Radiohead live Firenze Visarno 14 giugno 2017 il report

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Radiohead Firenze_14_06_2017

Ci sono degli eventi a cui è impossibile sottrarsi. Le vicissitudini della vita non riescono a farci deragliare da un cammino che sembra essere parte di un destino inevitabile.

Biglietti acquisiti con mesi di anticipo, malgrado eventi collettivi e personali che hanno portato centinaia di persone a rinunciare, non dirottano gli “eletti” dal percorso che conduce fino all’Ippodromo del Visarno.
Un prato piatto e disadorno che, sotto il sole soffocante di giugno, ha accolto i 50mila predestinati, attratti da un magnetico e invisibile richiamo come i contattisti di “Incontri Ravvicinati” verso la Devils Tower.

James Blake e i Junjun.

Il più visionario e originale gruppo del rock contemporaneo, i Radiohead, il 14 giugno 2017 ha messo in scena una performance straordinaria che ha letteralmente ipnotizzato decine di migliaia di seguaci .
Preceduto dallo straripante esperimento multiculturale di Jonny Greenwood, i Junjun, e da un monocorde e statico James Blake, forse inidoneo ad una location cosi dispersiva, il sestetto guidato da Yorke e Greenwood ha eseguito un concerto impeccabile che ha messo in mostra la multiformità delle idee e dei linguaggi sonori posti al servizio di una scrittura elegante ed originale.

Il Concerto dei Radiohead

Forse “ringalluzzito” dalle aspre polemiche con Roger Waters, le Cascine hanno ospitato un Thom Yorke nella massima forma e una band potente portatrice di sound originale e con pochi rivali in circolazione.
Gli incroci psichedelici delle parti di chitarra, le manipolazioni vocali in real time, il sapiente uso dei piani sonori, della dinamica e dei reverberi restano caratteristiche fondamentali dei Radiohead sia versione studio ma soprattutto live.
Strategico è il ruolo di Jonny Greenwood e delle sue manipolazioni al timbro della chitarra, alle voci e ai sintetizzatori ma nel live si è dimostrata importante anche la precisione della sezione ritmica.

I Radiohead si sono permessi di iniziare il concerto con un brano lento e straniante come “Daydreaming” e a seguire tre brani dall’ultimo album “A Moon Sharped Pool”: “Desert Island Disk” e “Ful Stop”.
Poi, inaspettatamente, sconvolgendo le scalette trapelate delle precedenti esibizioni del tour la band ha proposto brani provenienti da varie fasi storiche, talvolta con arrangiamenti rinnovati.
Ben cinque brani da “Ok Computer”, appena ristampato in versione celebrativa: “Airbag”, “Lucky”, “Paranoid Android”, “Let Down” e “Karma Police” che ha chiuso il concerto nel coro generale del pubblico.
Il gruppo ha ampiamente attinto al proprio passato offrendo versioni indimenticabili di “Pyramid Song” e “Everything In Its Right Place”  realizzando probabilmente la scaletta perfetta a rappresentare una storia cosi importante (che ha subito ulteriori modifiche poi a Monza).
Il light show è stato contenuto e i visuals forse un po’ minimali, concentrando tutta l’attenzione dell’audience sulla musica.

Radiohead firenze

L’organizzazione

In un contesto musicalmente cosi raffinato è risultata lampante l’inadeguatezza della location e dell’organizzazione dell’evento, anche per quanto riguarda le attività esterne alla struttura di indirizzamento degli spettatori e delle auto a carico del Comune.
La non-struttura dell’Ippodromo, a fronte anche dello specifico video show proposto dai Radiohead, ha di fatto reso difficile agli spettatori distanti dal palcoscenico un corretta fruizione dello show; decine di migliaia di persone disseminate lungo il prato senza l’uso di spalti rialzati, come avviene invece in uno stadio, che avrebbero consentito una minima visione anche a distanza.

Il minuzioso controllo agli ingressi, giustificato dalle misure antiterrorismo, è sembrato concentrarsi sulle bottigliette che il pubblico ha dovuto poi riacquistare all’interno della struttura secondo il perverso meccanismo dei token.
I Token, difatto la moneta corrente all’interno del perimetro, era costituiti di gettoni azzurrini acquisibili nel quantitativo minimo di 5 alla modica cifra di 15 euro anche per potersi approvvigionare di una semplice bottiglietta d’acqua. Non abbiamo le competenze per analizzare la legalità fiscale o giuridica del metodo token, che riteniamo moralmente ed eticamente inaccettabile. Bizzarra anche la presenza all’interno di bibitari abusivi.
Assente qualsiasi organizzazione interna ed esterna a fine concerto, al momento del deflusso del pubblico che in vari momenti si è trovato in situazioni di calca pericolose che solo grazie all’ intelligenza e all’autodisciplina degli spettatori non si è trasformata in tragedia. Senza percorsi privilegiati e sicuri per i disabili.

Latitante l’amministrazione renziana della Città di Firenze nell’accoglienza delle consistenti masse di pubblico sia con i mezzi pubblici che in auto in una situazione che ha paralizzato la città anche di notte.
Mentre i beoti della politica e i loro portaborse mediatici blaterano di sicurezza i cittadini avvertono anche in situazioni come questa quale siano i fatti reali.
Ipocrita e faziosa anche la critica musicale ufficiale che non ha speso una parola sulle carenze organizzative e sui disagi sofferti dal pubblico e dai cittadini di Firenze.

Alex Marenga 

line up:

Thom Yorke – voce, chitarra, pianoforte, tastiera, basso
Jonny Greenwood – chitarra, tastiere, sintetizzatore, pianoforte elettrico, onde Martenot, pianoforte, organo
Ed O’Brien – chitarra, batteria, percussioni, cori
Colin Greenwood – basso, tastiere, sintetizzatore, percussioni
Philip Selway – batteria, percussioni, cori
Clive Deamer – batteria

Tracklist:

1. Daydreaming
2. Desert Island Disk
3. Ful Stop
4. Airbag
5. 15 Step
6. Myxomatosis
7. Lucky
8. Pyramid Song
9. Everything In Its Right Place
10. Let Down
11. Bloom
12. Identikit
13. Weird Fishes/Arpeggi
14. Idioteque
15. The Numbers
16. Exit Music (For A Film)
17. Bodysnatchers
[bis 1]
18. You And Whose Army?
19. 2+2=5
20. There There
21. Paranoid Android
22. Street Spirit (Fade Out)
[bis 2]
23. Lotus Flower
24. Fake Plastic Tree
25. Karma Police

 

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