Mi sono innamorato subito degli islandesi Var e di “The Never​-Ending Year”, mi sono piaciuti così tanto che ho acquistato il loro vinile.

La band è in attività dal 2013 ed ha pubblicato già tre album ed un paio di E.P.

Sono sincero, non conoscevo i Var,  e come spesso mi accade li ho scoperti per puro caso, navigando a vista tra i marosi del web, mi sono apparsi come per magia, ed in effetti la loro musica è magia.

Si, ricordano i Sigur Ros, si è vero ricordano a tratti Steven Wilson, ma gli islandesi Var hanno un loro carattere musicale,uno stile di post rock non proprio convenzionale,  hanno una loro tempra stilistica, hanno la capacità di farti sognare, di far viaggiare la mente verso distese infinite.

Come un po tutti gli artisti islandesi, i Var sono capaci di trasmettere quel non so che di quiete e tranquillità, che manca sicuramente a tutti quelli che vivono il mondo in maniera frenetica e stressata, certo non è questo il periodo, però loro danno quel senso di pace interiore.

Riescono a scrivere tracciando spunti meravigliosi, dinamiche a volta aforistiche, impalpabili; Júlíus Óttar Björgvinsson ricorda innegabilmente Jónsi dei Sigur Ros, ma dalla sua ha uno stile meno “filosofico” e forse anche più descrittivo di Jonsi. E’ chiaro che il rimando è davvero immediato, ma non fatevi ingannare perché i Var riescono a regalare tanta passione e mondi che non sempre siamo in grado di immaginare.

Il disco è davvero coinvolgente, strano è il finale di “Highlands“, che rimane a mio avviso un brano incompiuto, peccato perché poteva essere uno dei momenti più alti di tutto “The Never​-​Ending Year“.

Il disco lo consiglio senza se e senza ma, e ritengo sia uno dei dischi più belli del 2020, perlomeno fino a questo momento.

Prince Faster

Var – The Never​-​Ending Year – Track List:

  • Moments
  • Fearless
  • Drowning
  • Run
  • By the ocean
  • Where to find you
  • Breathing
  • Highlands
  • Still I miss you

I Var – line up:

  • Júlíus Óttar Björgvinsson – Vocals, Guitar, Piano
  • Egill Björgvinsson – Bass, Synths
  • Arnór Jónasson – Guitar
  • Sigurður Ingi Einarsson – Drums