Steven Wilson To The Bone Recensione

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Steven_ Wilson_To_The_Bone 2017
Steven_ Wilson_To_The_Bone 2017

L’adagio è sempre quello: “scrivere di musica è come ballare di architettura”; mai frase fu più azzeccata e calzate, non a caso è farina di Dio Frank Zappa.

Alla luce di questa cristallina affermazione possiamo tranquillamente disquisire, ciarlare, straparlare di musica, e del nuovo disco di Steven Wilson “To The Bone”.

Sono noiose per chi le scrive, e lo sono anche per chi le legge, uno sterile, edonistico esercizio di stile che rasenta l’egocentrismo più devastante; ma per Steven Wilson farò un eccezione.

Forse perchè l’ho visto crescere, forse perchè ha fatto sempre dei grandi dischi senza sbagliarne mai uno, e forse non ha sbagliato neanche questo dal suo punto di vista, il mio invece è del tutto marginale.

Ho avuto paura che “To The Bone” fosse un pessimo disco in realtà non è così, “To The Bone” è un disco che raggiunge la sufficienza se lo paragoniamo agli standard della produzione Wilsoniana.

Lontani sono però i fasti di quel capolavoro che prende il nome di “Hand. Cannot. Erase”, li però parliamo di miracolo e di eccellenza vera e propria, un disco ispirato e magnifico.

To The Bone

“To The Bone” è molto più semplicemente un ottimo disco “pop” che si fa ascoltare con piacere tra un aperitivo e l’altro, una arlecchinata per dirla tutta, un buon patchwork senza una apparente logica, come appunto il carnevalesco abito bergamasco.

Steven si scansa e si frena, diventa addirittura minimal, frena i suoi istinti ultra progressivi tenendo a bada le dita sulla chitarra e sulle partiture.

Smette di scrivere quelle meravigliose, cervellotiche fughe musicali che lo hanno reso, a ragion veduta, una sorta di padreterno in terra. Si destruttura, immagino quindi che l’approccio a To The Bone deve averlo pensato con il freno a mano tirato; anche perché se così non fosse stato, non avrebbe potuto dare una tale visione così verosimile da far respirare quell’aria così tanto/ottanta.

Al di la del contestatissimo discotecaro divertissement Permanating, “To The Bone” è una Steven Wilson vulgata bella e buona, piazza qualche fracassonata qua e là dando la sensazione di un sound impegnativo, cosa che in realtà non è per la maggior parte del disco che, come dicevo, è un gran bell’album di musica pop (niente di male in questo), un omaggio musicale agli anni 80 progressive/intellettuale.

Steven Wilson: il ragazzo che piace

Piace parecchio al mondo di mezzo, che oramai vede in lui il menestrello strano ed eterno ragazzino, insomma un Harry Potter con la chitarra in mano.

Piace un po a tutti, a grandi e piccini, lui è un prezzemolino che gira come una trottola tra remaster di Frippettoniana memoria, e ipertrofiche collaborazioni, fino ad arrivare ad estenuanti tournée una volta con l’uno, un altra volta con l’altro, e poi anche con l’altro ancora.

Steven Wilson è al momento uno degli artisti più attivi sulle piattaforme social, da Facebook a Instagram, per passare a Twitter.

Come dicevo tempo fa, il ragazzo dovrebbe riposare, raccogliere le idee e, alla veneranda età dei 50 anni suonati, capire cosa fare da grande.

To the Bone Track List

To the Bone – Una bella apertura, forse il brano che preferisco ***
Nowhere Now – Un buon brano pop *°
Pariah – Brava Ninet Tayeb perché incarna la reale filosofia e l’intento di riportare alla luce e di omaggiare il prog/pop degli 80 **

The Same Asylum as Before – Prosegue quel voler rendere omaggio agli 80 *°
Refuge – Un gran bell’assolo di chitarra °°
Permanating – Dance 80 e anche fatta male °*
Blank Tapes – E non poteva mancare una lieta leggera sospirata ballad **
People Who Eat Darkness – Banalotta e senza sorprese *°
Song of I – Peter Gabriel stanco e imbolsito °
Detonation – Unica nota positiva di uno stralunato intruglio ***
Song of Unborn – Accordi appoggiati, tappetone e reverb come se non ci fosse un domani. Brano assolutamente telefonato. **

Prince Faster

Discografia solista

2008 – Insurgentes
2011 – Grace for Drowning
2013 – The Raven That Refused to Sing (And Other Stories)
2015 – Hand. Cannot. Erase.
2017 – To the Bone