15 Best music video del 2013, commentati da Gabriele Niola

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E come ogni anno eccomi a stilare tutte le classifiche possibili di questo 2013 che mestamente ci sta lasciando.

Questa la mia personalissima classifica dei migliori video del 2013, quest’anno con una novità, ogni video è commentato da Gabriele Niola, critico cinematografico.

1 – FKA Twigs Water ME

Ah! I videoclip tutti in primo piano, che grande tradizione. Questo non ha l’idea fenomenale di No Surprises dei Radiohead (solo qualche effetto digitale) ma un volto da poter esibire che in sé è un paesaggio alieno da esplorare con lo sguardo.

 

2 – Jackson and His Computer Band – G.I. Jane (Fill Me Up)

Inizia con un richiamo a Rocky Horror Picture Show ma è solo un attimo, con uno stile d’animazione molto nipponico in realtà quest’Odissea nelle ceppe prende in giro tutto, dal design anni ’60 di copertine classiche psichedeliche ai caschi dei Daft Punk, fino alle moderne ossessioni vampiresche

Qui la versione Uncensored http://youtu.be/PIHLMmO1FW4

 

3 – Gesaffelstein – Pursuit

Il movimento di macchina è uno solo, continuo: all’indietro, dal particolare al generale. Di volta in volta svela nuove scene di ordinaria violenza. Famiglia, esercito, sentimento, guerra. Come in molta elettronica nella sua versione audiovisiva c’è sempre di mezzo il rapporto tra l’uomo e la modernità.

 

4 – Cult of Luna – Passing Through

Tra Olocausto e Silent Hill i richiami visivi del video dei Cult Of Luna sono i più duri non a caso abbinati ad una bambina bionda e il ritmo è perfettamente regolato con quello della musica (cosa, strano a dirsi, rara nei videoclip)

 

5 – Dream Koala – Odyssey

All’inizio i paesaggi sembrano quelli dei pittori metafisici, così regolari (nella loro distruzione) e così inesorabili, deserti ma inquietanti. Ma guardando tutti gli altri paesaggi è evidente che le rovine sono quelle di mille possibili storie di fantascienza che rimangono solo spunti (c’è anche un motore d’aereo nella giungla che pare Lost) fino all’ultimo e più clamoroso.

 

6 – Tyler, the creator

Bellissimo. Intelligentissimo. Grandissimo cazzeggio di qualità, pieno di dettagli e idee, colorato come fosse David LaChapelle e vitalissimo!

 

7 – Ben Khan – Eden

C’è mezza storia del cinema, un secondo alla volta, montata a volte con intelligenza, altre meno. E’ la versione più fedele delle molte “videoproiezioni” citazioniste e retromaniache che negli ultimi 20 anni hanno accompagnato i dj-set

 

8 – Om Unit – The Silence

Nell’anno di Gravity un videoclip che giochi a questa maniera con la fluttuazione pare particolarmente appropriato. Ma non solo il film di Cuaron, Om Unit uniscono Iron Man e suggestioni da The fountain e Sunshine fino all’immancabile 2001: Odissea nello spazio nel loro pastone spaziale

 

9 – Caro emerald – Tangled Up

Una bellissima grafica tra il costruttivismo e lo stile della cartellonistica anni ’40 apre e invece le silhouette e i colori del tango sembrano il cinema degli anni ’60 e Saul Bass. Non ci sono mai veri riferimenti fissi, solo l’attraversamento del gusto estetico retro del novecento.

 

10 – Major Lazer – Bubble Butt

La cultura afroamericana ha sempre asfaltato quella bianca quando si tratta di allusioni sessuali. E ogni videoclip come questo che prende in giro la tradizionale estetica secca e smunta dei bianchi a favore di quella esagerata dei neri è esilarante.

 

11 – Meshuggah – I am Colossus

E’ un mistero come mai l’estetica meta faccia pochissimo uso dell’animazione stop motion. Meshuggah dimostra, se ce ne fosse davvero bisogno, che il movimento a scatti si presta benissimo alla loro necessità d’inquietudine

 

12 – Mein Herz Brennt

Se c’è una forma classica del fare videoclip è questa. Associare tra di loro scene e immagini che siano più attinenti con l’inverso simbolico del gruppo che con la canzone o il ritmo della musica. Abbastanza pigro.

http://youtu.be/VDiQb4JPDdY

 

13 – Abnormality – Fabrication Of the enemy

Non si può dire che non abbia un messaggio chiaro, spiegato per bene all’inizio e poi ripetuto con immagini di repertorio. Incredibile che non sia più sfruttata la trovata più forte, la doppia cassa che lavora al ritmo con cui i mitra sparano…

 

14 – Majical Cloudz – Bugs don’t Buzz

Non sono tanto gli scarafaggioni che camminano ovunque ma gli uomini ricoperti di nero come se dovessero tornare dentro la Terra. Quello funziona davvero!

 

15 – Nine Inch Nail – Came Back Haunted

L’idea è chiaramente quella di non lasciar capire molto. Mosso, sfocato, negativo o sovrapposto. Però da tutto questo caos alla fine, per davvero, non esce niente.