Carlo Barbagallo è uno di quei rari esempi di artista“totale”, e guardate che non è facile per niente al giorno d’oggi costruirsi un percorso, o un idea di musica “altra” che sfugga alla logica del peggior mainstream d’accatto, o da quei luoghi comuni come l’oramai iper abusato ghetto pop indie italiano.
Ora, cercare di dare un senso percorribile ad un aggettivo blastato come l’indie, è affare davvero complicato; il fatto è che Carlo Barbagallo incarna perfettamente l’antieroe artista, e badate bene che è forse uno dei pochi artisti italiani ad essere veramente “indi-pendente” non solo dal punto di vista discografico, il che poi alla fin fine sarebbe semplice; lui in realtà è la perfetta e pure espressione di un movimento musicale d’elite popolare, figura oramai in via d’estinzione per carenza congenita di creatività.
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Recensione:
Carlo Barbagallo ha sino ad ora pubblicato ben nove album più altre varie take, E.P e diverse collaborazioni; è senza dubbio un artista dai geni prolifici, e’ un ottimo chitarrista ed un eccellente arrangiatore. Grazie alla sua musica egli diviene pittore che tratteggia sulla tavolozza tinte costruttiviste, laddove poi riformula il dadaismo o la transavanguardia, sublimando così la metafisica musicale.
La espressioni ardite evocate in questi termini, sembrano un babelico grammelot musicale, ma il genio risiede proprio in questo, concettualizzare e rendere armonico un mondo pieno di conflitti sonori, coniugare su più livelli generi che vanno dalla musica elettronica, a quella sperimentale, poi si inventa fine cantautore, scrive anche brani vicini al soul e al R&B, mixa, registra e produce.
Il suo ultimo album si chiama 9; questa ennesima opera racchiude e sintetizza tutto quanto l’artista siracusano ha fatto sino ad ora, un disco di ampio respiro, maturo e dalle linee davvero sorprendenti.
Quando si ha la fortuna di incontrare un artista di tale levatura, non si può far altro che inchinarsi a cotanto genio.
Prince Faster
Viaggio nel disco, appunti e sensazioni
Any Girl’s Eyes
Una brillante ballad dai contorni psichedelici con dosi endovena di “Soul”, e pianoforte appoggiato al jazz
11 Dreams
Il bit lentissimo, trascinato, il timbro vocale che quasi a cede ad un Joe Cocker nel suo periodo più tossico e malato.
Save Hide Save
Sorprende perchè il brano vive in un mondo che rimanda al Canterbury sound. Ma attenzione perchè è una mini suite da 10 minuti, per cui sfugge ad ogni controllo di genere.
La seconda parte di Save Hide Save sembra un incontro acido tra i Soft Machine e quelle infinite cavalcate alla Allman Brothers Band per poi mostrare il fantasma dei Beatles in tutta la sua sperimentazione.
Nothing
Spettacolare, dove emerge tutto il genio e lo stile dell’artista siciliano. Mille accenni a tanti stimoli musicali, nessun accostamento possibile se non allo stesso Barbagallo
Anche questo brano dura quasi 10 minuti, ma vorresti non finisse mai.
Rust
L’arpeggio di chitarra è un atto d’amore verso Roy Harper !? il resto assume contorni a tratti zappiani, psichedelici e fuori dalle regole.
Cypress Tree
Un minuto e quaranta dedicati ai Beatles nella contea di Canterbury
9 Years
Qui viene alla luce tutta la prorompente anima sperimentale dei primi dischi dell’artista siracusano; anche qui 13 minuti di scorrerie musicali come fosse un vero e proprio razziatore di sensazioni e di memoria musicale.
Her King
Pensieri sparsi raccontati in un minuto.
Clowns
L’epilogo di un disco spettacolare si conclude quì, con questo vero e proprio cavallo di troia che riassume e sintetizza tutto il disco.
Prince faster
Track List:
- 1.Any Girl’s Eyes
- 2.11 Dreams
- 3.Save Hide Save
- 4.Nothing
- 5.Rust
- 6.Cypress Tree
- 7.9 Years
- 8.Her King
- 9.Clowns
Line Up:
Francesco Accardi – “Cypress Tree” lyrics
Luca Andriolo – acting male voice in “Nothing”, fuzz screaming voice and melody helper in “9 years”
Michele Anelli – upright bass
Carlo Barbagallo – songwriting and lyrics, guitars, vocals, bass guitar in “Save Hide Save” and “Cypress Tree”, piano in “Cypress Tree”, Organ in “Nothing” and “9 Years”, Rhodes in “Her King”
Stefano Bassanese – electroacoustic coil in “Rust”
Sergio Battaglia – saxophones except in “9 years”
Emilio Bernè – double drums in “Cypress Tree”, “Nothing” & “Rust”
Elaine Bonsangue – choir, female acting voice and italian lyrics in “Nothing”, “Her King” lyrics
Maurizio Busca – saxophones in “Rust”, clarinets
Pasquale Calò – saxophones in “Rust” and “Save Hide Save”
Remo De Vico – electronics in “11 dreams”, “Clowns”, “9 Years”, “Her King”
Alberto ‘Boto’ Dutto – fuzz electric guitar in “9 Years”
Mauro Felice – double drums expect in “Cypress Tree” and “Nothing”
Giovanni Fiderio – violins
Michele Guglielmi – rhodes in “Save Hide Save” and “9 Years”
Luca Iorfida – rhodes and vibraphones in “Nothing”
Jean-Francois Laporte – feedback objects and springs in “9 Years”
Enrico Messina – piano except in “Cypress Tree”, organ expect in “Nothing” and “9 Years”
Carola Musumeci – choir in “Nothing”
Stanislas Pili – percussions in “9 Years”
Manuel Volpe – bass guitar expect in “Cypress Tree”, “Save Hide Save”, “Nothing” and “Her King”




