simply post rock, this is like travelling at full speed on an abandoned railway, there is substance, this disc shines light like a lighthouse in the middle of the sea. GCS have given new life to a genre that had long fallen into disgrace. Enter Oblivion claims that musical membership made of pride and humility. The trio from Frankfurt, formed in 2011 between Krakow, Barcelona and Frankfurt, has created an explosive disc, the musical arrangement is like those of the past, without mercy and the more you listen to it the more it captures you, because the album is reckless, spontaneous, brave and it embodies that fighting spirit that in the course of the years had been stuck in the quicksand of musical rhetoric.