Gardenjia da Brindisi oltre il metal c’è Machina Dei recensione

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Gardenjia_Machina Dei_2018

Avete presente quando un cataclisma vi travolge!? immagino di no per vostra fortuna.

La sensazione che però ho avuto nell’ascoltare “Machina Dei“, con tutta probabilità si potrebbe avvicinare all’esperienza cataclismatica.

I brindisini Gardenjia in questo secondo album abbandonano, perlomeno in parte, la tecnica ipertrofica che li aveva contraddistinti in “In Dreams” e iniziano un percorso evolutivo/mutazionale teso a stravolgere il concetto stesso di virtuosismo musicale fine a se stesso, e quindi da formazione prettamente metal ortodossa vicina a band tipo SikTh o Animals As Leaders, affrontano una nuova tematica musicale che è quella dell’uso di frammentazioni e partiture decisamente aliene, inoltre in “Machina Dei” persiste una definizione più netta del progetto.

Emblematiche sono ad esempio le tracce 2, 6, 11 che a mio avviso sono dei punti fermi imperativi.
Vanno inoltre segnalate alcune splendide versioni di: “Calling You” di Javetta Steele, e Viento e Terra” di Pino Daniele, brani pubblicati nel 2017.

“Machina Dei” è davvero l’apoteosi dell’evoluzionismo metal.

Prince Faster

https://www.facebook.com/GARDENJIA

Gardenjia Line Up:

Giuseppe Miglietta: guitars, synths
Antonio Martire:drums synths
Raffaele Galasso: voice, guitars, synths, mix\mastering