E’ tornata la Rometta

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Junior club

Non ci capisco molto di calcio, anzi il calcio proprio non mi piace come sport ma sin da fanciullo sono tifoso della Roma,

io e lei ci seguiamo a distanza , ogni tanto raramente guardo una partita e guardo solo la Roma le altre squadre non mi interessano, però mi informo sempre sul suo stato di salute e diciamocela tutta, negli ultimi tre anni c’è stato il tracollo.

La Roma comprata da una banca (cosa che per statuto se non ho capito male non si potrebbe fare) ai vertici della società un presidente americano, mi viene in mente il famoso film dove Totò vende la Fontana di Trevi ad un americano pollaccione, i giocatori fanno un po il cazzo del comodo loro dando fuoco a ben tre allenatori in due anni, una dirigenza da quel che si dice addirittura tifosa della Lazio; da un pò di tempo mi chiedo di questo passo dove arriveremo, perchè io come tanti altri innamorati di quei colori veniamo da lontano.

Quando andavo allo stadio io, la copertura non c’era. Quando andavo allo stadio io c’era la curva sud e la curva sud bassa, si quella con quelle strane cose in ferro sparse dapertutto. Quando andavo allo stadio io c’erano le sedute di marmo e quando pioveva dovevi stare in piedi altrimenti ti bagnavi il culo. Quando andavo allo stadio io c’era la tessera Junior Club. Quando andavo allo stadio io non c’erano mica i gruppi organizzati. Quando andavo allo stadio io c’era il pappacornaro che vendeva il caffè Borghetti e “il cognacchino pè chi beve”.

La prima volta che misi i piedi dentro lo stadio olimpico era la fine degli anni sessanta ma non mi ricordo la data esatta.

Quasi tutti i ragazzini la prime volte allo stadio ce li porta il padre, a me no perchè allo stadio ci andavo con quelli della borgata dove abitavo, eravamo una trentina, tutti ragazzini e tutti piccoletti però c’erano anche quelli grandi, mi ricordo Mario er matto, er Cefaletto, i fratelli Roscetti, er Murena, ogni tanto veniva pure er Barone e noi “stavamo”  con loro. Arrivavamo allo stadio alle 10.00, vedere quell’enorme viale fatto di marmi bianchi con tutte quelle bandiere mi dava un senso di felicità che non si può spiegare.

I cancelli aprivano verso mezzogiorno o forse prima non ricordo bene, eravamo i primi ad entrare e prendevamo i posti anche per i grandi che venivano dopo. Ci mettevamo sempre dalla stessa parte alla stessa scalinata alla stessa altezza, in alto a sinistra vicino alla tribuna monte mario. Allo stadio ogni tanto c’era qualche scazzottata ma a noi non ci veniva a rompere le scatole nessuno perchè appena succedeva qualcosa si alzavano i grandi e nessuno veniva dalla nostra parte di muretto a darci fastidio, non so perchè (il perchè lo capii anni dopo), ma dalla nostra parte non ci veniva mai nessuno a fare a botte.

I biglietti li compravamo alla sede della Roma che stava al circo massimo, era un palazzo che faceva angolo, ci andavamo il lunedi mattina o il martedi non mi ricordo bene. Prendevamo il tramvetto da piazzale del Verano e arrivavamo li verso le due del pomeriggio, poi nel 1972 la Roma fece la tessera Junior Club così i biglietti noi ragazzini li pagavamo di meno

All’epoca la Roma non vinceva quasi mai, mi ricordo che l’allenatore era Oronzo Pugliese, poi venne il mago Helenio Herrera che ci fece vincere la coppa italia, conoscevo i nomi di tutti i giocatori della Roma, conoscevo il nome dell’allenatore e del presidente.

Oggi non so chi sia il Presidente della Roma, non conosco l’allenatore, i giocatori fanno tutti schifo tranne uno, e la Roma è diventata la Rometta.

Quando ero piccolo io, allo stadio ci portavamo le pagnottelle e giocavamo a carte aspettando la partita, ci divertivamo allo stadio.

Di quella Roma lì non è rimasto più niente, ma era meglio arrivare sesti con Oronzo Pugliese o con Gigi Radice che con uno sfigato perfetto sconosciuto.

Quando andavo allo stadio io, scrivevamo viva Roma abbasso Lazio.

Quando andavo allo stadio io, c’era Dante.

2 COMMENTI

  1. ciao faster,
    io al contrario tuo allo stadio ci andavo da piccolo e ci vado pure adesso. solo che quando ero piccolo io tu eri già pischello (sono di metà dei 70).
    ma anche quando ero piccolo io lo stadio era senza copertura etc. etc.
    il tuo racconto non fa una piega. anzi no, un paio di pieghe le fa e ci terrei ad appiattirle 🙂
    1) la roma non è di una banca: semplicemente la roma è partecipata da una banca, ma la banca è l’azionista di minoranza.
    2) la roma non è la rometta, o meglio: prima, quando tu eri piccolo, la roma era più rometta di adesso, solo che era un altro mondo ed anche un altro calcio, quindi sembrava tutto più bello. e forse lo era.

    sempre forza roma,
    ale

  2. Hai descritto un calcio che purtroppo non c’è più, che per età anagrafica non ho vissuto ma che tutti quelli “più grandi” mi raccontano con un po’ di nostalgia…
    Il calcio e lo stadio, si dice, è lo specchio della società in cui viviamo, senza valori, senza ideali, si è tutto trasformato in business e della passione è rimasto ben poco. Immagino che questo sia uno dei motivi, probabilmente non l’unico, che ti abbia portato ad altri interessi. Come sempre un ottimo post.

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