Slowly Rolling Camera All Things recensione

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Slowly Rolling Camera
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Se dovessi tornare indietro di qualche settimana, questo sarebbe uno dei dischi che metterei nella lista dei migliori 5 album del 2016, purtroppo questo non è possibile senza una macchina del tempo a disposizione.

Gli Slowly Rolling Camera si formano nel 2013 a Cardiff, l’anno seguente pubblicano un E.P. con quattro tracce contaminato da jazz rock; il disco li fa conoscere un po in tutta Europa, girano per i palchi e suonando tantissimo, fanno esperienza (ma già ne hanno da vendere), prendono le misure tra la musica e l’esplosiva voce di Dionne Bennett.

Finalmente nel 2016 compongono “All Things” che diverrà uno dei dischi più belli dell’anno appena trascorso.

All Things è un disco che non lascia spazio a dubbi, sin dal primo brano si viene catapultati in un territorio poliritmico assimilabile all’arcaico mondo di madre Africa.

The Fix è un brano davvero fulgido e carico di passione, dove Dionne Bennett sfodera tutta la sua grinta mentre la band ruota attorno alle musiche più disparate, contaminazioni elettroniche, rimandi ad una immaginifica Attica Blues, mentre “Delusive” strizza l’occhio e la ritmica, alla Ju Ju music. Il legame con l’Africa è sempre più forte.

Oblivion è una canzone che resta sospesa e senza un punto di riferimento, senza una logica metrica, sorprende sempre di più Dionne Bennett mentre la band macina musica senza sosta.

“Room With A View”, un blues atipico che ovviamente non poteva mancare nella faretra dei Slowly Rolling Camera; apologia di un blues che sparisce per poi trasformarsi in qualcosa di diverso, di infinito, uno spaziale momento dove il sax prosegue il racconto che è un crescendo spettacolare, dove si moltiplicano le sovra incisioni della voce che danno una sensazione di grandiosità al tutto.

Poi la sontuosa “Scintillation” seguita da “High Praise”, impossibile fragorosa ballad che si trasforma in narrazione; mentre “Unsetting Sun” è uno dei due momenti di intimità, di quiete dopo una gragnuola di musica senza sosta, relax, vocalizzi estesi e dilatati.

“The Briink” torna a riaccendere il fuoco sacro dell’impossibile, il brano da nuova linfa e scuote l’anima. Adrenalina pura iniettata nelle orecchie, dove di nuovo si ricostituisce quel sommovimento ai limiti del dadaismo che rende inquietante e ricco di feeling il brano.

“All Thing” si chiude con la title track; un ultimo sguardo riflessivo avvolto da un aura quasi ascetica, il degno epilogo che sazia mente e cuore.

Un disco  perfetto sotto ogni punto di vista, caratterizzato da eccellenti arrangiamenti dove i contrappunti delle voci si incastrano alla perfezione nel tessuto sperimentale/jazz/elettronico dell’opera.

Il disco è uscito in tutti i formati, vinile compreso.

Gli Slowly Rolling Camera amano: Cinematic Orchestra, Submotion Orchestra, Oddarrang, Portishead, Radiohead, Zero 7 & 4 Hero, vi pare poco?!?!

Prince Faster

Line Up:

Dave Stapleton
Deri Roberts
Elliot Bennett
Dionne Bennett

Track List: (Edition Records)

1. The Fix
2. Delusive
3. Oblivion
4. Room With A View
5. Scintillation
6. High Praise
7. Unsetting Sun
8. The Brink
9. All Things