Solchi Sperimentali crowdfunding per il DVD

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Solchi Sperimentali è un libro di Antonello Cresti pubblicato da Crac Edizioni nel 2014 nel tentativo di dare una visione del vasto panorama della musica sperimentale internazionale.
Malgrado i media tradizionali tendano ad ignorare il sottobosco underground ove vengono sperimentati nuovi linguaggi e nuove contaminazioni questo costituisce una vastissima area creativa ricca di produzioni e di personaggi .

Nell’autunno del 2015 Antonello realizza “Solchi Sperimentali Italia” mettendo in evidenza l’esperienza della musica di ricerca in Italia.

Il successo inaspettato di queste due iniziative ha indotto l’autore a tentare di realizzare un documentario che focalizzi tutto questo indotto anche attraverso il supporto audiovisivo, iniziativa alla quale hanno aderito oltre 200 artisti. L’operazione mette in luce un panorama straordinario, con innumerevoli sfaccettature, che propone artisti che restano abitualmente ai margini del panorama mediatico commerciale ma che costellano il territorio di iniziative culturali alternative. Ne parliamo direttamente con l’autore, Antonello Cresti.

D: L’iniziativa di cui parliamo fa seguito a due pubblicazioni dedicate alla musica sperimentale intitolate “Solchi Sperimentali” e “Solchi Sperimentali Italia” ci racconti come è nata l’idea e di quali sono stati i riscontri a questi tuoi due lavori

R: Il primo volume dei “Solchi Sperimentali” era nato con l’unico intento di condividere pubblicamente una serie di ascolti – il più trasversali possibili – con chi volesse leggere il libro. L’idea di cimentarmi in maniera più “militante” con la realtà italiana è nata dagli incontri che si sono succeduti subito dopo l’uscita del libro, e che mi hanno fatto pensare che sarebbe stato non solo bello, ma necessario, spendersi per documentare e promuovere la maggior parte possibile delle tante musiche altre del nostro paese. Da lì in poi non ci siamo più fermati…

D: Solchi Sperimentali è divenuto un vero e proprio brand che anima una serie di iniziative che prescindono la presentazione dei libri, ci spieghi le forme che sta prendendo e quale sviluppo avrà?

R: Mi fa sorridere che si usi l’espressione “brand”… Ma, tutto sommato, da inguaribile essoterico quale sono, è quello che volevo!  La musica è materia sempre viva; certamente si può e si deve analizzarla in sede critica, utilizzando gli strumenti della musicologia, della sociologia, della filosofia. Però, a mio avviso, non la si può “comprimere” in un discorso puramente teorico. Ecco perché ho pensato sin da subito che fosse molto più interessante, inclusivo, che le presentazioni del libro si trasformassero in occasioni di incontro anche con alcuni degli artisti di cui ho parlato. Da lì a immaginare dei veri e propri spazi performativi il passo è stato breve e la nascita del “Solchi Sperimentali Fest”, una serie di serate itineranti con esibizioni live è stata una ulteriore conseguenza.  Intendo proseguire con questa formula, proprio per dare continua linfa vitale alla operazione del libro.  Credo sia la giusta dimensione…

D: La musica sperimentale è una sorta di sottobosco ignorato dai grandi media quali proporzioni ha nel nostro paese e quale ruolo ricopre?

R: La musica di ricerca in Italia aveva ed ha un ruolo enorme, creativo, ma io mi spingerei a dire anche esistenziale. Ciò che me lo fa pensare è il fatto che nel nostro paese, non esistendo più zone grigie, ma essendo tutti schiacciati dalla melma del consumo ad ogni costo, l’idea che esista uno spazio di espressione altra è qualcosa di molto importante. E di musica di questo tipo in Italia se n’è fatta, ma ancora di più se ne fa oggi. Abbiamo una scena di grandissimo valore, nella sua varietà.

D: Il crowdfunding che hai lanciato ha come finalità la realizzazione di un film documentario proprio su questa area cosi eterogenea e articolata, ci spieghi come nasce l’idea, come sarà articolata e a cosa serve esattamente la raccolta di fondi che stai promuovendo

R: Subito dopo l’uscita del libro la gente ha cominciato a chiedermi se ci sarebbe stato un seguito… Detta così fa ridere, ma questo se non altro da l’idea di quanto dinamica sia la situazione musicale in ambito sperimentale.  Ho pensato sin da subito che l’unico seguito sensato sarebbe stato una sorta di fotografia dell’oggi, che seguisse la retrospettiva sul lungo termine del libro. Ecco l’idea del DVD. Quando ne ho parlato col regista, Francesco Paladino, abbiamo subito concordato che fare un tradizionale documentario non ci interessava. Non volevamo cadere nei soliti tranelli autoreferenziali dell’underground, inoltre volevamo anche noi sperimentare coi formati.  Ne è uscita fuori l’idea di usare la massa di materiali ricevuti all’interno di una cornice narrativa più tradizionale, che non respingesse l’utente magari non particolarmente attratto dalle musiche di cui parliamo. E’ un tentativo di sorridere un po’ di noi e di uscire dal ghetto. Abbiamo lavorato per 6 mesi facendo riprese, filmando concerti, lavorando sul materiale che ci hanno inviato: il crowdfunding oltre che per la stampa del doppio DVD servirà per sostenere un minimo tutte le spese affrontate e per restituire almeno qualcosa ai numerosi professionisti coinvolti a vario livello nella produzione del lavoro.

Alex “Amptek” Marenga

qui per aderire all’iniziativa:

https://www.musicraiser.com/it/projects/6650-solchi-sperimentali-italia-the-movie