Vangelis è morto, l’artista è scomparso a 79 anni

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Vangelis è morto
Vangelis è morto, l'artista è scomparso a 79 anni

Vangelis è morto a 79 anni, a pochi giorni dal decesso di Klaus Schulze, un altro artista iconico della musica elettronica dei decenni scorsi, Evangelos Odysseas Papathanassiou conosciuto come Vangelis per complicazioni dovute all’infezione Covid 19. Ne ha dato annuncio il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis.

Vangelis inizia la sua carriera negli anni ’60 nella band psichedelica greca Aphrodite’s Child con Demis Roussos e Loukas Sideras che abbandona a valle dell’uscita del magnifico album concept “666” con l’attrice Irene Papas.

Vangelis è morto, un po di storia.

La sua carriera solistica si alterna fra produzioni di musica assoluta e la realizzazione di colonne sonore generando un originale filone di rock sinfonico elettronico con varie influenze.

Il suo primo album “solo” è “Earth” del 1973 a cui fanno seguito altri lavori di successo come “Heaven and Hell” (1975), “Albedo 0.39” (1976), “Spiral” (1977). Durante gli anni ’80 Vangelis collabora con il cantante degli Yes, Jon Anderson, e produce o arrangia vari artisti pop anche italiani.

Ma la sua fama la deve alle colonne sonore con le quali nel 1982 vince l’Oscar con “Chariots of Fire” e compone per Ridley Scott quello che resta il suo capolavoro assoluto “Blade Runner”.

La controversa storia della produzione di “Blade Runner”, con l’album uscito solo 12 anni dopo il film, non riesce a sminuire l’impatto che questa colonna sonora è riuscita ad avere nel tempo sia nella cultura pop ma anche nella costruzione di una nuova estetica della musica elettronica e ambient. La simbiosi fra la suggestione visiva delle immagini e il geniale quadro sonoro ideato da Vangelis diviene punto di riferimento sia per il cinema di fantascienza che per gli artisti elettronici delle generazioni successive.

Dopo l’Oscar la sua popolarità travalica i confini dei generi musicali e Vangelis viene chiamato a musicare momenti istituzionali come i Campionati del mondo di atletica leggera del 1997 o a comporre l’l’inno del Campionato Mondiale di calcio 2002.
Spesso Vangelis è stato erroneamente indicato come autore “new age”, un’etichetta assolutamente astratta con la quale si indicavano più generi musicali adatti al clima da meditazione da salotto in voga negli anni ’80.

In realtà Vangelis ha precorso generi e stili che hanno raggiunto una dimensione popolare solo decenni dopo. Tipico figlio degli anni 60/70 e del sinfonismo del rock progressive Vangelis fu sempre in bilico fra sperimentazione, classicismo, pop e contaminazione.
Le sue produzioni per il cinema vanno sempre contestualizzate nel clima della pellicola e solo in alcune realizzazioni, come “Blade Runner”, si lascia andare a sperimentazioni più azzardate.

Vangelis fu capace anche di muoversi in territori di confine fra generi e avanguardie come in “Beaubourg” (1978) o “Invisible Connections”(1985).
Attivo fino a pochi mesi fa, come dimostra “Juno to Jupiter“ del 2021, il suo ultimo lavoro ispirato a una missione Nasa, con Vangelis scompare un altro grande visionario della connessione invisibile fra suono e tecnologia.

Alex “Amptek” Marenga.

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Discografia essenziale:

1972 – Fais que ton rêve soit plus long que la nuit
1973 – Earth (Vertigo Records)
1975 – Heaven and Hell (RCA Victor)
1976 – Albedo 0.39 (RCA Victor)
1977 – Spiral (RCA Victor)
1978 – Beaubourg (RCA Victor)
1971/1978 – Hypothesis
1971/1978 – The Dragon
1979 – China (Polydor)
1980 – See You Later (Polydor)
1984 – Soil Festivities (Polydor)
1985 – Mask (Polydor)
1985 – Invisible Connections (Deutsche Grammophon)
1988 – Direct (Arista)
1990 – The City (Warner Music)
1995 – Voices (Warner Music)
1996 – Oceanic (Atlantic Records)
1998 – El Greco (Warner Music)
2001 – Mythodea: Music for the NASA Mission: 2001 Mars Odyssey (Sony Music)
2016 – Rosetta (Decca)
2019 – Nocturne: The Piano Album (Decca)
2021 – Juno to Jupiter (Universal Classic)

Colonne sonore:

1970 – Sex Power (Philips)
1973 – L’Apocalypse des Animaux (Polydor)
1975 – Ignacio – Entends-tu les chiens aboyer?
1976 – La Fête Sauvage (Sugar/Warner Music)
1979 – Opéra Sauvage (Polydor)
1981 – Momenti di Gloria (Polydor)
1983 – Antarctica (Polydor)
1992 – 1492: la conquista del paradiso (Atlantic Records)
1994 – Blade Runner (scritta nel 1982, ma pubblicata solo nel 1994. I brani “End titles” e “Love Theme” vengono pubblicati per la prima volta sulla raccolta Themes) (Warner Music)
2004 – Alexander (Sony Music)
2007 – El Greco
2012 – Chariots of Fire – The Play: Music from the Stage Show
2017 – Blade Runner 2049 (collaboratore e autore di alcune fra le musiche originali)