La mitica colonna sonora di Ghost in the Shell del 1995

La colonna sonora dell'anima "Ghost in the Shell" rilanciata grazie alla nuova versione cinematografica americana.

0
791 views
18689

Mentre è in uscita nelle sale la versione cinematografica diretta da Rupert Sanders del mitico anime “Ghost in Shell” il pubblico del web e dei social si scaglia contro la versione remix del tema originale realizzata da Steve Aoki.
Il remix di Aoki riduce la grande suggestione corale del tema dell’anime del 1995 a un campione alquanto banalizzato dalla sua versione dubstep commerciale. Questo pone il problema di come il cinema hollywoodiano riproponga opere di altre cinematografie, un po’ per adattarle ai gusti del pubblico anglofono un po’ nell’ottica trovare continuamente nuove storie da inserire nel proprio tritacarne produttivo, schiacciandole nella logica in cui il recupero di costi vertiginosi si interseca la volontà di raggiungere grandi profitti.

La storia di “Ghost in the Shell” inizia nel 1989 con il manga di Masamune Shirow a cui l’autore fa seguire o “Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor” (2003) e “Ghost in the Shell 2: Man Machine Interface”(2001).
Con l’anime del 1995 diretto da Mamoru Oshii, con la splendida colonna sonora di Kenji Kawai, “Ghost In The Shell” diviene un cult intergenerazionale di portata mondiale.
Al film d’animazione fa seguito, nel 2004, “Ghost in the Shell – L’attacco dei cyborg” (Ghost in the Shell 2: Innocence ) dello stesso regista e, tra il 2002 e il 2013, ben tre serie televisive d’animazione.

“Ghost in the Shell” si annovera quindi tra i capolavori della narrazione di animazione nipponica

ed è necessario soffermarsi anche sul grande lavoro di Kenji  Kawai sulla colonna sonora, una suite elettronico orchestrale caratterizzata dalle suggestione corali che nascono dall’intenzione dell’autore di fondere le atmosfere dei cori bulgari con la tradizione giapponese. Ci auguriamo che l’uscita di questa pellicola interpretata da Scarlett Johansson rimetta a fuoco anche il lavoro di Kenji Kawai, come sembra dalla visione dell’evento di Tokio a cui, oltre al regista e alla protagonista, hanno partecipato anche il vate del cinema giapponese Takeshi Kitano e lo stesso Kawai.