Atoms For Peace live Roma 16/7/2013

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Arriviamo mezz’oretta prima del concerto, il tempo necessario per mettere qualcosa sotto i denti, c’è molta gente, non

mi aspettavo tutta quella folla per un concerto minimale come l’esibizione degli AFP, sicuramente il richiamo di nomi quali Flea e Yorke hanno sortito il loro effetto.

L’aria è ricca di feeling, il pubblico è di quelli delle occasioni belle, è quello di chi aspetta di assistere a qualcosa di “diverso” qualcosa che gli regali energia e che renda sollecitazioni alle viscere.

La realtà infatti è esattamente quella, Thom che suona gli strumenti, (come scrive un utente su facebook) salta balla scherza con Flea che lo segue lo stimola lo spinge a quel gioco che è la musica, troppo sul serio si prende con i suoi Radiohead, qui lo trovo più libero con la mente meno occupata nel tentare di trasmettere tutto lo scibile musicale dei prossimi 10 anni.

Thom è tornato ragazzino perchè le partiture sono semplici quasi elementari, semplici basi e pattern che ossessivamente percuotono e pulsano attraverso tutto il campo dei galoppo.
Flea dal canto suo non si risparmia nemmeno un pò seppure i giri di basso siano facili riesce ad aggiungere quel tocco che solo gli ottimi musicisti hanno, suona e non suona e quando non suona salta, incita, stimola Yorke che si diverte a ballare fuori dal corpo in una danza poco sensata ma decisamente efficace, è brillante Thom come un ragazzino in piena tempesta ormonale.

I due giocano a farsi trasportare l’uno con l’altro, sono belli e si divertono tra quei ritmi semplici e quelle luci dannatamente perfette che non aspettano altro di essere accese e di fare da sparring partner alla band, il pubblico li ha capiti, li vede, li assapora e se li gode perchè si stanno divertendo e quando una band suona dal vivo e si diverte tutto riesce semplice come una sorsata d’acqua. Così anche quando per qualche momento va via la corrente sul palco e sono costretti a smettere di suonare, poco male perchè è divertimento anche quello, perchè Thom torna sul palco con un piccolo megafono che non sente nessuno cercando di scusarsi, ma è un attimo e poi tutto torna come era iniziato, forte e chiaro.

Un concerto che mi vedeva scettico perchè il disco non mi era piaciuto ma dal vivo suona tutta un altra cosa, un mondo sospeso tra terra e cielo dove il limbo sembra essere stato cancellato dalle note di pianoforte e dal basso che suona poco ma rilascia un diluvio di forza e sopratutto perchè i musicisti sono tornati ragazzini.

Prince Faster

1 COMMENTO

  1. elettronica con uno sguardo verso la musica etnica. semplice come idea ma eseguita dannatamente bene. Dalla nostra posizione era uno spettacolo anche Nigel Godrich ai pulsantoni.
    Alcune riarrangiamenti davvero azzeccati, specie i brani presi da “the eraser” che sono stati atomforpeaceizzati su ‘Harrowdown hill’ mi sono fomentato anche per come ballava Thom con la sua canotta rossa…
    Gran bella serata.

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