Mr.Bison – The Garden of Forgotten Dreams, la recensione
Il nome Mr. Bison altri non è che il principale antagonista della serie di videogiochi Street Fighter.
La mia prima recensione di un album dei Mr. Bison risale al 2020 < QUI la recensione>, il disco si chiamava “Seaward”. Quello fu un disco catartico, nonché punto di svolta, difatti dopo tre album fortemente influenzati dallo Stoner rock, cresce la voglia di evadere da certe dinamiche; “Seaward” fu il primo lavoro che puntò su un mondo musicale diverso, certo, hanno continuato a fiancheggiare lo stoner, ma sempre con meno evidenza, non a caso ” Echoes from the Universe” approda su continenti vicini alla psichedelia e al progressive rock/metal? Con questo nuovo Mr.Bison – The Garden of Forgotten Dreams, i Mr. Bison uniscono tutti i puntini della loro carriera come un puzzle ragionato e maturo, creando probabilmente l’album perfetto.
Prince Faster.
In realtà non sono mai stati un’entità incline ai compromessi. Chi segue il quartetto livornese/pisano fin dagli esordi sa bene come il loro percorso si sia evoluto da un uno stoner rock muscolare verso architetture sonore ben più complesse. Con The Garden of Forgotten Dreams, la band firma quello che si attesta senza riserve come il capitolo più maturo, sfaccettato e concettualmente ambizioso della propria discografia.
Sul piano strettamente strutturale, The Garden of Forgotten Dreams si sviluppa come una sorta di suite mascherata in cui i singoli brani in realtà non episodi isolati. La matrice stoner degli inizi sfuma progressivamente per fare spazio a metriche dispari, tempi composti e a forme armoniche che attingono a piene mani dal prog britannico dei primi anni Settanta, dalla psichedelia e dal krautrock più dilatato.
La cifra stilistica del disco risiede nel continuo bilanciamento tra l’impatto delle frequenze basse e un’apertura melodica di ampio respiro. Le chitarre abbandonano la pura saturazione per esplorare accordature aperte, riverberi ed effettistica analogica? Questo approccio permette ai synth e agli organi Hammond di ritagliarsi uno spazio primario nel contesto sonoro, creando contro-melodie che arricchiscono il mood armonico senza soffocare la spinta ritmica.
Dal punto di vista della produzione, l’album evidenzia una cura certosina nella gestione della registrazione. La sezione ritmica gode di un mixaggio pulito ma dotato di grande impatto: la grancassa e il rullante mantengono un timbro naturale, evitando la compressione invasiva tipica del modern metal.
Gli arrangiamenti sono caratterizzati da un sapiente uso del panning stereofonico, con chitarre doppiate che si aprono sui canali laterali lasciando al centro le frequenze fondamentali del basso e della voce. L’inserimento dei synth? – con timbri che richiamano il Moog e il Mellotron – aggiunge una dimensione ulteriore al sound: le frequenze acute dei lead analogici? Tagliano il muro di chitarre, creando un contrasto timbrico davvero efficace.

Estetica della voce:
La gestione delle linee vocali rappresenta uno dei punti di forza dell’opera. Anziché adagiarsi su registri aggressivi o sguaiati, la voce si muove su linee melodiche avvolgenti, spesso raddoppiate o armonizzate per terze e quinte.
La poetica vocale dei Mr.Bison – The Garden of Forgotten Dreams, si manifesta attraverso un canto contemplativo, rituale, che fluttua, senza essere mai invasivo. Le voci fungono da vero e proprio strumento aggiunto: i ritornelli si sviluppano attraverso temi prolungati ricchi di quel “vibrato naturale”, che ne prolunga la tensione armonica prima di risolversi sui cambi di tempo.
Tematiche e analisi dei testi
Dal punto di vista lirico, i testi di “The Garden of Forgotten Dreams” abbandonano la narrativa diretta in favore di un simbolismo figurativo ricco di metafore legate al mondo vegetale, all’archeologia dell’essere umano e ai cicli naturali.
Il “giardino” del titolo diviene una sorta di “teatro dell’assurdo” in cui giacciono le aspirazioni infrante e le proiezioni del subconscio. Le parole viaggiano per immagini e percezioni — luci fioche, rovine soffocate dalla vegetazione, maree temporali — invitando l’ascoltatore a un’immedesimazione concettuale piuttosto che alla semplice decodifica di una storia. È un testo filosofico sulla caducità e sulla persistenza del desiderio attraverso la nebbia dell’oblio.
Influenzario e riferimenti artistici
L’albero genealogico sonoro di The Garden of Forgotten Dreams affonda le radici in un terreno variegato e colto:
Dai Motorpsycho ed Elder è palese la capacità di sviluppare suite senza perdere il bandolo della matassa, mentre certe dilatazioni psichedeliche guardano direttamente ai Pink Floyd dell’era Meddle. Altra cosa interessante è l’uso delle tastiere dove la struttura richiama la scuola italiana degli anni ’70 (Goblin, Le Orme) intrecciata con l’eleganza compositiva dei Yes.
Ma senza alcun dubbio la matrice di partenza sono i Kyuss, Yawning Man, Sleep, Nebula e Monster Magnet.
Con questo lavoro, i Mr. Bison dimostrano che la scena italiana possiede la maturità, la forza e la perizia tecnica per competere ai massimi livelli internazionali, la band ha pubblicato un album destinato a chi ama davvero la buona musica.
Ascolta il disco in alta qualità Hi-Res 24-Bit 48 kHz – Stereo – Mr.Bison – The Garden of Forgotten Dreams
Mr.Bison Line up:
Matteo Barsacchi Chitarra Synth, Matteo Sciocchetto Voce basso, Davide Salvadori Chitarra synth, Lorenzo Salvadori Batteria.
Tracklist – The Garden of Forgotten Dreams
- COSMIC TIDE
- THE GARDEN OF FORGOTTEN DREAMS
- BRIGHT SHADOW
- ASTRAY
- TURN TO STONE
- THE SUNRISE
- RIVER MOAN
- OLD HUE
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