Sono iscritto a facebook da dieci anni

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Sono iscritto a facebook dal 2007. Dieci anni di facebook sembrano una condanna; lei è condannato ai facebook forzati per dieci anni. No, non è una condanna per carità, anche perchè non me lo ha mica ordinato il dottore, poi però magari ci rifletti e dici: possibile? sono già dieci anni che sono iscritto a facebook? e cosa mai avrò potuto scrivere in dieci anni? E’ incredibile, però se uno ci pensa sembra una cosa impossibile, dieci anni a scrivere stupidaggini, sproloqui, ma anche ogni tanto, qualcosa di serio.

Personalmente non ho mai avuto un diario della mia vita, ma non ho mai avuto neanche una agenda dove segnare gli appuntamenti, e invece eccola la, dieci anni di cose scritte, e chi ci avrebbe mai pensato, dieci anni legato ad una stessa cosa, e pensare che con mia moglie sono stati sufficienti quattro anni.

I primi tentativi che feci per iscrivermi a facebook risalgono al 2006, credo di aver creato almeno tre profili, tutti peraltro sballati, non capivo come diavolo funzionasse e a cosa potesse servire una piattaforma del genere.

Precedentemente ero iscritto a Myspace, ci perdevo pomeriggi interi a cercare nuova musica, nuove band, avevo anche un profilo su quella piattaforma troppo cervellotica e complicata, perlomeno per me; chi si ricorda user e password di myspace alzi la mano.

PRIMA ANCORA, C’ERANO LE CHAT, PRIMA ANCORA, IRC, MIRC, I FORUM, E STO PARLANDO SOLO DI 15/20 ANNI FA CHE PER LA TECNOLOGIA, E PER INTERNET SONO ERE SIDERALI.

Avete mai provato ad andare a ritroso nella cronologia della vostra pagina facebook?!?! avete provato a leggere cosa scrivevate e cosa si scriveva cinque, sette, dieci anni fa? avete provato a confrontare il tono, il modo, i contenuti di ciò che veniva scritto allora e quello che si scrive oggi!? se ci fate caso è cambiato lo stile, la forma, e forse anche la sostanza, perchè diciamocelo, uno dopo dieci anni cosa cazzo deve scrivere? “Siamo diventati tutti giornalisti”, quante volte avete sentito questa litania? Siamo diventati analisti, tecnici, ingegneri, scienziati, politici, esperti di arti marziali, siamo diventati esperti di opifici dismessi, esperti di marmitte a spillo, di carburatori del 18, esperti di economia, esperti di qualunque cosa accada, e alla fine siamo diventati degli ultras.

In dieci anni ho letto di tutto e il contrario di tutto, ho visto come nel corso degli anni l’approccio degli utenti sia cambiato, è cambiato il modo di scrivere, di porsi di fronte ad un pubblico sempre più affamato di retorica, ho visto la mutazione genetica della dialettica, ho seguito il lento ed inarrestabile imbarbarimento dei temi affrontati, dove il cascame ideologico si è impossessato di tutti, nessuno escluso; o stai da una parte o stai dall’altra e non esiste alternativa, o è bianco o è nero, perchè oramai su facebook sono tutti diventati daltonici, si è persa la dimensione, ci si è dimenticati che tra il bianco e il nero c’è una infinita tavolozza di colori, e diciamocelo, siamo diventati, certo non tutti, più aridi, cinici e cattivi.

In tutto questo io oramai mi sento un ottentotto, ma questo è il bello di facebook, ognuno più diventare ciò che vuole, ma sopratutto può scrivere quello che vuole, o quasi.

Il fetido puzzo di fiori appassiti si è palesato da quando la politica ha scoperto questo fantastico canale dove far colare il peggior pattume che tutti, chi per un verso chi per un altro, beve convinto che sia acqua di fonte.

Il primo quotidiano ad occuparsi di Facebook fu il Corriere Della Sera con un articolo datato 17 ottobre 2006, ma è la Repubblica che nel 2008 spiega per filo e per segno come funziona facebook; ed è proprio il 2008 l’anno dell’esplosione del fenomeno Facebook in Italia; il dominio facebook.it fu però registrato solo nel 2010.

Quante ore al giorno passo su facebook? tante, da quando esistono gli smartphone e la app. In Italia oltre venti milioni di persone sono iscritte a facebook, oltre un terzo dell’intera popolazione del nostro paese, e gli italiani spendono in media almeno due ore al giorno per navigare sul social network.

Dieci anni fa su facebook ci scrivevi imbarazzato, scrivevi qualche cavolata, ogni tanto postavi qualche foto, qualche notizia singolare, salutavi qualche amico che molto timidamente rispondeva, facevi gli auguri, i like erano una cosa strana e non li cliccavi quasi mai, chiedevi qualche amicizia, oggi come tutti sapete non è più così, e lo spontaneismo di una volta non esiste più ed è un peccato.

Oggi facebook ti chiede la carta d’identità, il codice fiscale, la tua firma, che deve essere leggibile mi raccomando. Facebook è diventata peggio di una dittatura, o fai quello che diciamo noi, o ti adegui alle ferree regole che noi abbiamo vergato o te ne vai. Ma questa è giustamente la legge di facebook, perchè facebook è una proprietà privata, e io, tu, noi siamo solo dei semplici ospiti che generano profitto netto, siamo le galline dalle uova d’oro, siamo le mucche di proprietà di Mark Zuckerberg, che sia chiaro.

Ho notato che per molti utenti, facebook è una cosa seria, per molti altri invece facebook è sempre stato un giocattolo, un cazzeggio, e a me il cazzeggio e il gioco mi piace e mi diverte, e fino a quando mi divertirà ci giocherò.

Concludo rivolgendovi una semplice domanda: quante persone conoscete che si sono cancellate da facebook!?

Buon like a tutti

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Prince Faster