You Tube da Natale a pagamento?!!?

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YouTube

Le voci girano, e le smentite anche più delle voci, ma un fatto è certo, negli USA già è così.

E’ partita a maggio negli Stati Uniti la rivoluzione di Youtube, 54 canali a pagamento, 0,99 dollari a canale al mese.
Sono tutti canali tematici che vanno da National Geographic, ai canali per bambini, al fitness, allo sport, e non mancano i film, insomma da oggi Sky dovrà preoccuparsi, e in Italia?

A sentire il quotidiano on line “La Repubblica” dovrebbe partire da Natale un primo step che renderà a pagamento il solo servizio su tecnologia mobile, anche se poi l’azienda di Mountain View si è affrettata a smentire tutto, staremo a vedere, ma come si sa l’appetito vien mangiando cari lettori, un po come ha fatto Spotify e tante altre piattaforme di musica digitale, ascolti la musica gratis, ma solo 3/4 canzoni e ingolfate di pubblicità, poi se vuoi tutto “open”  paghi un tot al mese, e perchè no!?!? D’altronde chi fa musica è un lavoratore, avete mai provato a chiedere ad un carpentiere o all’idraulico di farvi dei lavori gratis? vogliamo la musica gratis solo noi italiani perchè pensiamo che un musicista sia un cazzaro saltimbanco cialtrone nullafacente ecc… negli Usa e in molti altri paesi per esempio non la pensano come noi, c’è anche da dire però che per loro fortuna non hanno una cosa monopolistica che si chiama Siae, ma ne hanno diverse e che tutelano, quelle si, i lavoratori della musica, certo è che i dividendi di fine anno non vanno solo ai soliti noti, ma questa è un altra storia.

Qualcuno potrà pensare: “beh se sarà a pagamento io musicista ci guadagnerò qualcosa, in realtà ci si può guadagnare anche adesso ma devi avere una montagna di visualizzazioni, l’idea vincente era quella di Kim Schmitz alias Kim Dot Com, quello di Megaupload per intenderci, io piattaforma mi becco il 10%, tu musicista ti becchi il resto, socializzare i guadagni, geniale, il fatto è che lo hanno “fermato” appena in tempo, e come è andata a finire lo sapete tutti.

Ora, per tornare a Youtube, speriamo che resti gratuito!? la filosofia è: veicola gratis una cosa, falla diventare necessaria e poi fattela pagare, questo è il concetto americano, giusto? sbagliato? non lo so, però vediamo: se io ho caricato sulla piattaforma un filmato musicale che voglio condividere con il mondo intero perchè amo quell’artista e perchè quel filmato ce l’ho solo io, per farlo avrò impiegato e speso tempo e lavoro, quindi qualora diventasse a pagamento, chi mi pagherà il lavoro che ho fatto?

Insomma le implicazioni sono molteplici e complicate, c’è da dire che da quando ho scoperto Youtube, era il 2006 credo, la mia vita è cambiata, all’epoca per far partire un video ci voleva un po di tempo perché la rete non era veloce come adesso, però quando vidi per la prima volta Miles Davis duettare con John Coltrane mi venne un mezzo infarto, da allora non ho più smesso di usare questa fantastica piattaforma.

Mi sono chiesto anche un altra cosa e cioè: se nel 1980 (internet ancora nemmeno esisteva) mi avessero detto: Prince, da domani potrai vedere tutti i concerti che vorrai, tutte le rarità che esistono, potrai vedere Jimi Hendrix suonare con…Frank Zappa, potrai vedere un intero concerto del 1959 di Aretha Franklin, o un rarissimo live dei Clash, o una rarissima intervista a Janis Joplin, oppure un concerto “privato” dei Radiohead (che ancora non c’erano), potrai vedere tutto ciò, quando come e dove vorrai, ma dovrai pagare cinquemila lire al mese tu le pagheresti? non ci avrei pensato neanche un minuto, si pagherei cinquemila lire al mese per vedere tutto questo ben di dio, ma sopratutto le pagherei perchè mi faccio il palinsesto personalizzato, guardo quello che voglio, quando voglio io e dove voglio io, senza nessuno che mi imponga un format, senza nessuno che mi faccia vedere quelle facce da cazzo che tanto detesto, senza nessuno che scadenzi la mia vita, sono io che gestisco la televisione, e non lei me, ma sopratutto senza nessuno che mi imponga cosa guardare o chi guardare.

Forse la musica, che tanto amo, e forse tutte queste cose valgono cinquemila lire al mese, almeno per me.

Prince Faster

 

5 COMMENTI

  1. Io da 3 mesi pago il servizio di Google Play Music, simile a spotify.
    Lo trovo ottimo e sono disposto a farlo volentieri.

  2. giustissimo, per questo oltre a comprarmi i cd e vinili ho sottoscritto l’abbonamento premium a spotify. 10 euro al mese e ho SEMPRE con me un catalogo immenso (certo, non completo, ma immenso). e per uno che ama la musica non è mica male!!

  3. penso che come tutte le dipendenze,anche qui troviamo una sorta di spaccio. mi spiego. l’Homo Consumens è attratto dal facile approccio,ricordo di quando davanti alle scuole c’erano quelli che davano in regalo gli album con 2-3 pacchetti di figurine. ti invogliavano facendo leva sui desideri indotti. poi stava a te decidere se continuare a fare l’album o buttarlo via. io 5000 lire non gliele do,soprattutto per una questione di Principio. finito Youtube?! chissenefrega! che sia per una èlite di paganti tossici. in fondo la droga fa male e costa anche! io non ho soldi per drogarmi. ad esempio ho dovuto ridurre l’unica mia dipendenza: la motocicletta. la fermo per 6 mesi/anno causa benzina e assicurazione.fare scelte. non sentirsi abbandonati da qualcosa che ti “alliscia” prima e ti uccide dopo. come l’eroina. 😉 (R)

  4. mah…caro Ramingo io non ho nessuna dipendenza, mi piace la musica questo si, ed avere la possibilità di ascoltare e vedere la storia della musica non mi pare proprio dipendenza da eroina che è diciamocelo un paragone che proprio non calza in questa storia. Avere la possibilità di conoscere, perchè si parla di conoscenza, avere la possibilità di sapere, perche si parla del sapere, imparare, vedere come suonava Miles insieme a Coltrane (ad esempio) capire veramente come venne scritto Kind of Blue, non mi pare proprio come l’eroina. L’eroina uccide, la musica è vita.

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