Einstürzende Neubauten al Postepay Rock in Roma 2017

Il ritorno della mitica formazione industrial a Roma

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Gli Einstürzende Neubauten sono tornati a Roma con un live antologico, come è del resto il loro ultimo lavoro “Greatest Hits”. Un bilancio degli ultimi anni di carriera basati sulla formazione consolidatasi dopo l’ingresso del percussionista Rudolf Moser e dal chitarrista Jochen Arbeit (Joachim Stezelczyk) .
Il gruppo , dopo la dipartita del bassista Marc Chung e del geniale F.M. Einheit, ha trovato la sua nuova stabilità stilistica sul rapporto fra suono e silenzio e su una scrittura più stabile e strutturata, dove la voce di Blixa Bargeld (Christian Emmerich) diviene il centro dei nuovi equilibri su forme canzone maturate anche grazie alla collaborazione con Nick Cave.
Dopo gli anni del rumorismo concettuale e industriale sul quale la voce ottemperava ad un ruolo quasi esclusivamente narrante in una cornice di teatralità espressionista post-industriale, gli Einstürzende Neubauten trovano nella costruzione compositiva adottata un nuovo equilibrio.
Ma l’epica metalmeccanica a cui si riferisce l’incedere dei metalli, dei tubi, delle taniche, delle molle è ormai evocativa di una fase storica ascrivibile alla seconda metà del XX secolo, non ha più il grande potenziale emozionale e rivoluzionario degli anni 80, il mondo post-industriale si muove nell’universalità del virtuale e del digitale. Dopo il monumento industriale dedicato al dramma della prima guerra mondiale realizzato con il grandioso affresco teatrale di “Lament” gli Einstürzende Neubauten tirano una linea e fanno un bilancio dei loro ultimi anni di carriera.
Gli Einstürzende Neubauten del 2017 sono un grande monumento, un colosso che testimonia con i suoi “Greatest Hits” le suggestioni di un immaginario delle tribù metropolitane del ‘900 fordista delle grandi fabbriche e dei complessi industriali oggi trasferiti in oriente.
Il live set si è dipanato su una scaletta che ha proposto i brani del “Greatest Hits” un’ affresco dei momenti più significativi della loro ultima fase sempre incentrati sul rapporto fra il martellare materico dei percussionisti e la vocalità teatrale e brechtiana di Blixa Bargeld.
La scaletta comprende quindi brani dell’ultima fase gruppo come “The Garden” o “Nagorny Karabach”, e ben cinque pezzi da “Silence is Sexy” come il magnifico e conclusivo “Redukt”.
Un concerto ben costruito apprezzabile anche tecnicamente e acusticamente malgrado l’alternarsi dei cambi di set-up percussivi e la complessità dell’amplificazione di strumenti fuori standard.
Gli Einstürzende Neubauten hanno inventato un proprio lessico sonoro prelevando suoni dalla realtà quotidiana cosi come idealizzato da “”L’Arte dei Rumori” del futurista Luigi Russolo (a cui hanno fatto tributo), i loro “Intonarumori” creano l’ossatura sonora dei loro brani, e malgrado venga meno l’approccio radicale e rumorista delle origini mantengono ricercatezza e grande originalità.
Fondamentali alla costruzione di questo suono sono i contributi del poliedrico Alexander Hacke al basso, il vero perno tonale degli arrangiamenti, e le raffinate tessiture di Jochen Arbeit alla chitarra che propone sonorità inaspettate frutto di una complessa ricerca sonora.
Un concerto eccellente che ha dimostrato ancora una volta come fuori dai riflettori del rock commerciale esistano delle realtà artisticamente indiscutibili che sono state in grado di riscrivere il linguaggio della popular music.

PLAYLIST
The Garden
Haus der Lüge
Nagorny Karabach
Dead Friends (Around the Corner)
Unvollständigkeit
Youme & Meyou
Die Befindlichkeit des Landes
Sonnenbarke
Sabrina
Susej
Silence Is Sexy
How Did I Die?
Encore:
Ein leichtes leises Säuseln
Die Interimsliebenden
Total Eclipse of the Sun
Encore 2:
Salamandrina
Redukt