Elephant Stone – ASHA, il disco da ascoltare, recensione

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Elephant Stone - ASHA

Elephant Stone – ASHA, il disco da ascoltare, recensione

Con ASHA, il polistrumentista Rishi Dhir — anima del progetto originario di Montreal — firma uno dei momenti artistici più maturi della propria discografia. Il titolo reca in sé una duplice radice: rende omaggio alla madre scomparsa durante la fase di scrittura, ed evoca il significato sanscrito di “speranza”. L’opera si articola come un diario che dialoga con le estensioni di un presente socio-politico incerto.

L’impianto formale poggia su una riuscita sintesi tra la psichedelia di matrice anglosassone e la prassi esecutiva della tradizione classica indiana. Il sitar e la dilruba non hanno uno scopo meramente decorativo; al contrario, dettano le coordinate armoniche del disco, integrandosi con linee di basso di derivazione krautrock, pianoforti e ritmiche in tempo di valzer, come accade nelle geometrie di Sleepwalking In Prague. In brani come Parallel And Contrary Motion, il contrappunto tra le frequenze gravi del synth e l’ordito melodico crea un mondo trasversale tra le ritmiche in 4/4 motorik di stampo Krautrock, e decoro barocco.

Il timbro vocale di Dhir si mantiene asciutto, misurato, quasi a voler controbilanciare l’impatto strumentale. I testi affrontano la perdita personale attraverso metafore spaziali e temporali, passando dalla contemplazione all’invettiva sociale (Fascists Killed Yer Rock ‘N’ Roll). Si segnala la presenza di Amy Millan (Stars/Broken Social Scene) nella traccia conclusiva Spirit, Take Me Away, dove il dialogo a due voci aggiunge una linea drammaturgica di profondo respiro esecutivo.

Riferimenti e influenze L’asse sonoro si colloca esattamente all’intersezione tra le intuizioni dei Byrds dell’era raga-rock, le trame diafane degli Stone Roses, il pop psichedelico anni ’60 (Kinks, Beatles) e la lezione fusion dei raga indiani.

ASHA riesce a schivare la trappola del manierismo etnico grazie a un’architettura dei suoni credibili e a una produzione accuratissima. Pur mantenendo un legame viscerale con la forma-canzone psichedelica, il disco dimostra come l’integrazione tra timbri orientali e strutture pop-rock possa evolversi verso linguaggi complessi e lontani dai soliti moduli ritmici predefiniti.

Ascolta Elephant Stone – ASHA in alta qualità Hi-Res 24-Bit 48 kHz – Stereo

Elephant Stone – ASHA Track list:

  1. Here Comes The Rising Sun
  2. Everything Evil
  3. Fascists Killed Yer Rock ‘N’ Roll
  4. I Got A Pill
  5. Broken Arrow
  6. A Beautiful Fate
  7. Parallel And Contrary Motion
  8. Sleepwalking In Prague
  9. Spirit, Take Me Away (feat. Amy Millan)

Elephant Stone – Discografia essenziale:

  • 2009 – The Seven Seas
  • 2013 – Elephant Stone (Elephant Stone)|Elephant Stone
  • 2014 – The Three Poisons
  • 2016 – Ship of Fools
  • 2020 – Hollow
  • 2024 – Back Into The Dream
  • 2026 – ASHA

Line Up:

  • Rishi Dhir – voce, basso elettrico, sitar
  • Jean-Gabriel Lambert – chitarra, cori
  • Miles Dupire – batteria, cori
  • Stephen “Le Venk” Venkatarangam – farfisa, synth, cori

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