Grace Cummings – Bloodhorse! Album da non perdere

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Grace Cummings - Bloodhorse! Album da non perdere

Grace Cummings – Bloodhorse! La recensione

“Bloodhorse!” è il quarto, sontuoso album della dotatissima cantautrice australiana Grace Cummings, che, con questo lavoro, firma un’opera di rara intensità e potenza espressiva, dove il suo stile profondo ed appassionato trova una sintesi perfetta con arrangiamenti cinematic e venature gospel-soul. Il disco si sviluppa come una cavalcata imperturbabile e gloriosa da brividi, evidenziando una maturità artistica che va ben oltre la semplice continuità stilistica rispetto ai suoi lavori precedenti; due brani su tutti svettano e potrebbero diventare le songs dell’anno? Un blues struggente come “My Island And Me” e “The Magnum Opus of The North is a Cowboy Boot“.

I pilastri dell’album poggiano su una struttura decisamente impegnativa, dove le sezioni d’archi sono il vero cardine dell’opera, risultando imponenti ed epici; le chitarre sono presenti ma mai invadenti, lasciando ampio spazio al mondo evocativo degli archi e della voce straordinaria di Grace Cummings. Dal punto di vista della struttura creativa, le tracce abbandonano la forma canzone tradizionale per abbracciare percorsi armonici che evocano, in alcuni passaggi, addirittura John Barry. Le scelte del missaggio privilegiano la tridimensionalità degli strumenti acustici: l’uso dosato dei riverberi creano una spazialità verso l’infinito, dove l’organo Hammond e i fiati d’ispirazione soul, puntellano i momenti di massima tensione.

Il timbro di Grace Cummings è il vero baricentro del disco. Dotata di un’estensione vocale impressionante, la cantautrice impiega un’impostazione quasi viscerale e spesso teatrale, viaggiando tra sussurri d’aria in basso registro e acuti graffiati al limite della rottura fonatoria. Nell’album non c’è traccia di correzioni digitali: la resa è organica, imperfetta e istintiva. La sua voce poetica e potente, trasmette una carica sacrale e profana allo stesso tempo, capace di sostenere la traccia lirica con una modulazione dinamica impeccabile.

…”Credo che gli strumenti a corda come violoncelli, viole e violini abbiano una profondità emotiva tra le più intense che io possa immaginare…”.

Il mondo visionario e drammatico di Grace Cummings, ricorda Tim Buckley, o la teatralità senza filtri di Nina Simone, ma ritroviamo anche gli echi delle partiture orchestrali dei Bad Seeds di Nick Cave, unito alla maestosità timbrica di Van Morrison del periodo di Astral Weeks. Echi del folk apocalittico di Karen Dalton con l’ambizione sinfonica del soul degli anni Settanta (dalle produzioni di Isaac Hayes a David Axelrod).

I testi di Grace Cummings – Bloodhorse!, affrontano temi quali la mortalità, della catarsi e del legame viscerale con la terra. La scrittura evita le scorciatoie metaforiche più stanche, per adottare un registro espressivo vicino alla poesia visionaria di William Blake: immagini di carne, polvere, cavalli in fuga e redenzione spirituale. Laddove il testo assume forma concreta e fisica, lo specchio di un’urgenza espressiva che non concede nulla alla superficialità, paradigmatico è, tra gli altri, il brano/omaggio dedicato a John Lennon: “John, the war still isn’t over. Even though we want it gone. But we’ve still got The Rolling Stones. They’re just in need. Of a rolling rhythm”.

Perché dal punto di vista squisitamente acustico, il disco di Grace Cummings – Bloodhorse! suona così bene?? Semplice, perché la produzione è stata affidata a Jonathan Wilson, (già nel precedente “Ramona”), lo stesso che ha prodotto, tanto per citarne alcuni, i dischi di:  Roy Harper, Conor Oberst, Father John Misty, Karen Elson, Bonnie ‘Prince’ Billy ed altri.

 “…Jonathan è un tipo analogico. È così che tutto viene registrato e ascoltato, sai, proprio tutto, persino i sintetizzatori, li registriamo manualmente al giusto tempo mentre vengono incisi sul nastro. Ma anche se è analogico, è anche un appassionato di hi-fi. E questo mi piace molto, perché tutto è reale, anche se non sembra, tranne una cosa nell’album, e sì, voglio ascoltare qualcosa come se fosse un album. Non voglio ascoltare le cose come dovrebbero essere su un computer…”.

Un album davvero splendido, completo e superbo. C’è una sola cosa che non riesco a capire: cosa c’entrano quei 45 secondi di “Bloodhorse! (take two)”, un giorno o l’altro me lo farò spiegare.

P.F.

Grace Cummings – Bloodhorse!  Tracklist:

  1. The Hills are Alive with the Sound of Morphine
  2. My God
  3. Paradise
  4. FAKE
  5. Bloodhorse!
  6. Bloodhorse! (take two)
  7. I’m Not Crazy
  8. John Lennon
  9. WITCH! WITCH! WITCH!
  10. My Island and Me
  11. The Magnum Opus of the North is a Cowboy Boot
  12. See you in Fifty Years

Ascolta Grace Cummings – Bloodhorse!  in qualità Hi-Res 24-Bit 96 kHz – Stereo

Discografia essenziale

  • Refuge Cove 2019
  • Storm Queen 2022
  • Ramona 2024
  • Bloodhorse! 2026

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