James Blake, quando la musica riscrive la musica.

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Sembra passata una eternità musicale da quel 6 luglio 2009 quando uscì “Air & Lack Thereof ” primo 12″ di James Blake, le idee non erano ancora del tutto chiare,

i margini di miglioramento enormi, primi rudimentali conflitti tra diversi mondi musicali che lo attraevano come la luce per le falene, come la sua voglia di sperimentare la musica elettronica, il suo “Dubstep” i suoi “reverberi” quasi esagerati e ancora fuori balance, ma c’erano già quei silenzi, quelle pause che sorprendevano e che lasciavano sospesi in mezzo al tutto del suo mondo musicale.

Il 9 Aprile a quattro anni di distanza da quella data, dodici tra singoli ed E.P. una montagna di mix e remix, esce finalmente la sua seconda fatica dal titolo: “Overgrown”.

Dopo un ascolto del disco durato 4 giorni-pausa 3 giorni- e riascolto quasi no stop, posso affermare con tutta tranquillità che questo disco è un grande disco, ci troviamo di fronte non solo ad uno di quei dischi che rimette in discussione i “limiti” della musica al punto da ridefinirne la scrittura stessa degli arrangiamenti, ma viene rivoluzionato tutto il concetto di missaggio ed uso degli outboard fin qui e fino ad oggi sperimentato.

Dal punto di vista squisitamente tecnico la mia disamina termina qui in virtù dei limiti tecnici che il sottoscritto senza  alcuna vergogna ammette, è chiaro però che l’uso massiccio di reverberi ed echi assume in qualche modo non solo un metodo per forzare determinate dinamiche, ma sono gli stessi effetti “outboard” nelle sue mani che diventano dei veri e propri strumenti musicali piegati alla melodia rafforzandone in maniera determinante la poetica, sostanzialmente l’artista usa macchine fino ad ora trattate come banali attrezzi per rifinitura in: “primi violini”.

Il disco è uno stupendo viaggio nell’immaginazione perduta, in un dedalo di sentimenti ove si sviluppano tratteggi mistici, sorprende la voce di RZA che si forgia perfettamente nell’altoforno dell’alchimista, stupisce l’affascinante “Digital Lion” dove anche Brian Eno sembra tornato fanciullo, o la calda e rassicurante “Our Love Comes Back” dove il pianoforte ci introduce un mondo che sembra provenire dall’ultraterreno.

Il disco si apre con “Overground” che rappresenta un “sunto” del disco precedente, una sorta di cordone ombelicale che unisce in una sorta di conseguenza spazio tempo i due lavori, ma è “I Am Sold” che ti getta di colpo nel mondo di “Overgrown” un innesto di disperazione e antidoto ad essa, Life Round Here” é amorevole rassicurazione che spiazza e induce a posizione fetale…..metafisico…..

…che possiate bearvi di questo disco…

Prince Faster

http://www.princefaster.it/james-blake-quando-i-silenzi-diventano-musica/

Tour Date

04-14 Indio, CA – Coachella Valley Music & Arts Festival
04-16-17 San Francisco, CA – Mezzanine
04-18 Santa Cruz, CA – Rio Theatre
04-21 Indio, CA – Coachella Valley Music & Arts Festival
04-23 Seattle, WA – Neptune
04-24 Portland, OR – Wonder Ballroom
04-25 Vancouver, British Columbia – Commodore Ballroom
04-27 Salt Lake City, UT – The Depot
04-28 Denver, CO – Ogden Theatre
05-01 Minneapolis, MN – First Avenue
05-02 Chicago, IL – Metro
05-03 Detroit, MI – Majestic Theatre
05-04 Toronto, Ontario – Danforth Music Hall
05-06 Montreal, Quebec – Metropolis
05-08 Boston, MA – House of Blues
05-09 New York, NY – Terminal 5
05-11 Philadelphia, PA – Theatre of Living Arts
05-12 Washington, DC – 9:30 Club
05-13 Carrboro, NC – Cat’s Cradle
05-14 Atlanta, GA – The Masquerade
05-24 Barcelona, Spain – Primavera Sound
05-29 Madrid, Spain – Sala Capital