La fine del monopolio dei network radio televisivi ora c’è il web

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Le radio libere.

Nel 1976 arrivò una decisiva sentenza della Corte Costituzionale, (n. 202 del 28 luglio 1976) che liberalizzò la trasmissione via etere in ambito locale da parte di privati.

Fu così che in tutta Italia nacquero centinaia di emittenti libere locali, si perché fino ad allora la possibilità di trasmettere era appannaggio della sola Rai.

In quel periodo, l’emittenza era una sorta di far west, in molti casi si arrivò alle mani, si arrivò addirittura a bruciare postazioni, trasmettitori ed antenne.

Poi la legge ci mise una pezza e regolamentò definitivamente l’FM.

Nel corso degli anni però, gruppi editoriali sempre più agguerriti e carichi di soldi, comprarono (cosa non del tutto legale) frequenze in tutta Italia diventando dei veri e propri network nazionali; quindi l’emittenza privata (le famose radio libere), se togliamo alcune sacche di resistenza, cessò di esistere.

Internet cancella il monopolio

La tecnologia però non si ferma, e la tecnologia per quanto in mano a multinazionali, ha fatto si che quelle che una volta erano le radio libere, sono oggi tornate a trasmettere, non nell’etere, ma attraverso il web.

Fino a poco tempo fa, tale rivoluzione era legata al solo ascolto tramite una connessione casalinga, in quanto gli abbonamenti telefonici mobili avevano un traffico dati molto limitato e peraltro costosissimo.

Oggi però l’ingresso a gamba tesa del ben noto operatore telefonico francese, sta spazzando via questa limitazione, difatti ora, tutti gli operatori di telefonia mobile si stanno standardizzando su pacchetti che superano i 50 giga di traffico, nel 2019 dai 50GB si passerà ad oltre 100 GB di traffico dati.

Internet nei prossimi due anni.

Grazie alla poderosa spinta delle maggiori piattaforme di intrattenimento su internet, secondo il Mobility Report di Ericsson, nel 2019 ci saranno le prime offerte di connessione 5G, in Italia la rete super veloce arriverà invece nel 2020, i principali competitor del settore sono già pronti con offerte flat, ovvero, traffico dati illimitato in 5G.

Le piattaforme digitali e la tv generalista.

Se analizziamo il mercato delle piattaforme di intrattenimento, abbiamo: un massiccio esodo di utenti dalla televisione generalista tradizionale, verso le piattaforme web (emblematico è ad esempio Dazn nel calcio), film, serie tv, sport documentari, giochi on line, tutto questo sta avvenendo ora, e sono milioni gli utenti che, stanchi della solita solfa televisiva imbottita di pubblicità, hanno spostato il loro interesse verso tali tecnologie; alla fine le TV generaliste saranno solo un lontano ricordo, saranno dei dinosauri bolsi e stanchi, mentre saranno le piattaforme web che renderanno la visione e l’intrattenimento diverso, altro, trasversale e competitivo per tutti, permetteranno a tutti, di vedere o ascoltare ciò che offrono queste nuove tecnologie.

Le radio libere sono tornate.

Parliamoci chiaro, uno switch off (come fu per la televisione), dall’effemme verso il DAB (da non confondere con il web), probabilmente non ci sarà, le due tecnologie saranno parallele, ora però alla luce di quanto detto, anche il DAB sembra essere una tecnologia obsoleta rispetto al web, costi pachidermici di gestione, (immaginate quante centinaia di trasmettitori FM possiede un network per coprire un paese come l’Italia) con il DAB sarà la stessa identica cosa, cambia la tecnologia, ma i trasmettitori (quelli che consumano gigawatt di corrente), saranno gli stessi, anzi, le emittenti dovranno acquistarne di nuovi, vista la nuova tecnologia.

La radio web invece ha costi di gestione ridottissimi, nessun trasmettitore, niente più consumi di gigawatt, basterà un modem ed un hosting su cui piazzare il proprio segnale.

Grazie ai costi oramai ridottissimi (5/7 € al mese X 50/70GB di traffico dati, quindi pochi centesimi al giorno) la radio web la si può ascoltare tranquillamente in macchina ad esempio, e senza affrontare spese assurde e le radio web adesso, finalmente, sono il presente.

Le emittenti Fm, i network, sono già ora dei dinosauri bolsi e stanchi, nessuna novità, poca creatività e musica quantomeno discutibile, per cui il monopolio di pochi crollerà a favore di una vera e propria rivoluzione e libertà d’espressione.

Una fucina di creatività, un mondo dove ci sarà (già ora) una gran quantità di scelta, musiche di tutti i generi e senza confini, dove ogni utente potrà scegliere, decidere, cosa o chi ascoltare, la radio on line è oggi fantasia al potere.

La radio web non è più cenerentola, ora è regina.

Pensate che tutto ciò sia fantascienza?

Prince Faster.