A Claudio Caleno.

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E’ stato il cantante dei Fasten Belt, storica band Romana.

Non sono mai stato capace di scrivere necrologi, non sono mai riuscito a farlo neanche alla radio.

Me lo ricordo secco alto, incurvato sul quel microfono che aggrediva sempre, dal vivo era uno straordinario animale da palco, aveva una faccia da paravento e non sapevi mai se ti prendeva per il sedere o faceva sul serio, ma non faceva mai sul serio, la vita lui se l’è vissuta cantando e non credo ci sia cosa più bella per un essere umano che ama la musica.

Tanti i ricordi, tanti i concerti che ho visto dei Fasten Belt, Questi !

 

8 COMMENTI

  1. Ma chi è che è morto? quello con il cappellino? scusa, ma sembrano tutti uguali e questa è una foto anni ’80…
    Gli antichi greci non scrivevano necrologi, ma ricordavano soltanto gli uomini che avevano vissuto con passione, amando la musica in questo caso, lo ricorderemo

  2. non mi rassegno e sono pure un pò incazzata.
    non faceva mai sul serio, solo stavolta è tutto vero.
    claudio mancherà a tutti
    lori

  3. Mi dispiace molto.
    Senza ipocrisia, non perchè lo conoscessi personalmente.
    Verso la fine degli anni 80, il fratello maggiore di un mio compagno di classe ( a quei tempi facevo il liceo), mi registrò “No escape from acid hysteria”, mi piacque moltissimo , tanto che andai da disfunzioni musicali e comprai l’LP orginale.
    Nel 1991, nel boom del grunge, comprai anche il loro secondo album (dove però non c’era Claudio).
    Rimasi sorpreso nel 1995 a vedere il loro video in TV, sorpreso perchè li avevo dimenticati, immaginavo fossero finiti, e invece non solo non erano finiti, ma addirittura erano in TV !
    Bene, detto questo mi dispisce, perchè insieme a Claudio è morto qualcosa del mio ormai lontano passato.
    Requiem (dei killing joke).

  4. Io non conoscevo Claudio musicalmente,ma come collega di lavoro e….un po’ di piu’.Era una sintesi di contraddizioni:eccessivo quando era nella condizione di poter dare,e indifeso come un bambino nei confronti delle normali avversita’ da cui avrebbe dovuto difendersi.Ecco,la sua “pelle” era troppo sottile perche’ lo mettesse al riparo dalle avversita’,quando era necessario.Ci manchera’ nel bene e nel male,perche’,come tutte le persone vere,non era solo buono o solo cattivo,e,sopratutto,non si vergognava delle sue debolezze.E visto che mi trovo a scrivere su di lui in questo blog,voglio dire che oggi,per la prima volta,ho ascoltato un suo “pezzo”,e l’ho trovato davvero molto interessante.Peccato che sia accaduto solo al suo funerale.
    Ciao Cla’!

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