Megaupload, the day after.

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Tre giorni fa l’FBI ha chiuso i server del famigerato Megaupload arrestando i proprietari che rischiano fino a 50 anni di carcere

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, una ipotesi di condanna spropositata per il delitto commesso, forse Osama Bin Laden avrebbe preso qualche anno in meno.

A cascata tutti i portali di file Sharing hanno bloccato il download, si sono autochiusi o sono stati chiusi, mediafire, filesonic, fileserve, wupload, hotfile, uploaded, filejungle e tutti quelli che per anni hanno operato come piattaforme di stoccaggio dati si stanno adeguando alla nuova ondata repressiva, Filesonic pare sia stato denunciato dalle autorità inglesi, tutti gli altri aspettano solo l’evolversi degli eventi, intanto hanno creduto bene di cancellare i file che ritenevano illegali, hanno cancellato anche tutti gli account più “pericolosi” ma cancellare non serve a nulla visto che internet è come una lumaca lascia sempre una scia.

L’evento è di proporzioni planetarie e quello che accadrà nelle prossime settimane nessuno lo sa ma una cosa è chiara, si chiude un epoca, una partita che ha visto le stesse multinazionali andare a braccetto con queste piattaforme e ad oggi se le cose dovessero cristallizzarsi in questi termini sarebbe comunque una vittoria di Pirro.

Ma siamo proprio certi che questa operazione sia una cosa nata così solo per colpa di una denuncia da parte delle case cinematografiche e discografiche (che poi sono la stessa cosa) proviamo a fare qualche ipotesi.

L’ultimo bastione del download illegale fino a qualche anno fa era Emule, appena usciva un disco lo si trovava immediatamente downlodabile, anzi addirittura lo si trovava anche molto tempo prima dell’uscita ufficiale come era possibile? Fantasticando viene in mente che tali file venissero messi in rete prima dell’uscita ufficiale per testarne il gradimento, una sorta di indagine di mercato su quante copie stamparne in base al numero di download e ai commenti degli utenti.

Da qualche anno emule ha perso quote di “mercato” perchè sono nate come funghi piattaforme quali Megaupload ecc… queste piattaforme in realta nascono per scambio file all’interno di piccole aziende, con pochi soldi hai un server perpetuo e di dimensioni infinite, piano piano dai file di servizio e per lavoro qualcuno ha creduto bene di piazzarci su qualche disco, qualche file extra ed il gioco è fatto, dalle piccole aziende agli utenti unici e nasce la nuova rivoluzione del download, l’ennesima sul web,  una rivoluzione di dimensioni bibliche, è un contagio peggiore del virus ebola.

Da parte delle major molti mugugni molte dichiarazioni guerrafondaie ma pochi fatti concreti, perchè parliamoci chiaro, la veicolazione anche illegale di prodotti come i file musicali è tutta pubblicità gratuita, e poi è necessario abituare i navigatori a “scaricare” abituarli a compiere “il gesto meccanico”, un click e via si scaricano terabyte di musica, film e dio solo sa cos’altro, il download diventa una ossessione, una droga…una droga appunto! Fermiamoci qui.

Qualche mese fa scrissi proprio su queste pagine che le multinazionali alla data del 31 dicembre 2012 avrebbero smesso la produzione di CD fisici eccezion fatta per pochi cofanetti ed edizioni limitate, i CD non si vendono più da anni e la decisione di dismettere un supporto vetusto come il CD è stata molto tardiva, comunque per le major è un risparmio di danaro senza precedenti, niente più plastica, niente più grafici, niente più carta, niente più stampa di copertine, niente più stampa di CD, niente più costi di distribuzione, niente più resi invenduti, niente più magazzino, insomma costi zero, che in una fase economica come questa è una vera e propria manna dal cielo, certo a pensar male non si fa mai danno ma guarda caso siamo a gennaio, e a 12 mesi dalla fine del CD fisico arriva questo attacco senza precedenti alle piattaforme di file sharing, strano? Strano!

Una droga? Abituare il consumatore finale a consumare in maniera diversa lo stesso prodotto, un fast food questo è l’obiettivo, consumare file, scaricare senza tregua e da oggi si scarica solo a pagamento e solo sulle mie piattaforme al prezzo che dico io, perchè io facci cartello con tutte le altre piattaforme legali, perchè quindi decido io cosa, come e a che prezzo scaricare file a bassa qualità ad un prezzo spropositato per la mondezza che ti vendo.

L’altra faccia della medaglia è che finalmente i musicisti verranno trattati da musicisti e non da fancazzisti, verranno trattati come gente che lavora e che produce, che produce arte!!! e così come ogni altro lavoro deve essere pagato, come deve essere pagato il manovale, l’imbianchino il meccanico, perchè provate a chiedere ad un meccanico di ripararvi l’automobile gratis vediamo cosa vi risponde.

Ma i file dovranno essere ad alta qualità e non mp3, dovranno avere un prezzo onesto perchè i costi della produzione con l’abbattimento delle spese del CD fisico saranno bassissimi, non ci dovranno essere ne monopoli ne cartelli e un disco uscito mezzo secolo fa dovrà costare pochi euro perchè i Beatles oramai i costi di produzione e relativi guadagni, dopo 45 anni li hanno fatti.

Non mi sono mai piaciuti questi sceriffi col pistolone sopratutto se difendono ricchi pasciuti multimiliardari proprietari di multinazionali con il panfilo ed il conto corrente alla Cayman.

Come si evolverà la situazione non lo so, cosa succederà non lo so, cosa nascerà e se qualcuno si inventerà una tecnologia alternativa ai tanti “megaupload” non lo so, so solo che oggi il web è stato arrestato! un arresto planetario.

Io però mi ascolto il vinile, perchè vado ancora a 33 giri.

prince faster.

5 COMMENTI

  1. Compro musica in liquida da diversi anni, ma ti dico subito caro Prince che quello che non accettero’ piu’ in futuro ,dopo la chiusura di Megaupload, sara’ l’acquisto di un prodotto SCADENTE!!!! mi riferisco al livello qualitativo dei file che i portali “ufficiali” mettono in vendita (che non sono sempre eccelsi),se devo pagare 1 Euro (o addirittura 1,50 !!)per il download di un brano legale che sia almeno di 320 kbps o meglio ancora WAW o FLAC !!!!!!!!! (in passato ho comprato addirittura brani a 192 kbps !!!!! forse era quello il momento di far intervenire l’ F.B.I. !!!!!!
    Se dobbiamo pagare per un file legale DOBBIAMO PRETENDERE UN PRODOTTO DI ALTA QUALITA’ !!!!!!!!!!
    credo che sia il minimo di richiesta che le aziende del settore dovrebbero tener conto!!!
    (dovrebbero………).
    Un saluto
    Marco.

    • Caro Marco
      sfondi una porta aperta e concordo sul fatto che vendere file a 192kbps ad un euro e venti è una truffa bella e buona e li si che dovrebbe intervenire l’FBI , o un qualche istituzione anti truffa!!!!! ma guarda e ti dirò di più, io impedirei a tutti i portali ufficiali di vendere mp3, farei vendere solo lossy o flac o altro analogo formato dignitoso, ma non deve essere pagato più di 50 centesimi, un euro lo puoi pagare per file FLAC 24bit 96kHz studio master!!!! ecco in questo caso a mio avviso spezzeresti in due il download illegale, perchè quando uno è abituato ad ascoltare file a 256 e poi ascolta file ad alta qualità stai pur sicuro che cancella tutti i terabyte di zozzeria a bassa qualità che si era scaricato.

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