The White Cascade – Endless la recensione

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White Cascade

Il concetto di buona musica è da sempre un “non concetto”, la musica è una questione personale per cui non esiste musica bella o brutta, esistono invero i gusti e la propria cultura personale.

Detto ciò, la musica rappresenta da sempre un momento di confronto con se stessi e con le proprie sensibilità. Il background che ci costruiamo nel corso della vita è quello che ci consente di dirigerci verso strade diverse minuto dopo minuto, passo dopo passo perchè se è vero che esiste anche l’oggettività, essa diventa un fattore assolutamente relativo in un contesto globale.

Prendiamo ad esempio i The White Cascade

Questo interessantissimo trio del Nord Carolina ha appena pubblicato il primo disco “Endless”. Un fronte musicale oscuro quanto trasversale, dove si sovrappongono ricette e sapori che orbitano nelle galassie psichedeliche più oscure e profonde, tonalità virate su colori grigi e melanconici che sono accentuati dal missaggio delle voci molto reverberate, fino ad arrivare alle batterie volutamente spaziali e timbricamente “chiuse”, un mondo il loro che si spinge fino ad accarezzare i Beatles, o Jesus e Mary Chain, ma, ed è questa la sorpresa, non simulano mai patetici plagi come ne sentiamo a migliaia.

I White Cascade ambientano le strutture in un “mondo di mezzo” ed è questa la formula che li rende così moderni anche se sembrano provenire da un museo della musica non ci si fa caso, non te lo permettono, non riesci a raffrontare, a collocare, sono sfuggenti e naif, questa è l’arma vincente.

Line Up.

Matt Guess – guitar/vox
Matt Cash – bass/vox
Matt Robbins – drums