Non ci sono più le serie tv medical drama di una volta, e questo è un fatto; andare alla ricerca delle motivazioni che hanno causato questa grave mancanza è pressoché impossibile, possiamo però fare delle ipotesi.

La prima, il pubblico non ne può più, l’altra, non ci sono più idee, il mercato è saturo.

Tutto inizia più o meno negli anni 90 quando “E.R.: Medici in Prima Linea” sbarca sui canali Rai, era il 1996, ma la serie andava già da due anni sulle reti americane; la serie con George Clooney e Anthony Edwards è andata avanti per ben 15 stagioni.

Nello stesso periodo Mediaset ha cercato di contrastare la corazzata ER con “Chicago Hospital” sei stagioni, con Adam Arkin, Héctor Elizondo e Christine Lahti, ma contro la corazzata ER nulla poteva sopravvivere.

Da li in poi un fiume di ospedali, chirurghi, infermiere, tresche amorose, invidie, ricatti e dio solo sa che altro.

Le più famose oltre ad E.R. sono: l’infinita serie oramai divenuta una soap “Grey’s Anatomy” affiancata dallo spin off “Private Practice” scritte dalla “penna  d’oro” Shonda Rhimes.

Poi abbiamo il medico tossico più amato della televisione “Dr. House“, la strana me vincente “Royal Pains”, la noiosa “The Night Shift” o la parodistica “Scrubs – Medici ai primi ferri” o la truculenta “Code Black“, una bella intuizione dove purtroppo si è osato troppo poco è “The Good Doctor” che dopo un po diventa noiosa; meglio ha fatto “The Resident” con Matt Czuchry, avvocato in “The Good Wife”.

Ultima in ogni senso, è la nuovissima e italiana “Doc, Nelle Tue Mani” (16 puntate, ma solo 8 andate in onda causa covid), con un inguardabile Luca Argentero, affiancato da una schiera di attori da dimenticare, la serie è più lenta di una soap argentina.

Le serie tv medical drama sono morte!?!? Sono in rianimazione!? Chissà, solo Dr. House potrebbe sciogliere questa matassa, ma al momento Hugh Laurie, di tornare a fare il medico proprio non ci pensa, eppure sono certo che una nona stagione farebbe numeri pazzeschi.

In mancanza di altro mi sono trovato solo e spaesato in un mondo dove gli ospedali oramai li vedo solo dal vivo, e sono quelli della sanità italiana.

Essendo però io uno che non si arrende, ho scovato “Proof“. Si già vi sento; Proof è vecchia, hai scoperto l’acqua calda ecc… Sicuramente è così, ma “Proof” non la conoscevo e a dirla tutta mi intriga, ho visto solo due puntate di 10, perché poi la serie è stata cancellata visti i numeri di ascolti risibili.

Peccato perché l’idea non era male. Una chirurga di fama viene assoldato da un multi stra miliardario americano, per scoprire se dopo la morte c’è altro.

Iniziano le indagini alla ricerca della verità. Esistono mondi paralleli?!!? Esiste la vita dopo la morte? Un tunnel luminoso? una luce? E dopo la morte c’è altro? Oppure una volta morti, si è morti e basta!? Beh senza dubbio questa è la domanda che ci facciamo tutti da sempre. La serie viaggia tra un intervento impossibile, indagini al limite del paranormale, cinismo da parte della chirurga e viaggi nell’aldilà stile “Near Death Experience”.

Da vedere.

Prince Faster

Serie tv medical drama: la mia classifica

  • Dr. House – Medical Division
  • Code Black
  • Royal Pains
  • The Resident
  • Grey’s Anatomy (fino alla 7 stagione)