La truffa del 3D Letale.

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ESCLUSIVO

Se andate al cinema per vedere un film in 3D e l’esercente vi avverte che non lo proietta più in versione tridimensionale ma solo nel tradizionale 2D

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di Gabriele “Vasquesz” Niola

non prendetevela con lui, non è da biasimare, cerca solo di evitare multe e sequestri ingiusti. Prendetevela con il CODACONS.

L’associazione che dovrebbe difendere i consumatori infatti da tempo ha preso di mira il 3D e i suoi occhialetti imbastendo, fin dall’uscita di Avatar, una campagna prima mediatica poi legale contro la nuova tecnologia. La questione, sia chiaro, potrebbe anche essere importante se le ragioni dell’associazione fossero fondate, ma non lo sono. Lo hanno ripetuto con tutte le forze i rappresentanti dell’esercizio cinematografico ingiustamente danneggiati, prendendo lo spunto dal parere (più autorevole) del prof. Corrado Balacco Gabrieli, ordinario di oftalmologia e direttore del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Roma La Sapienza, appositamente chiamato per prendersi la responsabilità di dire: “I casi citati dal CODACONS sono nel 99% dovuti a problemi di vista non curati che hanno portato dopo dure ore di sforzo visivo a mal di testa e altre conseguenze, e basta”. I casi, lo aggiungo io, sono 3-4 su 15 milioni di spettatori complessivi del 3D in Italia.
Appurato che non è vero che la visione cinematografica stereoscopica fa male e che non è vero nemmeno che gli occhialini 3D multiuso (quelli che vanno riconsegnati alla sala all’uscita e che sono riutilizzati dagli spettatori seguenti) sono veicoli per malattie o congiuntivite (“La congiuntivite ce la passiamo pure con le strette di mano!” è il definitivo parere del prof. Gabrieli) e appurato infine che i suddetti occhiali non devono avere il marchio CE come si sosteneva invece in uno dei primi attacchi del CODACONS, resta da stabilire come mai tutto questo clamore.

Le cause sono molte, in primis il successo del 3D. Già con l’uscita di L’era glaciale 3D si era cominciato a parlarne molto, gli incassi andavano bene, molto bene, ma poi con Avatar a Gennaio e con i primi report su come è andato l’anno cinematografico 2009 al botteghino è scoppiato il caso. Il 3D incassa, il 2009 ha portato nelle casse delle sale molti più soldi del 2008 grazie ai film in 3D (il cui biglietto è maggiorato di qualche euro) e Avatar (uscito da noi nel 2010) è il più grande successo della storia del cinema.
Il 3D è sulla bocca di tutti, il 3D fa soldi dunque il 3D è il bersaglio perfetto per far parlare di sè. I giornali vogliono parlare del 3D ma sono stufi di scrivere sempre le stesse cose e il CODACONS, come sempre, ha bisogno di visibilità. Ma non solo il CODACONS è in cerca di consenso, anche il governo con le elezioni in arrivo è desideroso di farsi vedere. E salvare le persone dall’ennesimo pericolo è perfetto.
Ecco arrivare quindi la circolare del Consiglio superiore di sanità che “indica” (e non prescrive) il corretto utilizzo degli occhiali. Vietati ai minori di 6 anni (ma il CODACONS li vuole vietare ai minori di 14!) e da usare solo nella modalità monouso, cioè solo quelli usa e getta che però appartengono ad una tecnologia adottata solo da una minoranza di sale in Italia. Cambiare tecnologia per le altre sale chiaramente sarebbe un dispendio incredibile. Soprattutto perchè immotivato.

Sebbene il Consiglio superiore della sanità abbia solo indicato come utilizzare gli occhialetti lo stesso sono partite multe e sequestri, e la cosa è conseguentemente arrivata sui giornali, che poi era l’obiettivo finale.
Gli esercenti dunque sospendono le proiezioni in 3D perchè il guadagno mancato è inferiore ai soldi della multa o del dissequestro. Il risultato è che Alice nel paese delle meraviglie 3D, il film tridimensionale attualmente nelle sale, dopo aver incassato circa 8 milioni nel primo weekend in questo ne ha incassati solo 3, un calo di più del 50% assolutamente non naturale. E non se ne vede la fine perchè il CODACONS continua a fare baccano e le associazioni degli esercenti sembrano impotenti: “Faremo una tavola rotonda con il Ministero della Salute per spiegargli come stanno le cose” è la proposta di Paolo Protti (presidente ANEC), che mira ad evitare veri provvedimenti più gravi, mentre altri proprietari di sale minacciano scioperi. Nulla sembra davvero efficace, perchè il problema è che nessuno fa lobby per le sale, cioè non c’è nessuno che si sia opposto in sede governativa alle intemperanze del CODACONS, nessuno che curi gli interessi del cinema. Così accade che si colpisca chi è più facile da colpire.

L’allarme rientrerà, questo lo sappiamo tutti, perchè gli occhiali non fanno male, ma tra quanto? E con quali danni? Quanti soldi andranno persi senza motivo? Verranno promulgate leggi idiote per questa questione?