Ava Luna ma non lava

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Ava Luna

Maledizione eccone un altro, uno di quei dischi che quando vengono annunciati sembra stiano annunciando

il capolavoro degli ultimi trent’anni: Ma non è mai così (purtroppo)

Gli Ava Luna non sono altro che un noiosissimo sottoprodotto derivato da certo funk soul che spazia dai Gang Of Four fino ad arrivare al soul di Prince (dio mi perdoni) e da tutto quel filone, quello si, con una marcia in più ed assolutamente “rivoluzionario” per l’epoca.

Qui i nostri si spaccano la schiena per “farlo strano” mentre in realtà non riescono nemmeno a “farlo normale” una sorta di incesto con una bambola rattoppata malamente, e che si sgonfia ogni dieci minuti.

E’ anche una perdita di tempo cercare di dare una apparente giustificazione sul perchè alcuni esseri umani decidano di prendere in mano uno strumento ed incrociare tre accordi di seguito e non capire che quello non è il mestiere giusto per loro e che al posto della chitarra ci vorrebbe una zappa. ( n.d.r. – tutto senza virgole, me le risparmio per dopo)

Detto ciò, uno dei pochi brani che si riesce ad ascoltare senza prendere a martellate il lettore Cd è “Crown”, una sorta di “blues” ossessivo con un groove azzeccato e ben cantato, mentre ad esempio “Electric Balloon” risulta uno dei brani più inconsistenti degli ultimi cinquant’anni, di contro Prpl è quello che riesce a salvare baracca e burattini rendendo un minimo di dignità a tutto il disco, brava lei ad azzeccare il timbro e accordatura giusta per la sua voce.

Prince che viene scimmiottato non si può sentire ergo “Hold U” da cancellare come il resto del disco.

Mi pare sia tutto.

Pace e bene