Ulver ATGCLVLSSCAP recensione

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Ulver - ATGCLVLSSCAP

ATGCLVLSSCAP è l’undicesimo album della band norvegese. Preparatevi ad una immersione nel liquido primordiale senza soluzione di continuità, un travaso di sensazioni da cui emerge un susseguirsi di scontri interstellari che scompattano la struttura stessa della forma sonora.

Un album registrato “live” in presa diretta, e costruito su di una serie di improvvisazioni scatenate da stati d’animo di multiforme natura; se il titolo è un rompicapo, i brani sono un vero e proprio viaggio attraverso la memoria deformata da uno strenuo tentativo di imbrigliare il fluttuante caos cosmico, che quì si palesa imponente attraverso squarci di oscura illuminazione quasi mistica.

Parlare però di misticismo quando si ha di fronte un disco degli Ulver, si rischia la catarsi descrittiva, ma se torniamo indietro di tre anni, riscopriamo “Messe I.X-VI.X” una delle maggiori opere di cenobitismo musicale, costruito su dinamiche pagano ascetiche che la mia memoria ricordi.

ATGCLVLSSCAP è forse l’anticorpo che mancava a questo strepitoso collettivo, per raggiungere l’immortalità musicale.

Una curiosità: Il titolo “ATGCLVLSSCAP”, altri non è l’insieme di ogni prima lettera dei dodici segni zodiacali.

Line Up:

Kristoffer Rygg (Garm, Trickster G., G. Wolf, Fiery G. Maelstrom)- voce, campionatore
Jørn H. Sværen – chitarra, basso, tastiere, sintetizzatori, effetti
Tore Ylwizaker – tastiere, campionatore
Daniel O’Sullivan – chitarra, basso, tastiere