Il gettone telefonico e quando il mondo era analogico

0
1.221 views

Io faccio parte dell’ultima generazione nata in un mondo totalmente analogico.

Molti di coloro che leggeranno questo articolo sicuramente non sapranno cosa sia il gettone telefonico. Bene.

Il gettone telefonico era “un disco di metallo utilizzato per il pagamento delle telefonate effettuate da telefoni pubblici, ed era fatto di alpacca (lega di rame, nichel e zinco) o in bronzo. (Fonte Wikipedia)

Parlare del gettone telefonico è parlare degli anni in cui i device ancora non esistevano, quindi non esistevano nemmeno i telefoni cellulari.

Negli anni sessanta/settanta il telefono che tutti avevamo in casa era il famoso “grigione”, prima ancora c’era quello nero in bachelite che si inchiodava al muro, perché all’epoca non esistevano nemmeno gli stop per cui si doveva fare un vero e proprio lavoro in muratura.

Senza dubbio gli anni 70, perché è di questo periodo che vi voglio parlare, erano molto più lenti, tranquilli, nonostante le sommosse politiche le brigate rosse, quelle nere, i morti, le stragi, ecc..

Negli anni 70 tutto girava più lentamente, tutto era più a misura d’uomo, si perché l’uomo è analogico per natura, e la natura, che è anche lei analogica, era più o meno in armonia con il tutto che la circondava.

Detto questo, va detto che la vita dal punto di vista della comunicazione era molto più semplice e diretta.

Vi siete mai chiesti come facevamo a comunicare!? come facevamo ad intrattenere rapporti interpersonali multipli? Come facevamo a darci appuntamenti, incontrarci, vederci?!

Le dinamiche erano semplici ed efficaci, alle 20.00 si rientrava a casa e si chiedeva a madre, zia sorella “a Mà che m’ha cercato qualcuno!?”, così madre , zia, sorella ti facevano l’elenco di chi ti aveva cercato, quindi ti mettevi al telefono e chiamavi tutti, si cominciava a telefonare o si aspettavano le telefonate fino verso le 22.00, poi si usciva.

Chi non poteva rientrare a casa, o chi rientrava in ritardo sapeva sempre, e dico sempre, dove incontrare le persone che doveva incontrare, si perché all’epoca gli appuntamenti venivano presi con giorni, o addirittura settimane di anticipo, e all’appuntamento preso dieci giorni prima, ci si andava, punto e basta, era una cosa dogmatica.

Ebbene si, in quel periodo era tutto molto più semplice, più chiaro, più creativo perché le cose te le dovevi inventare, avevi in tasca un portafogli grande come un radiatore della fiat 850 dove dentro c’era tutto il mondo, (oggi in uno smartphone c’è tutto) l’agendina con i numeri telefonici, che comunque se te la dimenticavi, la capacità mnemonica ti aiutava, perché certi numeri, quelli importanti te li ricordavi, che ne so, zia Marisa, oppure “olimpico stadio” oppure “numero di casa”, o i numeri delle fidanzate, quelli degli amici più stretti.

Oggi invece e sono sincero, non ricordo neanche il numero di cellulare di mia madre, però mi ricordo ancora perfettamente il numero di casa dove vivevamo negli anni 70, non ci credete!?!? eccolo qua 431511, certo era facile, erano sei cifre, però ancora me lo ricordo.

Quando il mondo era ancora analogico, c’era bisogno di borse o tasche capienti, perché se volevi ascoltare musica dovevi avere il walkman, se volevi ascoltarla in macchina dovevi avere lo “stereo nella macchina”, quello che si sfilava e che dovevi portarti dietro tipo valigia, poi l’orologio, poi la macchinetta fotografica; per non parlare della televisione, era grande, era a valvole o a transistor e pesava tantissimo, oggi un film te lo guardi sullo smartphone che pesa zero.

Negli anni 70 non c’erano gli apericena ma solo le cene, non c’erano gli aperitivi ma solo le bevute, non c’erano i live set ma solo le discoteche, non c’erano i social ma solo le comitive, i baretti, i muretti, le bische, le zone o i posti dove incontrare le persone faccia a faccia, parlarci, scherzarci, non c’erano gli mp3 ma solo i dischi o le cassette.

Negli anni 70 non c’erano le email ma solo le lettere o le cartoline, per cui scrivere e spedire una lettera era una specie di rito, e la lettera arrivava e veniva letta, la lettera veniva, in alcuni casi, conservata gelosamente e la si leggeva e rileggeva per anni, non c’erano le foto digitali ma solo le macchinette fotografiche, ed era una gioia quando andavi dal fotografo a ritirare le foto delle vacanze o di un concerto, era una sorpresa continua, e quelle foto te le conservavi gelosamente perché non avevi terabyte di file, ma solo una scatola di cartone con le foto che guardavi e riguardavi assieme agli amici.

No, non sto facendo apologia degli anni 60 o 70, è evidente che oggi la tecnologia ha reso tutto più semplice, più immediato, più “smart”; oggi uno smartphone rende la vita più semplice, li dentro c’è tutta la tua vita, ma se te lo perdi sei morto.

Ieri, quando dovevi telefonare c’era la cabina o il telefono al bar, perché tu avevi sempre un gettone in tasca, perché il gettone del telefono non lo si negava a nessuno, perché il gettone era la consapevolezza di avere sempre qualcuno da chiamare, perché il gettone telefonico era analogico, come gli esseri umani.

Oggi però con uno smartphone ci si fa di tutto, tranne telefonare.

Prince Faster